Review Party: Il Labirinto degli Spiriti, Carlos Ruiz Zafón

Ciao lettori, come state? Io sto bene e male allo stesso tempo: bene perché finalmente ho recuperato l’ultimo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, cosa che volevo fare da tantissimo tempo; e male perché l’ho terminata, e ad ogni libro che leggo di Zafón piango sempre la sua dipartita per le meraviglie che avrebbe potuto ancora creare. Questa del GDL è stata comunque un’esperienza bellissima, spero di farne altri in futuro, e ringrazio con tutto il cuore Bea, di Io resto qui a leggere, per averlo organizzato.

Trama

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sampere è cresciuto, tormentato dal mistero che avvolge la morte di sua madre. Sarà Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, a condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo…

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 24 Novembre 2020

Pagine: 840

Prezzo: 28,00€

Ammetto di essere rimasta parecchio spiazzata all’inizio. La storia non parte immediatamente dalla fine del romanzo precedente, ma da diverse situazioni che hanno portato alla vicenda che si legge nell‘epilogo de Il Prigioniero del Cielo. La storia, quindi, è come se fosse divisa in due parti: una principalmente investigativa con Alicia Gris come protagonista; e una di “risoluzione” dei problemi, in cui tutti i nodi della famiglia Sempere vengono al pettine. Ho adorato il modo in cui l’autore ha unito tutti fili della storia e delle varie storie. Ho adorato i numerosi colpi di scena, e le novità, o meglio, i retroscena più scabrosi che sono stati rivelati in quest’ultimo volume. E soprattutto, ho adorato il ruolo di Julian in tutto questo, il modo in cui si mette all’opera per ricostruire il tutto, una vera genialata, a mio parere, che ha dato un fortissimo tocco in più a una storia già di per sé unica e meravigliosa.

Le descrizioni sono molto accurate, come sempre nei libri di Zafón, non so se sarà stata la lunghezza del romanzo, ma questa volta ho accusato leggermente il colpo dato da queste descrizioni è un po’ prolisse. Questo però non ha reso meno godibile il romanzo.

L’ambientazione varia un po’ perché non ci troviamo solo a Barcellona, ma ci sono alcuni spostamenti tra Madrid e Parigi, che ci fanno respirare un’aria leggermente nuova, anche se, la Spagna di quegli anni è più o meno la stessa ovunque si vada.

I personaggi mi hanno fatto un sacco emozionare in questo volume. Oltre alla conoscenza di Alicia Gris, una femme fatale di quelle che Fermìn adora, vediamo una grande crescita negli altri personaggi. Daniel rivela la parte più torbida del suo carattere, quella piena di risentimento verso le ingiustizie del mondo e verso il trattamento protettivo che ha ricevuto per tutta la vita e che continua a ricevere. A modo nostro, in questo volume, conosciamo meglio anche il personaggio di Isabella, sua madre, uno dei tanti punti bui del romanzo. Personaggi vecchi e nuovi si uniscono in quest’ultimo romanzo per salutarci al meglio.

In fine, ritengo che questa conclusione sia più che degna per una saga di questo calibro, mi ha riempita e allo stesso tempo mi ha lasciato dentro un buco immenso. A Zafón non si può che dare 5 stelline.

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