Review Party: L’assassino che è in me, Jim Thompson

Eccoci oggi con la seconda e ultima tappa del review party dedicato ai libri di Jim Thompson pubblicati di recente da HarperCollins Italia. Ringrazio ancora una volta Ylenia di Cronache di Lettrici Accanite per aver organizzato tutto e la casa editrice per aver fornito la copia per la recensione.

Trama

Lou Ford è il vicesceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che è un po’ noioso, un po’ troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, quella malattia che lo ha quasi rovinato quando era giovane. E quel male è di nuovo sul punto di tornare in superficie, irrefrenabile e violento. Perché la vita non ha niente da dare agli uomini come Lou, se non brevi momenti di feroce energia sempre raggelati dall’oceano nero del destino. “Se il buon Dio ha commesso un errore, con noi esseri umani, è quello di farci desiderare di vivere anche quando abbiamo ben poche scuse per farlo.”

Essendo questo il secondo libro che leggo di Jim Thompson avevo, più o meno, idea di quello a cui andavo in contro anche se il genere è totalmente diverso. In Inferno sulla terra abbiamo potuto vedere uno spaccato di vita dell’America post anni 40, qui vediamo tutt’altro. Più che farci conoscere e vedere uno scorcio di vita americana abbiamo accesso ai pensieri più oscuri e reconditi di Lou Ford, vice sceriffo di una piccola cittadina del Texas. La storia è molto accattivante, all’inizio ci viene mostrato Lou nel suo ruolo di vice sceriffo una persona normale e ben vista dai suoi concittadini, una persona sempre disposta a dare una mano e ad aiutare chi ne ha bisogno. Nel momento in cui si svela la sua vera natura, però, la storia prende una piega molto diversa e devo ammettere di aver avuto proprio la sensazione di corsa nella lettura ma non una corsa del tipo “oh mio dio devo finire il libro” ma più del genere “oh mio dio cosa sta succedendo”; correvo mentalmente perché anche gli avvenimenti correvano e la storia procedeva spedita senza via di uscita e non nel senso che gli argomenti sono stati trattati in maniera frettolosa, tutt’altro. Le descrizioni sono molto accurate e hanno sempre fatto ben capire emozioni e pensieri del protagonista e gli ambienti in cui tutto si svolgeva. I personaggi per il tipo di libro che ci troviamo davanti non hanno una grande importanza, non bisogna dare loro grande profondità perché è tutto concentrato sul protagonista e anche perché la narrazione è in prima persona. Troviamo comunque diversi tipi di personalità che rendono soltanto il quadro più completo e uniforme. Lou il protagonista è l’unico del suo genere ma anche uno tra i tanti, non mi posso allargare troppo con le parole perché non voglio spoilerare troppo perché questo libro lo si capisce principalmente leggendolo. Nella prefazione, scritta da Stephen King vi sono tante citazioni e tante spiegazioni sulla storia ma neanche una frase ha fatto intendere cosa si andava a provare né a cosa si andava in contro con la lettura e questo, secondo me, rende ancora più meravigliosa la lettura perché, come ho detto più su, solo leggendo si può capire realmente la forza e l’energia di questo libro. Tra le varie citazioni ce n’è una che, contestualizzata, ho apprezzato veramente tanto e che voglio proporvi di seguito:

In un sacco di libri che ho letto, sembra che l’autore vada in tilt ogni volta che arriva a un momento cruciale. Comincia a trascurare la punteggiatura, a buttar giù le parole tutte insieme e a blaterare di fulgide stelle nel cielo e di inabissarsi in un profondo mare senza sogni. E non riesci a capire se l’eroe si sta portando a letto la sua ragazza o la borsa dell’acqua calda. Forse quel genere di stronzate dovrebbe essere roba profonda… Un mucchio di critici se le bevono, ho notato. Ma per come la vedo io, lo scrittore è solo troppo schifosamente pigro per fare il proprio mestiere. E io sarò anche un sacco di cose, ma non sono pigro. Vi dirò tutto quanto.

In fine, è stata una lettura da mozzare il fiato. Un libro che consiglio assolutamente e a cui do 4.5 stelline. Molto probabilmente recupererò anche altri romanzi di questo autore.

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