Review Party: Hunger Games, Suzanne Collins

Hunger Games è uno dei libri e dei film che più ho amato durante la mia adolescenza. In passato ho letto solo il terzo libro della trilogia, per cui, insieme ad altri ragazzi, abbiamo deciso di fare una mega rilettura in occasione dell’uscita di Ballata dell’Usignolo e del Serpente, il cui protagonista principale è il presidente Snow, tanti anni prima dei 74esimi Hunger Games e nelle vesti di mentore.

Trama

Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. E il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l’audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c’è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c’è spazio per l’amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 13/05/2013

Pagine: 370

Prezzo: 13,00€

Conoscevo già, a grandi linee, la storia. Addentrarmi di nuovo nel Distretto 12, a Capitol City e soprattutto nell’Arena è stata per me un’esperienza meravigliosa. Ho conosciuto tanti dettagli che ignoravo e, soprattutto i pensieri di Katniss e i ricordi relativi al padre, che chi ha visto solamente il film non conosce.

La storia, come ben sappiamo, parte dal giorno della mietitura. Abbiamo, però, prima la possibilità di vedere com’era la vita di Katniss prima di “essere selezionata” per partecipare agli Hunger Games. Tutto procede in maniera scorrevole e accattivante. La narrazione è in prima persona quindi percepiamo il tutto come se fossimo noi stessi a trovarci nell’arena.

Le descrizioni sono fantastiche, permettono di conoscere alla perfezione le caratteristiche dei personaggi, gli ambienti che ci circondano e le azioni cui assistiamo. Non sono mai eccessivi, al punto di annoiare il lettore, ma anzi ci portano a incuriosirci e a volerne sapere sempre di più su tutto quello che accade.

L’ambientazione è unica nel suo genere. Ci troviamo in un mondo in cui il progresso tecnologico è ai massimi livelli ma solo pochi eletti ne hanno accesso illimitato. Ci troviamo a Panem divisa in Capitale (appunto Capitol City) e 12 distretti; ogni distretto produce un qualcosa di specifico, il distretto 12 quello della nostra protagonista ad esempio, è specializzato nella produzione del carbone. A differenza della capitale, i distretti vivono di povertà e stenti, per ricordare a tutti i Giorni Bui, periodo storico nel quale i distretti si ribellarono portano alla distruzione del distretto 13 e alla nascita degli Hunger Games.

I personaggi sono molto ben costruiti a mio parere. Ho sentito di alcune persone che trovano Katniss insopportabile o vuota come se non avesse sentimenti, secondo me non è così. Ci ritroviamo in una lotta per la sopravvivenza e Katniss è sempre cresciuta provando a sopravvivere, ad avere un qualcosa da mangiare per sé e per i suoi in condizioni totalmente ostili. È normale che lei sia l’ostilità fatta persona, e credo che nessuno possa davvero capire questo tipo di situazioni e di sentimenti perché è davvero difficile che qualcuno abbia raggiunto quei livelli di fame e di disperazione nella propria vita. Peeta è un po’ un cucciolo di panna, sempre innocente e non per finzione. Alla mia prima visione di Hunger Games ero team Gale probabilmente a causa della figaggine dell’attore, adesso ancora non so per chi tifare, probabilmente avrò un’idea decisa alla fine della rilettura. Vi farò sapere la mia scelta nella recensione de Il Canto della Rivolta. Ci sono poi Haymitch ed Effie. Haymitch è un personaggio che adoro, soprattutto dopo la visione che mi ha dato di lui il libro. Bellissimo il rapporto che si crea, appunto nel team mentore e tributi del distretto 12. Effie la conosceremo meglio più avanti, quindi meglio aspettare un po’ prima di parlare di lei.

In fine, ho amato alla follia questo primo volume. È stato facilissimo immedesimarsi nei personaggi, essere preoccupati per loro, provare le loro stesse paure ed ansie. Per me è un 5 stelline a tutti gli effetti. Ho quasi termina la rilettura della Ragazza di Fuoco, ci vediamo domenica con la recensione!

Di seguito potete trovare le altre tappe del tour!

2 commenti su “Review Party: Hunger Games, Suzanne Collins

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