Stelle o Sparo – Recensione

Lo desideravo da quando è uscito e mi è stato regalato per il mio compleanno, da brava procrastinatrice sono riuscita a leggerlo solo poco fa. Mi sono presa qualche giorno di riflessione (e riposo poiché ho iniziato il servizio civile) ed ora sono pronta a parlarvene!

Trama

Due amiche, un momento di crisi. L’idea di una vacanza su un’isola, vissuta come se fossero pirati. La ricerca di un senso alla propria vita, l’incontro con un bambino enigmatico, che forse è portatore di una solitudine complementare a quella di Stella, la protagonista. Una storia delicata, intensa, permeata dal desiderio di comprendersi e raccontarsi, in un mondo che amplifica il caos che abbiamo dentro grazie a quello che ci crea intorno. Tanto che a volte abbiamo così paura del buio da dimenticarci quanto sia importante, ogni tanto, vedere le stelle.

Questa Graphic Novel mi ha sorpresa tantissimo. Aspettavo si, questa serietà e una ricerca dell’io, tuttavia non me l’aspettavo in questo modo. Ho trovato uno stile che potrei dire simile a quello di Trainspotting, non tanto nella questione droghe e disavventure ma proprio nel modo di raccontare, tutto mi ha ricordato molto la pubblicità che loro modificano quando dicono “Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; etc”. Questo stile di racconto mi ha presa molto e mi è piaciuto anche se magari in qualche punto ho dovuto rileggere per non perdermi.

La gente va a ‘ritrovare se stessa’ nei posti più assurdi. Tipo l’India, il Tibet. Posti enormi. Cioè secondo me se ti cerchi in un posto piccolo magari ti trovi.

Mi è piaciuto? Si, un libro d’esordio straordinario. Non rientra tra le mie letture abituali ma è stata una lettura piacevole e sorprendente. È una graphic novel capace di leggerti dentro e lasciare una sensazione di “ti capisco, non sei solo”.

C’è qualcosa che non mi è piaciuto? Forse i disegni un po’ troppo cupi e che danno l’impressione di essere una “bozza”.

Cosa mi è piaciuto? Continuando a parlare dei disegni, mi sono piaciute molto le parti molto trippose poiché permettevano anche a me lettore di fare quel viaggio mentale fatto da Stella, la protagonista. Ho amato che nonostante il suo smisurato egoismo, Stella abbia riconosciuto e rivisto se stessa nel bambino e che lo abbia aiutato ad affrontare determinati problemi e che gli sia stato accanto come nessuno mai è stato con lei.

Questa graphic novel è capace di farsi sentire forte e di restare dentro di te per sempre. È un pugno nello stomaco che ti riporta alla realtà. Se sei in un momento della tua vita in cui non sai a che punto sei o non sai se ne vale la pena o non sai per quanto ancora riuscirai a combattere. Non sai cos’hai fatto fino ad oggi e non sai se è servito a qualcosa, se è stato apprezzato: questa graphic novel fa per te. Leggila, non te ne pentirai. 4 stelline.

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