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Review Party: Il Prigioniero del Cielo, Carlos Ruiz Zafón

Ciao lettori! Ultimo giorno di Gennaio e quindi eccomi con la recensione del terzo libro dedicato al cimitero dei libri dimenticati, di cui sto ospitando il gdl insieme ad altre fantastiche ragazze! Non perdete alcun post su Instagram, quindi, perché domani si inizia con l’ultimo! Iniziamo!

Trama

Barcellona, 1957. Daniel Sempere dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín. Una mattina uno sconosciuto compra un’edizione di pregio del Conte di Montecristo e chiede che la si consegni subito a Fermín, con una dedica inquietante. Si aprono così le porte di un passato maledetto e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente…

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 24 Novembre 2020

Pagine: 300

Prezzo: 22,00€

Vi ricordo che fino a questo volume la mia, più che una lettura, è stata una rilettura. E vi confermo che anche di questo volume ricordavo poco, o meglio lo ricordavo sbagliato. Vi spiego perché: innanzitutto ricordavo che il prigioniero del cielo fosse Julian Carax, e soprattutto che questa fosse una mia supposizione e non che l’identità fosse confermata dal primo momento. In secondo luogo io ricordavo soltanto le vicende che riguardavano il passato di Fermìn, quindi ero convinta che il romanzo parlasse soltanto di quello e non che queste vicende, invece, fossero dei racconti/flashback. In ogni caso la storia di questo secondo volume serve principalmente a dare un bel background a Fermìn, a collegare in maniera più significativa il suo legame con i Sempere, ma in particolar modo a collegare i romanzi della tetralogia. Se non ci fosse questo diciamo che il secondo sembrerebbe collegato soltanto alla lontana, aggiungendo questo volume all’equazione, invece, tutto appare più lineare e significativo. La storia per me è super interessante, segue ancora la narrazione in prima persona del punto di vista di Daniel Sampere con l’aggiunta di flashback, come vi dicevo prima; e gli avvenimenti che ci troviamo davanti sono super curiosi e interessanti, con un finale, poi, che ci fa correre a prendere il seguito (e direi FORTUNISSIMA che la lettura dell’ultimo capitolo della tetralogia inizia domani!

Le descrizioni sono sempre molto accurate. Con Zafón, su questo, ma anche su tanto altro, su TUTTO praticamente, non si sbaglia mai. Sono pochi gli autori che come lui riescono ad evocare determinate atmosfere e scenari nella mente e nel cuore di noi lettori. Ho deciso che alla fine della rilettura/lettura di questa trilogia recupererò assolutamente tutto quello che è di questo autore, e sono stata super felice ed entusiasta di sapere che la Mondadori pubblicherà anche una serie di racconti scritti dall’autore prima della sua dipartita.

Per quanto riguarda l’ambientazione: l’abbiamo detto e ridetto, ci troviamo in una meravigliosa Barcellona degli anni ‘50. Io non sono mai stata a Barcellona, quindi man mano che proseguo con la lettura sto segnando alcuni luoghi che vorrei assolutamente visitare in un mio eventuale viaggio, in modo da poter entrare ancora di più in questa storia che mi ha rapito il cuore.

I personaggi, qui, sono sempre una rivelazione. Abbiamo scoperto numerose cose in più su David Martìn, diciamo più che altro che determinati dubbi che avevamo sono stati confermati. E trovo assolutamente geniale l’idea dell’autore di aver pubblicato i romanzi in questo ordine, poiché secondo e terzo libro si possono leggere anche invertiti, ma sicuramente non avrebbero la stessa magia. Fermìn continua ad essere un personaggio sopra le righe, ma un personaggio molto caro, sempre più caro direi, così caro che ho quasi paura ce lo facciano fuori nel quarto ed ultimo capitolo della tetralogia. Daniel, invece, sta subendo una notevole trasformazione. Il suo lato “simpatico” sostituisce un po’ quello timido, e da questo punto di vista inizia ad assomigliare molto a Fermìn. Tuttavia inizia a serbare un rancore e una rabbia oscuri che, come dicevo, realmente stanno trasformando parecchio questo personaggio. Questo cambiamento è tra le motivazioni che maggiormente non mi fa vedere l’ora di iniziare l’ultimo libro domani!

In fine, Zafón conferma come sempre il suo essere un’assoluta garanzia. Decisamente 5 stelline pluriconfermate.

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