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La Canzone di Achille, Madeline Miller – Recensione

Ciao lettori, si nota che sto provando ad essere più attiva? Oggi nuova recensione, parliamo di un romanzo che ho letto in occasione del mese del pride (che ancora deve iniziare): La Canzone di Achille. Diciamo che era un romanzo che volevo leggere da tantissimo e che mi ha sempre incuriosita, quindi ho solo trovato l’occasione giusta per recuperarlo!

Trama

Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Editore: Marsilio

Data di Pubblicazione: 10 Gennaio 2019

Pagine: 382

Prezzo: 11,00€

Iniziamo con la storia. È la stessa che conosciamo tutti e che studiamo alle medie/liceo, ma allo stesso tempo non è lei. Tutto viene raccontato dal punto di vista di Patroclo (e in terza persona), un personaggio a cui di solito si dà scarsa importanza, o non si presta proprio attenzione. Ho trovato questa scelta molto coraggiosa e particolare, e ammetto che ha sortito un effetto positivo, come di leggere un racconto fiabesco (e giustamente direi, visto che Patroclo vive con gli occhi a cuoricino).

Le descrizioni sono molto ricche, a volte leggermente prolisse e un paio di eventi li ho percepiti con po’ di pesantezza. Allo stesso tempo però permettono di immaginare perfettamente tutto quello che succede intorno a noi e oltre.

L’ambientazione, raga, ne devo parlare davvero?

Si sa che la parte più bella, dolce e interrante di questa storia sono i personaggi. Patroclo e Achille già sono super carismatici e accattivanti già originariamente e già di per sé, ma il tocco della Miller li ha resi in una maniera ancora superiore, donandogli, sopra tutto, l’empatia, che per me è il più grande dei doni. Achille viene disegnato in una maniera fantastica, ma allo stesso tempo un po’ ambigua e misteriosa a causa della sua natura un po’ divina. Patroclo è semplicemente un cuore di panna, una persona che mi pento di non avere nella mia vita.

In fine, perché i libri più belli vengono letti sempre con estremo ritardo? Ormai si può dire che in questa mia problematica sono recidiva, ma anche che pian pianino sto recuperando alcune perle. La Canzone di Achille è sicuramente una di queste. Super bello, super interessante e super consigliato. Resterà sicuramente per sempre nel mio cuore. 4.5 stelline

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