Review Party: Un Piccolo Odio, Joe Abercrombie

Con la recensione di oggi si conclude la meravigliosa avventura a tema Joe Abercrombie grazie a Ylenia di Cronache di lettrici accanite e grazie alla Mondadori che ovviamente ha permesso tutto questo!

Trama

Savine dan Glokta è la figlia dell’uomo più odiato del regno, l’Arcilettore, a sua volta pronta a diventare la serpe più velenosa degli affari e delle industrie, se questo le garantirà un primato in un mondo in cui sembrano comandare solo gli uomini. Leo dan Brock, il Giovane Leone, attende di essere nominato Lord Governatore per respingere le aggressioni di Crepuscolo il Possente e dei suoi uomini del Nord, ma imparerà che le leggende degli eroi nascondono molte zone oscure, fatte di tradimenti e compromessi. Vick si è unita agli Spezzatori che intendono difendere i lavoratori dalle misure rapaci dei padroni, ma nasconde una decisione presa anni fa, nei gelidi campi di prigionia. Grosso è un veterano di guerra che vorrebbe dimenticare gli orrori degli assedi e la forza micidiale che si annida nelle sue mani tatuate, ma passato e violenza non sono mai troppo lontani. Il vecchio Trifoglio vorrebbe solo starsene seduto a insegnare un po’ di arte della spada, ma sarà costretto ad accompagnare e consigliare un manipolo di giovani che lo irridono, e non conoscono la belva che è stato e può ancora essere. Il Principe Coronato Orso deve decidere se sprofondare definitivamente sotto le droghe, le cortigiane e il vino, oppure se mettere la sua intelligenza a servizio d’un sogno più grande, per sé e tutto il reame. I loro cammini si incroceranno e affronteranno una nuova età di tecnologia, potere economico, barbarie e follia, insurrezioni popolari e congiure di palazzo, duelli brutali nel Cerchio di scudi e il ritorno della magia. Sì, perché, se antichi stregoni decidono di allearsi con banchieri e ingegneri, al Nord invece la giovane Rikke scopre di possedere un dono invidiato e maledetto, la Vista Profonda, la capacità di vedere le ombre del passato e gli spettri del futuro. E come deciderà di impiegarla determinerà il destino di tutti. Joe Abercrombie torna al mondo della “Prima Legge” con una saga ambientata alcuni decenni dopo la prima. Vecchi protagonisti cedono il passo a una nuova generazione che si addentra in un mondo ancora più realistico, ironico, brutale e commovente, che riflette e amplifica i drammi della politica attuale.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 19 Novembre 2019

Pagine: 498

Prezzo: 22,00€

Nelle pagine di Un Piccolo Odio possiamo vedere il mondo de La Prima Legge trent’anni dopo gli avvenimenti dell’ultimo libro. Inizialmente è difficile ambientarsi e capire le discendenze. Alcuni personaggi non ci sono più e parecchi dei vecchi hanno solo dei piccoli ruoli in questa storia: saranno i loro figli ad essere al centro della scena e, anche in questa occasione, la narrazione è secondo diversi punti di vista.

Innanzitutto ho trovato la storia più lenta e confusionaria rispetto alla prima trilogia e, si evince, che anche questo è il primo di diversi libri. Ci troviamo in un periodo di cambiamento, di rivoluzione. E oltre l’industrializzazione e le conseguenze di essa non vedo grandi differenze nelle vicende e macchinazioni tra questo romanzo e i precedenti. Ambientazione, narrazione e descrizioni sono quelli che già conosciamo e caratteristici di Abercrombie. I personaggi sono diversi sia per carattere sia per forze e debolezze ma continua ad esserci la costante più odiosa del mondo: Bayaz. Ci sono parecchi personaggi nuovi e interessanti però come Orso, Rikke e Savine. Leo mi sembra un po’ una seconda versione di Jezal ma più “provolo” e influenzabile, quindi non mi entusiasma particolarmente per ora. Amo, però, Orso che attualmente è il mio personaggio preferito di questa nuova -suppongo- trilogia.

Ho già detto più su comunque i miei pareri generali sulla storia. Ribadisco che non mi è piaciuto tanto come i precedenti, per cui do 3.5 stelline a questo volume!

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