Review Party: Inferno sulla Terra, Jim Thompson

Durante il 2019 mi sono concentrata principalmente su libri fantasy ma, appena ho letto della possibilità di leggere questo libro in anteprima, ho voluto subito fiondarmici per iniziare a leggere anche di altri generi in questo 2020. Come sempre ringrazio Ylenia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l’evento e la HarperCollins per aver fornito la copia.

Trama

L’inferno può essere la paura dell’ignoto, ma, se ad attanagliarci quotidianamente è un turbine psicotico scatenato dall’incapacità patologica di sbarcare il lunario, dai sogni frustrati di una professione (quella dello scrittore) che non dà da vivere e che lascia il posto a un lavoro più remunerativo ma noioso, da colleghi insopportabili, da una madre ossessiva e da una moglie adorante e sempre sul filo del rasoio, affrontare una nuova giornata all’insegna del grigiore rischia di essere una condanna. Jimmie Dillon, uno scrittore fallito e in gravi difficoltà economiche, sulla graticola in famiglia e insoddisfatto sul luogo di lavoro, proverà a superare traversie proibitive e un terribile blocco creativo in un’America poco propensa alla solidarietà e sempre più ossessionata dalla ricerca del tornaconto personale. Autobiografico quanto può esserlo un esordio, “Inferno sulla terra”, scritto nel 1942, lascia intendere, attraverso le vicissitudini di Jimmie Dillon, di che pasta sia fatto Jim Thompson. Romanzo di profonda introspezione psicologica, “Inferno sulla terra” è una lucida analisi della banalità della disperazione e una spietata critica del sogno americano, la cui entità chimerica viene magistralmente messa alla berlina: Jimmie Dillon è l’uomo comune che ogni americano potrebbe essere e che non vorrebbe mai diventare.

Editore: HarperCollins Italia

Data di pubblicazione: 30 Gennaio 2020

Pagine: 302

Prezzo: 15,00€

La storia, ho scoperto solo a fine lettura, è autobiografica. In questo suo romanzo d’esordio Jim Thompson veste i panni di James Dillon per poter raccontare e raccontarsi. Possiamo vedere uno scorcio dell’America del 1942 e le difficoltà del periodo. La cosa che però più mi ha catturata e meravigliata di questo libro è la forza, la crudezza nel suo aspetto psicologico che davvero ci si rimane senza parole. Ci sono momenti in cui ci sono dei lunghi flussi di coscienza che veramente sono un qualcosa di eccezionale e che sono anche la cosa che più mi ha catturata di questo libro. Anche perché l’aspetto psicologico è una parte fondamentale del romanzo, in quanto tratta anche di reali problemi psicologici, del rapporto padre/figlio e delle difficoltà che si hanno vivendo con una famiglia allargata in una casa modesta.

Può sembrare assurdo come paragone ma ciò che andiamo a leggere è a tutti gli effetti vita di tutti giorni ma non del tipo “mi sono svegliato, sono andato a lavoro è stata dura, sono tornato a casa e sono andato a dormire” non potrebbe, davvero, essere qualcosa di più lontano da ciò perché il ritmo della narrazione è incalzante, coinvolgente e assolutamente non fa annoiare. Magari un libro simile a questo ma raccontato diversamente e con meno enfasi nel fattore psicologico non mi sarebbe piaciuto, anzi mi avrebbe fatto annoiare ma questo .. è davvero difficile descriverlo perché è semplicemente un impatto di emozioni, emozioni che prova lo stesso protagonista quindi angoscia, rabbia, frustrazione e via dicendo. Per capire un romanzo come questo bisogna soltanto leggerlo.

Io mi trovo assolutamente a consigliarlo con 4 stelline.

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