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Serpent & Dove, Shelby Mahurin – Recensione

Ciao lettori! Sorprendentemente sono riuscita a leggere un paio (due precisi) libri dalla mia libreria e quindi eccomi qui per parlarvene. Il primo di questi è Serpent & Dove, gentilmente offerto dal mio fidanzato poco dopo la sua uscita, e diciamo che la recensione cade proprio a pennello visto che a breve uscirà anche il seguito, Blood & Honey!

Trama

Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Un amore che gioca col fuoco. Louise le Blanc è fuggita dalla sua congrega e si è rifugiata a Cesarine, rinunciando a ogni forma di magia e vivendo di furti ed espedienti. Perché in quella tetra città le streghe come lei fanno paura. Vengono braccate. E mandate al rogo. Reid Diggory è un cacciatore, ha giurato fedeltà alla Chiesa e da sempre vive secondo un unico, ferreo principio: uccidere le streghe. La sua strada non avrebbe mai dovuto incrociare quella di Lou, eppure un perverso scherzo del destino li costringe a un’unione impossibile: il santo matrimonio. Ma anche se quella tra le streghe e la Chiesa è una guerra antica come il mondo, un nemico crudele ha in serbo per Lou un destino peggiore del rogo. E lei, che non può cambiare la propria natura e nemmeno ignorare i sentimenti che stanno sbocciando nel suo cuore, si trova di fronte a una scelta terribile. Siamo legati a doppio filo dall’amore, dall’onore, o dal fuoco… E l’amore si prende gioco di tutti noi.

Editore: HarperCollins

Data di Pubblicazione: 10 Settembre 2020

Pagine: 528

Prezzo: 17,90€

La storia è narrata in prima persona e segue due punti di vista, quello di Lou e quello di Reid, di conseguenza i capitoli sono alternati, anche se non in maniera precisa. Dal primo momento mi sono trovata super incuriosita e attratta dalle vicende che stavano accadendo, i capitoli dal punto di vista di Lou sono esilaranti, ma ho apprezzato molto anche quelli narrati da Reid. La cosa che più ho preferito è comunque il rapporto tra i personaggi, tra i miei trope preferiti c’è l’hate-to-love quindi non potevo non amare questo romanzo. Oltre a ciò la trama rimane comunque molto interessante, Lou è in costante fuga e ha trovato la soluzione dei suoi problemi in questo matrimonio, anche se i realtà le difficoltà non fanno poi che aumentare e più che essersi liberata dalle sue paure e dai problemi da cui sta fuggendo (non vado nello specifico per non spoilerare) se ne troverà di nuovi, scoprendo anche molti altri retroscena sul suo passato.

Le descrizioni non sono particolarmente accurate, ma non si possono dire nemmeno eccessivamente superficiale; questo ovviamente è dato anche dal limitato punto di vista dato dalla narrazione in prima persona. Questo per me ha rappresentato un po’ una pecca perché, anche se odio le descrizioni eccessivamente prolisse, la mancanza di esse o il modo in cui sono state trattate in questo romanzo ha fatto risultare la narrazione leggermente frettolosa, avrei apprezzato 100/150 pagine in più e qualche scena spiegata meglio!

L’ambientazione è molto semplice in realtà, ci troviamo in una Francia accennata, accentata perché non ci sono particolari accenni al paese o descrizioni dei luoghi, ma soltanto alcuni termini francesi buttati lì un po’ random. Oltre a ciò ci sono due tipi di streghe: Streghe Bianche e Rosse, per le streghe bianche vale una sorta di scambio equivalente, quindi per fare una magia devono rinunciare a qualcosa; mentre per le streghe rosse viene impiegato il sangue della maga mischiato a qualcos’altro per effettuare la magia (ovviamente ogni tipo di miscuglio ha un determinato risultato, ma può essere usato anche il sangue e basta). Tuttavia le streghe sono cacciate da una guardia speciale, ossia gli Chasseur di cui fa parte e ne è il capitano, Reid.

I personaggi sono molto semplici, ma comunque carini e interessanti. Reid è il bigotto che viene mostrato, cresciuto così dall’arcivescovo in persona, è super in imbarazzo verso tutto ciò che concerne la donna e la sessualità, ma allo stesso tempo, pur non avendo mai conosciuto sua madre, ha valori che gli altri uomini non sanno manco cosa siano. Ci troviamo in un’epoca in cui la donna è sottomessa al marito, cito testuali parole “potresti chiuderla in uno sgabuzzino e lasciarla lì per sempre se vuoi”, non si fanno problemi a picchiarle e a trattarle male, tuttavia il primo giuramento, da marito, che Reid fa a Lou è che nessuno più le avrebbe mai fatto del male, e infatti non permette nemmeno a quello che ha rappresentato la figura paterna per tutta la sua vita di metterle le mani addosso. Lou invece la vedo più come una cane randagio, ha passato gli ultimi anni della sua vita a nascondersi, è abituata a diffidare da chiunque quindi il suo modo di approcciarsi alle persone è molto particolare. Si comporta da classica cattiva ragazza, sempre a dire sconcezze e a dare contro chiunque, ma pian piano scopriamo che effettivamente questa è soltanto una copertura e protezione.

In fine, non nego che questo romanzo abbia diversi difetti, ma mi è piaciuto. Ho apprezzato un sacco di elementi di essi, e i vari difetti non mi hanno infastidita troppo, penso che siano facilmente sorpassabili. Non vero l’ora di vedere cosa succederà in Blood & Honey, lo sto aspettando come aspetto la colazione e spero di riuscire a parlarvene presto! Dò quindi un voto di 4 stelline sopratutto per la relazione tra i protagonisti!

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