Review Party: HeartStopper Vol4, Alice Oseman

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Ciao lettori, torniamo a parlare di Graphic Novel con una delle rivelazioni degli ultimi tempi: HeartStopper e l’Osemanverse in generale. Prima di iniziare voglio ringraziare come sempre Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Charlie si sente pronto a pronunciare le due fatidiche parole: “Ti amo”. Anche Nick prova lo stesso sentimento, ma ha qualche pensiero in più: non è ancora riuscito a dirlo a suo padre, e in più teme che Charlie soffra di disturbi alimentari. Mentre l’estate volge al termine e un nuovo anno scolastico sta per cominciare, i due ragazzi impareranno molte cose su cosa significhi amare.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 31 Agosto 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00 euro

La trama di questo volume è stata veramente molto bella da leggere, super interessante, ma soprattutto nuova rispetto ai precedenti. Finora si è parlato della sessualità in tutte le salse, a partire dalla scoperta di se stessi, passando per il bullismo (o la paura di esso) e infine con la presentazione dei vari tipi di sessualità e dell’accettazione del fatto che si può iniziare a vivere bene e da “se stessi” a qualsiasi età. In questo volume si mette leggermente da parte l’amore e la dolcezza di questa storia per iniziare ad affrontare un argomento ugualmente super importante, ossia i disturbi mentali e alimentari, e quanto l’amore non basti (o non sia la reale cura) ad affrontare, ma soprattutto a risolvere determinate situazioni e problemi. Questa, ammetto, è la cosa che più di tutte ho amato e apprezzato in questo volume visto che spesso nei film si vede tutt’altro, e l’amore come forza guaritrice e medicina onnivalente è più che stereotipato.

I disegni continuano ad essere super dolci e super espressivi, probabilmente su una storia diversa non avrei apprezzato il loro essere essenziali, ma qui li trovo assolutamente perfetti, da chef kiss.

I personaggi sono sempre gli stessi, non c’è nessuna new entry a parte la breve apparizione del padre di Nick, e il fratello che continua a fare lo stronzo dal volume precedente. Questo principalmente perché, come già vi ho detto, la storia ha preso un po’ un cambio di direzione per il momento. In qualche modo, abbiamo avuto modo di avvicinarci al personaggio di Tori, anche se è stato molto leggero e superficiale. Super apprezzato il piccolo spin off sui professori, adorissimo.

In definitiva, HeartStopper continua a dimostrarsi una potenza, e non posso che confermare le sue 5 stelline!

Nonostante tutto, l’amore che stravolge il tempo – Recensione

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Ciao gente! Oggi vi parlerò della Graphic Novel che mi ha colpito di più quest’anno, ovvero Nonostante Tutto di Jordi Lafebre!

Trama

La vita va in una direzione precisa. Dalla A alla Z, dal principio alla fine. Questa storia invece va al contrario, dalla Z di Zeno, libraio, sognatore, eterno studente, alla A di Ana, sessantenne che ha fatto il sindaco del suo paese per una vita, e ora è pronta a cominciare a vivere davvero. Li incontriamo a inizio della storia che si ritrovano, dopo anni, emozionati come ragazzini. Li ritroviamo, alla fine del libro, che si incontrano per la prima volta, perché in questo libro di Jordi Lafebre i capitoli sono numerati da 20 a 1, e la storia d’amore di Ana e Zeno è raccontata in ordine inverso, ma se gli anni diminuiscono, man mano che la lettura procede le emozioni aumentano. Un racconto perfetto, che sa raccontare i complessi incastri del cuore.

Editore: Bao Publishing

Data di Pubblicazione: 11 Febbraio 2021

Pagine: 152

Prezzo: 20,00€

Già con le premesse della trama quest’opera mi aveva incuriosito infatti, leggendo, ci accorgiamo dell’incredibile lavoro fatto con la sceneggiatura che seppur atipica, spicca per l’incredibile dolcezza e il sapore di nostalgia. Piccolo fun fact: non vi nego che ho provato a leggerla al contrario, e posso dirvi che, anche se non è pensata per essere letta in questo modo. noterete come la narrazione (anche se minimamente sbagliata) cambi totalmente il punto di vista, da Zeno ad Ana, in un nulla, come se l’autore avesse voluto includere entrambi i punti di vista lasciando al lettore la possibilità di giocare con la narrazione e stravolgere il tempo quindi, mi raccomando, provate!

Tornando a noi, il tempo per questa storia (quella originale) è una cosa importante, scorre inesorabilmente all’indietro facendo capire poco alla volta il tipo di amore impossibile che i due protagonisti hanno vissuto in una vita intera. Per noi lettori le pagine scorreranno veloci, ma la valanga di sentimenti celati in esse saranno lenti e quasi reali. sSotto questo punto di vista l’opera di Lafebre fa centro nel suo obbiettivo primario: raccontare una storia d’amore che faccia male, ma che lasci il segno.

Ho adorato tutto della caratterizzazione dei personaggi. Partendo dalla genuinità di Ana, al marito che nonostante tutto è come se sapesse, ma continua ad amarla (è un dolcino); dalle vecchiette sedute fuori alla libreria, per finire con il fascino velato di Zeno un incredibile romantico con il cuore d’oro. Difficilmente riesco ad empatizzare così con dei personaggi di una graphic novel, il lavoro svolto sotto questo punto di vista è notevole. Per non parlare del comparto artistico, una delle cose che adoro di più di tutta l’opera è come l’autore riesca a dare vita a ciò che scrive. Nei momenti freddi e invernali sentirete quasi quel freschetto che contraddistingue la stagione, d’estate sentirete il caldo che vi fa sudare, e così via. I personaggi sono tutti reali e credibili quasi come se fossero vecchie conoscenze.

L’incredibile aura che incorpora quest’opera è un qualcosa che noterete già dalla copertina, una sensazione di nostalgia e di amore che poche storie riescono a raccontate con tale delicatezza.


Ed eccoci arrivati alla conclusione, gente. Che dire, ho divorato quest’opera, mi è piaciuta tantissimo e consiglio veramente a tutti di leggerla, quindi se non l’avete letta e siete persone dalla lacrimuccia facile, preparate i fazzoletti e immergetevi in questo racconto che vi farà innamorare, il mio voto è 5 su 5!

Fatemi sapere come sempre nei commenti cosa ne pensate, per ora è tutto alla prossima, gente!

5 Graphic Novel da leggere in vacanza! + 1 Extra

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Ciao gente! Ferragosto si avvicina, e logicamente ci godiamo il meritato relax dopo un anno molto duro. Vii chiederete, e allora? Beh diciamo che ho pensato ad un modo per aiutarvi a rendere queste giornate di meritato riposo ancora più piacevoli! Oggi vi consiglierò 5 Graphic Novel da leggere assolutamente durante le vacanze, ovviamente sono tutte storie con ambientazioni estive! Ma non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito!

1 Mi stai ascoltando?

Il nuovo libro di Tillie Walden è la storia di due donne che si stanno allontanando da qualcosa, e si incontrano lungo la strada. Nessuna delle due ha idea di quale sia la meta, e poco a poco iniziano a fidarsi l’una dell’altra. Lo scenario che le circonda è, almeno in apparenza, il Texas occidentale, ma di tanto in tanto qualcosa di indefinibile e surreale avviene, deformando il paesaggio e costringendole a domandarsi se il loro viaggio avrà mai fine. Sono inseguite da strani, misteriosi funzionari della rete stradale, e il gatto che decidono di riportare a casa sembra al centro di molte più cose di quanto sarebbe dato immaginare guardandolo. Questa è una storia, magistralmente raccontata, di vicinanza, accoglienza, comprensione e ammissione della natura dei propri demoni, ed è un libro che fa battere il cuore fino a sentirlo nelle orecchie, mentre si avvicina il finale, che è tra i più perfetti e delicati che ci sia capitato di leggere negli ultimi anni.

2 Per sempre

Controra è un termine usato per indicare l’ora più calda del giorno, quella in cui, nelle giornate d’estate, si riposa. È proprio in questo lasso di tempo, mentre i suoi genitori dormono nel villaggio turistico dove sono andati a trascorrere le vacanze, che Viola incontra un ragazzo del posto intento a restaurare una vecchia imbarcazione. Il giovane non sembra come tutti gli altri, dalle poche parole scambiate Viola percepisce la sua particolare sensibilità e si propone di aiutarlo. In poco tempo tra i due scatta la scintilla dell’amore.

Gli incontri tra Viola e Ireneo sono considerati sbagliati dai genitori di lei, al punto di censurarli e punirla, e lo sarebbero probabilmente anche dalle sue amiche, se solo sapessero, perciò Viola li nasconde. Mentre è considerata giusta, quasi perfetta, la relazione della sua amica Valeria con Gabriele, un ragazzo che rivelerà la sua vera natura solo alla fine. Con Ireneo Viola scoprirà che l’amore non è il sentimento esclusivo che le avevano raccontato, ma una forza capace di liberarti e di aprirti al mondo, mentre ti mette in contatto con la parte più profonda e autentica di te. Una storia che conquisterà i cuori dei lettori e li accompagnerà alla ricerca della propria identità e alla scoperta del proprio corpo.

Trovate la nostra recensione di Per Sempre, qui!

3 Papaya Salad

Il romanzo grafico di esordio di Elisa Macellari è la storia della vita di suo prozio Sompong, che dalla Thailandia venne in Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Uomo mite e risoluto, alla ricerca del suo posto nel mondo, racconta la sua storia con la voce ferma e pacata di chi sa di essere stato al cospetto della Storia e di essere riuscito a navigarla per giungere alla propria destinazione. Elisa Macellari sintetizza, dopo anni di carriera da illustratrice, uno stile a fumetti consapevole dei due mondi che racconta, sia geografici che temporali, regalandoci un libro epico come il sussurro risoluto di una promessa solenne.

La copertina del libro è verde, e il taglio delle pagine è dipinto di uno speciale Pantone arancione, per ricordare una papaya matura che si apre per diffondere il suo profumo.

4 Kids with guns

Capitan Artiglio è un illustratore piemontese dallo stile allo stesso tempo underground e iperdettagliato. Ci ha proposto una trilogia western su un pianeta dove al posto dei cavalli ci sono i sauri. Il risultato del nostro entusiastico “sì” è Kids With Guns, una storia fruibile su più livelli. Da un lato è un’avventura, con velati risvolti soprannaturali, che lambisce molti generi narrativi senza abusarne e senza incappare nei loro cliché. Dall’altro è una riflessione sulla lealtà, sulla società dei media e sul potere di suggestione che essa esercita su ciascuno di noi. Abbiamo già detto che è anche pieno di dinosauri?

Tre fratelli, figli di un leggendario fuorilegge. Tre teschi dai poteri mistici, i cui effetti collaterali imprevisti scatenano gli eventi di questa storia. Un cast variopinto che delimita i confini di una trama che terrà i lettori sull’orlo della sedia fino all’ultima pagina.

5 I racconti dei vicoletti

Yu’er e nonno Doubao vivono tra i vicoletti al margine della grande città. La piccola è disabile, ma questo non le impedisce di avere tanti amici, di sentire in modo tangibile l’affetto delle persone che la circondano, e il nonno crea per lei infinite occasioni di svago e di sorriso. Il microcosmo della periferia fonde reale e immaginario, tangibile e simbolico, presente e ricordo, in un libro che vi riempirà di una magia semplice e innata in ciascuno di noi, ma che tendiamo a dimenticare. Un capolavoro vero, dal pennello sapiente del maestro del fumetto moderno cinese, Nie Jun.

Ed ora un piccolo extra che non è una vera e propria graphic novel più che altro è un volumetto auto conclusivo che adoro particolarmente!

Extra: Il cane che guardava le stelle

I cadaveri di un uomo e di un cane vengono trovati dentro un’auto abbandonata: l’autopsia rivela che l’uomo è morto un anno fa mentre il cane solo tre mesi prima. Qual è il significato di questo stacco temporale? La risposta giace nella tristezza e nella gioia di un piccolo frammento di vita rimasto tra un uomo e un cane.


Queste sono le letture che vi consiglio assolutamente per questo ferragosto, soprattutto nel caso di Kids with Guns, cercate di recuperare tutte e tre le Graphic Novel perché merita tantissimo! Ovviamente, come sempre, fatemi sapere se leggerete o se avete già letto le storie che vi ho consigliato qui nei commenti, ora scusatemi ma devo buttarmi in acqua, che sennò mi sciolgo, alla prossima, gente!

Paprika, Mirka Andolfo – Recensione

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Ciao lettori, come state? Dopo un’invasione di articoli di Oreste, eccomi con una nuova recensione! Oggi parliamo di una Graphic Novel uscita da poco e super super carina e divertente! È la prima volta che leggo qualcosa di Mirka Andolfo, ma ammetto di essere sempre stata molto incuriosita dalle sue opere. Io e Oreste abbiamo incontrato l’autrice durante ad un firmacopie ospitato dalla nostra fumetteria di fiducia, poichè è attualmente in Tour (spero non sia finito, perché sai che figuraccia) per presentare la sua ultima opera, che è appunto Paprika.

Ho amato tutta la pubblicità che è stata fatta per quest’opera, con ben 3 copertine oltre quella originale. Esiste infatti, oltre a Sweet Paprika, una versione Hot Paprika, e due variant cover disponibili soltanto in fumetteria. Attualmente io possiedo la cover ufficiale, Hot Paprika poichè ho acquistato il bundle con la tazza in omaggio (acquistando anche la bibita extra) e la cover con i glitter, e posso solo dire che venero tutto ciò e sono un po’ pentita di non aver preso anche il quarto volume (che, se ve lo stiate chiedendo, è quello che vedete nel banner)!

Trama

Paprika è una giovane di origini italiane che vive a New York, una stimata donna in carriera maniaca del lavoro. Il successo ha risucchiato la sua esistenza, facendole dimenticare l’importanza del tempo per se stessa e per i suoi cari. Finché a portare scompiglio nella sua vita farà la sua rocambolesca intromissione Dill, un ragazzo ingenuo e avvenente dal fare “angelico” assolutamente lontano dal suo mondo. Sarà l’occasione per Paprika di rimettere in discussione le sue priorità e il suo stile di vita, per scoprire cosa desidera veramente? Una cosa è certa: l’incontro-scontro di due caratteri e “stili” così diametralmente opposti daranno vita a un irresistibile terremoto di fraintendimenti, gag e… situazioni dolcemente piccanti!

Editore: Star Comics

Data di Pubblicazione: 19 Maggio 2021

Pagine: 112

Prezzo: 11,90€

La storia è super carina e catchy. Leggendo la trama e guardando le copertine non ci si aspetta determinati lati di Paprika, ma questo non è assolutamente un problema, anzi, aiuta soltanto a rendere tutte le vicende e la storia ancora più esilaranti. Nonostante in generale si tratti di una storia parecchio osé, non da nulla per scontato, ma anzi ci aiuta a comprendere valori importanti come quello del pieno consenso (non sto qua a raccontarvi la scena perché penso rappresenti uno spoiler abbastanza importante). Fun fact: ho letto questa storia il 21 Giugno, in spiaggia, circondata dai miei 7 nipoti la cui età oscilla tra i 3 anni (non ancora compiuti) e gli 11 anni (non ancora compiuti) e mi vergognavo come una ladra per paura che sbirciassero, soprattutto i più grandi che comunque sanno ovviamente leggere. Questa cosa ha reso la lettura ancora più simpatica dal momento che nei momenti clue mi guardavo intorno, e il mio fidanzato sghignazzava e mi prendeva in giro per ciò. In ogni caso la trama è super scorrevole, ti tiene incollato alle pagine, soprattutto quando poi si svelano alcuni retroscena (che sospettavo). Ho adorato veramente ogni cosa!

I disegni sono veramente eccezionali, amo tantissimo lo stile di Mirka Andolfo e anche il modo in cui ha caratterizzato i personaggi. Questo “criterio” dal mio punto di vista è totalmente soggettivo perché non ne capisco molto, l’esperto qui è Oreste che, al firma copie ha chiesto all’autrice quali fossero le sue ispirazioni nel creare il proprio stile. Fatto sta che lo adoro, amo come è stata resa Paprika graficamente, è bella sì, ma non di quella bellezza classica che si vede nella maggior parte delle storie, anzi, ha le sue qualità e difetti, ma in ogni caso parecchie persone la ritengono attraente, e così anch’io.

I personaggi sono un’altra delle cose che ho amato/venerato di questa storia. A partire da Paprika, dalla sua personalità, i suoi complessi e i suoi vizi sull’alta moda (che stile, ragazzi!), fino a Dill che nonostante sembra uno scemo costantemente arrapato nasconde un lato super cute e interessante, e anche lui ha i suoi problemi, spero tanto venga approfondito nel secondo volume e che abbia il suo riscatto. Oltre ciò anche i personaggi secondari sono super forti e interessanti, alcuni di più, altri meno, ovviamente questo dipende anche dall’incidenza che hanno nella storia, ma in ogni caso è tutto veramente super super approved.

In fine, Paprika è molto difficile da spiegare, ritengo che sia una di quelle storie che per capirle bisogna leggerle, nonostante la sua semplicità. È molto leggera, ma contiene comunque temi importanti, è super interessante la società divisa, ma che divisa comunque non è perché tutti convivono perfettamente, tra angeli e diavoli. Su questo punto mi dispiace non poter fare un confronto con Sacro/Profano, sempre della stessa autrice, ma spero di riuscire a recuperarlo al più presto! Consiglio assolutamente questa lettura e lascio un voto di 4.5 stelline!

Review Party: HeartStopper Vol3, Alice Oseman

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Ciao lettori, come state? Oggi vi porto una nuova, dolcissima, recensione. Da poco è uscito il terzo volume di una delle Graphic Novel che mi ha conquistato il cuore nel 2021: HeartStopper di Alice Oseman! Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. “Heartstopper” parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 02 Marzo 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00

Non sto piangendo, mi è solo entrata una Torre Eiffel nell’occhio. Posso già dirvi con certezza che questo è il mio volume preferito di HeartStopper tra quelli letti finora. Questo volume, oltre alla solita immensa dolcezza a cui siamo abituati, trasmette un sacco di temi nuovi e importantissimi, tanto della comunità lgbt+ quanto dell’adolescenza in generale. Vediamo i nostri protagonisti in ambienti nuovi, li vediamo aprirsi e chiudersi e mostrare nuove debolezze e insicurezze, così come conosciamo nuovi lati del loro carattere, ma soprattutto approfondiamo la conoscenza delle rispettive famiglie.

I disegni della Oseman sono sempre molto caratteristici e semplici, ma nella loro semplicità riescono a esprimere tantissimo. Spesso anche illustrazioni e fumetti con una tecnica maggiore non mi fanno battere il cuore come riesce a farlo, invece, Alice Oseman.

I personaggi li conosciamo già, ma ci si presentano nuove dinamiche super importanti e iniziamo a vedere nuovi tipi di interazioni tra loro. Allo stesso tempo approfondiamo la conoscenza di personaggi secondari, ossia gli amici di Charlie in particolar modo, ma anche un po’ quelli di Nick.

In fine, nella vita io posso fare una sola cosa, ed è consigliarvi HeartStopper fino alla morte. LEGGETELO! 5 stelline.

Le figlie di Ys, M. T. Anderson – Recensione

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Ciao lettori! La scorsa settimana mi è arrivata questa graphic novel che aspettavo praticamente da quando ho saputo che sarebbe uscita, tant’è che l’ho preordinata, ricevendo in regalo una candela e una spilletta dedicate a una delle sorelle della storia: Dahut. Questa è la prima graphic novel letta quest’anno ed è anche di una nuovissima casa editrice: Rebelle Edizioni. Quest’ultima nasce come costola del progetto Rebelle Box, e si occuperà principalmente di pubblicare fumetti e graphic novel.

Trama

Ys, città di ricchezze e meraviglie, cela una storia di oscuri segreti. La regina Malgven ha usato la magia e i suoi poteri per innalzare le grandi mura che tengono al sicuro Ys dal mare tumultuoso che la circonda. Dopo l’inspiegabile morte della regina, le due figlie prendono strade diverse. Rozenn, l’erede al trono, passa il suo tempo nella brughiera circondata dalla natura e dagli animali selvatici, mentre Dahut, la più giovane, ama godere dei fasti della vita reale. Una storia ricca di intrighi, magia e mistero: cosa si nasconde dietro la ricchezza della leggendaria città di Ys?

Editore: Rebelle Edizioni

Data di Pubblicazione: 20 Gennaio 2021

Pagine: 208

Prezzo: 22,00€

La storia è molto particolare. È ispirata dal folklore bretone, e infatti nelle ultime pagine si trova una sorta di bibliografia contenente i libri a cui l’autore si è ispirato maggiormente. Vi dico già che mi è difficile fare una recensione chiara e razionale di questa Graphic Novel perché è quella che io definisco breve ma intensa. Succedono tante cose, si sta un po’ sulle spine e si pensa this bitch e what the fuck quando succedono determinate cose, e anche se dopo si capiscono le motivazioni rimane comunque un po’ difficile accettarle. I temi che vengono affrontati sono molto interessanti e profondi, ma allo stesso tempo non ci coglie nessun sentimento negativo se non un’angoscia sul finale. Si parla soprattutto di compromessi, sacrifici e tradimento; si può quasi dire che la storia inizia a partire da un tradimento.

L’ambientazione è molto bella. Favolistica, d’incanto. C’è magia e ci sono creature magiche. Lande selvagge sono state domate. E da tutto ciò è nata Ys. Ys è un regno circondato dal mare e da terrificanti mostri marini, mostri che Dahut, e sua madre prima di lei, è in grado di domare per far sì che allontanino navi sospette (e non). Tuttavia dal primo momento ci viene sottolineato che tutto ha un prezzo, un prezzo molto caro da pagare tanto a livello morale quanto a corruzione dell’anima.

I disegni sono un qualcosa di spettacolare, incantevoli. Molto pastellosi (darei la vita per qualsiasi cosa in questo stile) e con una palette di colori freddi perfettamente intonata con l’ambiente. Non trovo una pecca, davvero. Sono solo innamorata e persa.

I personaggi sono molto carismatici, anche se a mio parere nessuno supera la madre delle ragazze. Il padre è uno di quei personaggi così miseri che, veramente, mi viene l’odio e lo schifo anche solo a parlar di lui. So che in qualche modo si potrebbe valutarlo diversamente e comprenderlo, ma non ce la faccio, non fa per me. Due sorelle diversissime che si dividono a causa di incomprensioni, e che… ah no, non posso dirlo che è spoiler! Damn! Sono entrambe molto enigmatiche e rappresentano due facce diverse di una stessa medaglia. Non saprei dire chi preferisco delle due o con quale mi identifico maggiormente (anche se il quiz sul sito di Rebelle dice Rozenn), ma adoro i colori con cui viene rappresentata Dahut e il suo legame col mare, quindi forse ho un pizzico di propensione maggiore verso di lei.

In fine, credo si sia capito che questa graphic novel mi ha rapita e che ha inaugurato per bene le mie letture a tema del 2021. Spero vivamente che resti tutto su questa linea. 4.5 stelline!

Review Party: Cheshire Crossing, Sarah Andersen & Andy Weir

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Ciao lettori! Ieri Oreste ha scritto un articolo molto interessante sui disegni e colori di questa splendida graphic novel, oggi io mi occuperò invece di dirvi il mio parere a riguardo! Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.

Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica.

Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso!

Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 17 Novembre 2020

Pagine: 128

Prezzo: 18,00€

Inizio dicendovi da subito che questa storia è di una genialità assurda! Non c’è proprio storia. Leggendo la prefazione ho scoperto che Andy l’aveva scritta e disegnata parecchi anni fa e pubblicata solamente sul suo sito e che solo in seguito, quando un’altra sua opera è diventata famosa, una casa editrice gli ha proposto di pubblicarla ufficialmente, ma con i disegni di un altro autore, non per cattiveria, ma perché semplicemente l’arte di disegnare non appartiene a Andy quanto quella di narrare (cosa detta da lui in primis). Oltre alla genialità della trama in sé che, davvero, l’autore deve aver fatto un mega sogno assurdo per riuscire a intrecciare le tre storie così bene, in maniera assurda e super divertente; la genialità dell’autore sta in dialoghi e situazioni totalmente inaspettate ma allo stesso tempo totalmente aspettate! Io mi sono scompisciata dalle risate e durante la lettura ho interrotto Oreste (che stava facendo i fatti suoi super tranquillamente) per raccontargli della scena o della battuta appena letta. Avete presente quando con gli amici state guardando un film e ogni tanto, prima che l’attore parli, fate una battuta anticipando quello che avrebbe detto ma in maniera totalmente inappropriata e ironica? Beh, i dialoghi di questa Graphic Novel sono proprio così! E io posso solo adorare. Altra cosa che ho amato è anche la presenza di “parolacce” censurate con simboli random come asterischi e simili.

L’ambientazione è tutto e niente. Ci troviamo in Inghilterra. Ci troviamo nel mondo di Oz. Ci troviamo nel Paese delle Meraviglie. Ci troviamo all’Isola che non c’è. Mi spiego: non ci troviamo in tutti questi posti contemporaneamente, ma saltiamo dall’uno all’altro come se nulla fosse. È super interessante vedere come ogni mondo abbia le proprie leggi e come chiunque sia all’interno di essi, anche se non appartiene a quello specifico mondo, sia soggetto a quelle leggi. Questa cosa non la posso spiegare meglio di così, mi spiace, perché altrimenti farei uno spoiler bello simpatico.

I personaggi li conosciamo e non. Alice, Dorothy e Wendy non sono più le ragazzine delle storie per bambine, ma sono cresciute e sono ormai adolescenti. Al ritorno dalle loro avventure tutti hanno iniziato a pensare che fossero pazze e quindi tutte e tre si sono trovate a saltare da una casa di cura all’altra. Questo ha creato in loro una certa diffidenza verso gli estranei e verso determinate strutture come vedrete appunto nei primi capitoli della storia. Un altro personaggio che appartiene alla storia, ma su cui ho sentimenti contrastanti è la Tata. Ho trovato il personaggio in alcuni tratti inutile, in altri di una figaggine assurda. In generale mi ha ricordato un po’ Mary Poppins.

In fine, piena di cliché e divertimento, questa Graphic Novel è una vera perla. Non posso non consigliarla a chiunque e dare 5 stelline.

Blog Tour: Cheshire Crossing, Sarah Andersen & Andy Weir – I disegni e i colori

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Ciao a tutti, lettori! Oggi analizzerò lo stile grafico e i colori di Cheshire Crossing nel dettaglio. Premetto che adoro l’autrice, soprattutto per le sue precedenti pubblicazioni umoristiche, ma ora non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito.

Trama

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull’Isola-che-non-c’è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici.

Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po’ di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell’Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica.

Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso!

Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 17 Novembre 2020

Pagine: 128

Prezzo: 18,00€

Personaggi

I personaggi sono molto semplici, soprattutto le protagoniste, mancano di una caratterizzazione vera e propria. Le basi del character design sono molto semplici e con delle forme si esprimono i vari tratti del personaggio, vi faccio un esempio pratico cosi da comprendere meglio ciò che vi sto dicendo.

Le forme geometriche vengono usate comunemente per la realizzazione del concept del soggetto, al di fuori del carattere dato dalla sceneggiatura anche il disegno deve riuscire ad enfatizzare le varie sfaccettature del profilo psicologico del personaggio. Il triangolo viene comunemente usato per personaggi cattivi, egocentrici, ecc; il quadrato per dare sicurezza, robustezza ecc; e in fine il cerchio o un ellisse per rappresentare personaggi buoni, teneri, amichevoli ecc. Purtroppo in questo caso trovo quasi la totale mancanza di queste basi, trovo più riusciti personaggi secondari come la strega rispetto a quelli principali un po’ troppo comuni e anonimi.

Se volete approfondire l’argomento vi suggerisco questo articolo.

L’anatomia dei personaggi mi ha fatto storcere più volte il naso. In una graphic novel del genere non riescono a passare inosservati, mentre in un fumetto umoristico non si da tanto conto a certe cose perché tutto è più esagerato, soprattutto dato le varie gag e situazioni cariche di humor. Una piccola parantesi va aperta per le scene un po’ più evocative dove lo stile di disegno cambia un po’ e diventa molto flat, quelle forse sono più riuscite rispetto al resto.

Colori

La palette di colori utilizzata è veramente bella, ha quasi un sapore di incantato. Prevalgono i colori caldi e la scena dei girasoli sembra quasi un tributo a Van Gogh. Vi dirò la verità, mi è piaciuta molto la scelta dei colori e la trovo più che azzeccata, quello che mi ha convinto un po’ meno è lo stile di colorazione: un po’ troppo semplice e poco definito.

In conclusione trovo che la resa grafica non sia niente di eccezionale, non mi ha convinto tanto, trovo molto più belle le opere precedenti dell’autrice, seppur differenti.

Review Party: Shades of Magic. Il Principe d’Acciao, V. E. Schwab

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Ciao lettori! Come vi ho accennato qualche giorno fa, eccomi oggi con la recensione di questa Graphic Novel! Prima di iniziare voglio ringraziare ancora una volta Ylenia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

“Shades of Magic” diventa un graphic novel. In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell’esilio.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 03 Novembre 2020

Pagine: 128

Prezzo: 20,00€

Piccola premessa: non ho mai letto i romanzi, un po’ perché l’edizione italiana non mi soddisfaceva, un po’ perché quella in lingua l’ho recuperata solo recentemente e ancora non ho avuto modo di leggerla. Quindi il mio approccio tanto alla storia quanto alla magia che viene utilizzata in essa è totalmente privo di pregiudizi, ma anche di informazioni.

La storia sembra veramente figa, lo ammetto, ma le informazioni trasmesse sono poche e non è facile farsi un’idea completa. La narrazione si svolge in maniera parecchio frettolosa senza dare modo di soffermarsi sui singoli eventi.

I disegni, ammeto, non mi hanno fatta impazzire. Sono parecchio grezzi, e nei combattimenti frettolosi, mostrando soltanto posizioni fighe da cinema e non lo scontro in sé e per sé. All’inizio di ogni capitolo, tuttavia, ci sono delle “cover” veramente pazzesche che mostrano meglio i personaggi, i quali durante la narrazione non hanno particolari segni distintivi per quanto riguarda i visi.

L’ambientazione è, invece, super figa, per quello che ci hanno mostrato, con un sistema magico molto interessante. Un tempo c’erano quattro mondi anziché uno solo e in questi esisteva la magia. Stava diminuendo, sì, ma nessuno dei mondi ne rimase del tutto privo. I mondi erano connessi tra loro e i maghi potevano passare dall’uno all’altro e scambiarsi le loro conoscenze, finché il primo dei mondi si ammalò. La loro magia, un tempo potentissima, fu corrotta, e presto il contagio si diffuse. Il mondo che lo affiancava isolò quello morente e tutto ciò che conteneva, e sarebbe anche bastato se il terzo, terrorizzato, non avesse sbarrato le porte non solo al suo vicino, ma anche agli altri due, costringendo uno ad affrontare l’oscurità da solo, ed escludendo l’altro dalla restante magia. Noi ci troviamo quindi in questo terzo mondo ancora nel pieno delle sue facoltà ed isolato dai restanti. Per quanto riguarda la magia, ho scritto un articolo apposito e vi consiglio di andare a informarvi direttamente qui!

I personaggi, come tutto il resto della storia, sono stati trattati superficialmente. Tuttavia traspaiono e spiccano il senso morale e del dovere di Maximum e Isra, rendendo i due personaggi particolarmente interessanti.

In fine, questa graphic novel non mi ha convinta particolarmente e penso che non leggerò i seguiti. Presenta un fortissimo potenziale, ma quanto a contenuti è un po’ scadente e superficiale. 3 stelline.

Ciao mamma, vado in Giappone, Luca Raffaelli & Enrico Pierpaoli – Recensione

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Ciao a tutti, lettori! Grazie a Cristina de Il mondo di Chri e a Tunué ho avuto la possibilità di leggere un fumetto veramente particolare, che ha sconvolto la mia quotidianità con una valanga di umorismo, no sense e con uno dei viaggi più assurdi che abbia mai letto. Il fumetto di cui vi parlerò oggi è Ciao Mamma, vado in Giappone. Assurdità, citazioni e un dolce senso di déjà vu vi accompagneranno per tutta la lettura, ma ora non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con questa recensione!

Trama

Preparate le valigie si parte per il Giappone! Chiudete gli occhi e immaginate un’enorme belva con denti acuminati al mentolo formato famiglia. Ecco: questo è Frangipane, il cattivo della scuola che costringe Enrichetto Cosimo a dire che lui sa chi è Shimitsu Furukawa, creatore di Robostrak, robot dalla cataratta reattiva multipla, e che a casa ha tutti i 32 manga autografati dall’autore. “Ah sì? E allora lunedì qui li voglio tutti”, reagisce il Frangipane. Ed è così che Enrichetto, di sabato pomeriggio, parte per una missione impossibile: andare a Tokyo con Beatrice e Polletti per cercare gli albi di Robostrak e farseli dedicare dall’autore!

Editore: Tunué

Data di Pubblicazione: 5 Novembre 2020

Prezzo: 14,50€

Vi siete mai chiesti che aspetto assumerebbe la follia se avesse una forma fisica? Secondo me sarebbe uguale a Ciao mamma, vado in Giappone. Un fumetto per ragazzi saturo di citazioni e comicità sopra le righe, uno humor che solo chi conosce veramente bene questi media poteva creare. Quest’opera è stata infatti realizzata da Luca Raffaelli considerato uno dei massimi conoscitori italiani del fumetto e dell’animazione, accompagnato dai freschissimi e super caratterizzati disegni di Enrico Pierpaoli, che con la sua bravura ha saputo enfatizzare la genialità irriverente di questa Graphic Novel. Non vi nego che fin dalle prime pagine ho percepito la sensazione di tornare ragazzino, ai tempi in cui leggevo Topolino, Paperinik, Monster allergy e compagnia bella. Non sentivo da anni quello strano piacere di fare una lettura leggera e piena di fan service che mi divertisse con del sano umorismo no sense e gag stravaganti.

La trama è veramente molto stupida! Ma del resto questa nuova avventura di Enrichetto Cosimo non poteva essere da meno. Non mancheranno situazioni assurde, stereotipi, amori e piccole perle di saggezza. La mia preferita in assoluto è quella sui peli del naso, detto con franchezza ho esclamato fra me e me “Freud fatti da parte che qui c’è genialità vera”. Ogni situazione è sfiora i limiti della realtà, capiterà poche volte di vedere il nostro protagonista in condizioni “normali” e senza espressioni buffe. Nonostante tutti questi fattori a un occhio attento, ma soprattutto a un lettore che mangia pane e fumetti non passeranno sicuramente inosservate le miriadi di citazioni su manga e personaggi noti nel mondo nerd.

I personaggi sono caratterizzati alla perfezione, quasi troppo, volutamente esagerati, deformati, bastano poche vignette e già il carattere di ogni personaggio è ben delineato. Anche i secondari restano impressi quasi da non farli definire così ma comprimari a tutti gli effetti.

Parliamo ora dei disegni, da buon fruitore di questo genere di opere mi sono piaciuti veramente tanto. Non potrei immaginare uno stile di disegno diverso per questa storia, calza veramente a pennello. Grazie a questa resa grafica la narrazione acquisisce valore, riuscendo ad esprimere in pieno ogni scena di questa avventura tutt’altro che normale.

In conclusione, vi dirò ho apprezzato tantissimo Ciao Mamma, vado in Giappone. L’edizione è fantastica in un formato tascabile (che amo) racchiude 140 pagine che sembrano non finire mai, o almeno io speravo non finissero mai. Sì, perché per tutta la lettura mi ha fatto sentire un ragazzino, senza pensieri, divertito, ma soprattutto affascinato nel vedere raccontare delle cose che amo in una maniera così particolare. È vero, è una lettura per ragazzi, ma essendo che mi ha fatto tornare ragazzo, anche se ha dei piccoli difetti, non posso che dare 4.5 matite.

Blog Tour: Shades of Magic. Il Principe d’Acciao, V. E. Schwab – La magia all’interno della Graphic Novel

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Ciao lettori! Oggi vengo a parlarvi di una Graphic Novel super attesa, MA oggi non mi occuperò della recensione, per quella dovrete attendere due giorni, bensì della magia all’interno di questa storia. Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

“Shades of Magic” diventa un graphic novel. In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell’esilio.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 03 Novembre 2020

Pagine: 128

Prezzo: 20,00€

Piccola premessa: non ho mai letto i romanzi, un po’ perché l’edizione italiana non mi soddisfaceva, un po’ perché quella in lingua l’ho recuperata solo recentemente e anche non ho avuto modo di leggerla. Quindi il mio approccio tanto alla storia quanto alla magia che viene utilizzata in essa è totalmente privo di pregiudizi, ma anche di informazioni.

Per parlare della magia in questa Graphic Novel non si può evitare di accennare anche all’ambientazione in cui troviamo.

Un tempo c’erano quattro mondi anziché uno solo e in questi esisteva la magia. Stava diminuendo, sì, ma nessuno dei mondi ne rimase del tutto privo. I mondi erano connessi tra loro e i maghi potevano passare dall’uno all’altro e scambiarsi le loro conoscenze, finché il primo dei mondi si ammalò. La loro magia, un tempo potentissima, fu corrotta, e presto il contagio si diffuse. Il mondo che lo affiancava isolò quello morente e tutto ciò che conteneva, e sarebbe anche bastato se il terzo, terrorizzato, non avesse sbarrato le porte non solo al suo vicino, ma anche agli altri due, costringendo uno ad affrontare l’oscurità da solo, ed escludendo l’altro dalla restante magia. Noi ci troviamo quindi in questo terzo mondo ancora nel pieno delle sue facoltà ed isolato dai restanti.

Le magie a cui assistiamo leggendo la storia sono in realtà molto semplici. Tutto ciò che riguarda il sistema magico in generale, il modo in cui funziona, se tutti sono dotati di magia o meno, se possono utilizzare diversi tipi di magia ecc, non ci è dato saperlo se non abbiamo letto i romanzi perché ci troviamo queste persone a usarla e basta, non vediamo nemmeno studi o addestramenti per imparare ad adoperarla al meglio. Vediamo tuttavia diversi tipi di magia, e pare che ognuno sia come specializzato in una tipologia specifica: chi, come il protagonista della storia, utilizza la magia del ferro, ed è quindi capace di manipolare i metalli; chi utilizza un tipo di magia più elementale e quindi manipola il fuoco, l’acqua, il ghiaccio o l’aria; e chi utilizza la magia proibita, quella delle ossa, che ti permette di prendere il controllo dell’avversario, totale. Vediamo, inoltre, in alcuni casi, la comparsa di cerchi alchemici un po’ come scudi di chi utilizza la magia, il tutto realizzato, ovviamente, con tavole veramente molto scenografiche.

Review Party: Pumpkinheads, Rainbow Rowell & Faith Erin Hicks

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Ciao lettori oggi vi parlerò di PumpkinHeads, una Graphic Novel a tema Halloween tutt’altro che spaventosa. Non ci saranno mostri o creature perché l’unica cosa che spaventerà realmente uno dei nostri protagonisti sarà parlare con la ragazza che gli piace! Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Cronache di lettrici accanite per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 20 Ottobre 2020

Pagine: 224

Prezzo: 20,00€

Partendo con questa premessa avrete già intuito che si tratta in realtà di una love story ambientata nel periodo della festa pagana più famosa d’America (anche se non è qui che ha origine). Le basi della narrazione risultano molto semplici ed intuitive, forse un po’ troppo, non vi nego di aver capito già dalle prime pagine dove l’autrice volesse andare a parare. Nonostante questo è stata una lettura molto piacevole, ho apprezzato molto le gag comiche e le tematiche lgbt+ senza forzature di sorta, ma trattate semplicemente come un elemento di contorno.

Ambientazione

Trovo che l’ambientazione sia molto carina ma allo stesso tempo un po’ spoglia, questa cosa però è riconducibile ad un escamotage tecnico usato nel mondo del fumetto, dove si tende a valorizzare più i soggetti che lo scenario, focalizzando l’attenzione dei lettori su i protagonisti. Questa tecnica permette di velocizzare il lavoro, ma allo stesso tempo abbassa la qualità dell’opera rendendo meno reale il contesto in cui è rappresentata.

Personaggi

Purtroppo non ci sono personaggi comprimari o secondari di rilievo, noteremo solo i due protagonisti. La caratterizzazione non è male, anche se trovo più efficace il lavoro svolto su Deja che è, a mio parere, la personalità di rilievo in questo fumetto, mentre Josiah risulta fin troppo anonimo e comune.

Disegni

Trovo che lo stile adoperato sia perfetto, si sposa perfettamente con questo tipo di racconto. Il tratto morbido e caratteristico di Faith Erin Hicks, accompagnato da una splendida palette di colori autunnali rappresentano il connubio perfetto di esperienza e tecnica.

In conclusione trovo Pumpkinheads una Graphic Novel molto dolce, ma purtroppo anche scontata. Le tematiche affrontate hanno un retrogusto di già visto e non stupiscono più di tanto. È una storia d’amore adolescenziale senza troppe pretese. Se amate il genere e cercate una letttura dolce, divertente e leggera, questa farà sicuramente al caso vostro. Trovo che sia oggettivamente fatta molto bene, ma solitamente prediligo storie che mi trasmettano più “emozioni” e lascino il segno. In questo caso, sfortunatamente, a parte un po’ di dolcezza, così non è stato. Il mio voto è di 3.5 zucchette.

Review Party: Creepshow, Stephen King

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Ciao readers! Oggi torno a parlarvi di un’altra Graphic Novel: Creepshow! Prima di iniziare, voglio ringraziare Red Kedi per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

Classico di culto dell’horror anni ’80, Creepshow è al tempo stesso un appassionato omaggio alla tradizione dei fumetti EC Comics e il vero archetipo della serie tv Stranger Things. Se il film omonimo del 1982 è stato diretto da George A. Romero, questo albo a fumetti è stato disegnato da Bernie Wrightson, gigante dell’illustrazione horror e artefice – fra le imfinite imprese artistiche – di un indimenticabile Frankenstein in forma di fumetto e di romanzo illustrato. Ma su tutto e tutti troneggia la scrittura di Stephen King, autore delle cinque storie raccolte in Creepshow nonché burattinaio di alcune fra le più inquietanti e angosciose vicende narrative della letteratura d’ogni tempo, qui in forma davvero smagliante.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 26 Ottobre 2020

Pagine: 64

Prezzo: 18,00€

Creepshow è una raccolta di storie horror tratte da un film a episodi con il medesimo nome del 1982, diretto da George A. Romero e scritto da Stephen King. I disegni sono stati curati da Bernie Wrightson e I colori da Michele Wrightson, mentre la copertina è stata realizzata da Jack Kamen. Essendo un adattammo curato da tre professionisti del settore fumettistico dell’epoca soprattutto in ambito horror, la qualità tecnica, seppur molto vintage, è molto alta. In questa graphic novel troveremo 5 racconti diversi, ma fedeli alle opere originali cinematografiche, ossia: La festa del papà, La morte solitaria di Jordy Verrill, Alta marea, La cassa, Strisciano su di te.

Anche se provengono dalla geniale mente di Stephen King noteremo che l’autore non è nel suo massimo di creatività, infatti in pochi sanno che in quegli anni di crescente successo la madre si ammalò di cancro e lui ebbe problemi di tossicodipendenza per diversi anni.

Tralasciando aspetti secondari che non intaccano la sceneggiatura in sé, purtroppo a livello narrativo soffrono di molte carenze e cliché dell’epoca, rendendo quasi la lettura difficile. Oserei quasi definirle semplici storielle da campeggio per la banalità dei contenuti. Ho trovato snervante anche l’incoerenza data da censure che lo rendono uno splatter family friendly, visto il periodo storico in cui sono ambientate giustifico solo per metà questa scelta perché evidenziano la totale assenza dei tratti caratteristici di Stephen King.

Purtroppo il fumetto è un media complesso da capire, non tutti conoscono le dinamiche date dalla struttura delle tavole e dagli storyboard, in questo caso gli eventi sono frettolosi e poco eloquenti anche se resi egregiamente a livello grafico. Ed è proprio questo dettaglio che conferisce una marcia in più, ci sono scene realizzate perfettamente tanto da sentire la puzza di marcio o la sensazione di affogare. Una delle mie parti preferite si trov nel racconto di: La morte solitaria di Jordy Verrill, dove la sensazione di essere ricoperto da una pianta aliena ti fa immedesimare totalmente con il povero Jordy tanto da voler premere il grilletto.

Nel complesso le storie sono semplici e lineari, non troveremo nessun tipo di mindfuck o complessità in esse, credo siano adatte per un pubblico amante degli horror vecchio stampo oppure a chi non ha troppe pretese, trovo che il vero punto di forza sia l’aspetto tecnico, che grazie alle sue capacità di comunicazione comunicherà, scusate la ripetizione, più della sceneggiatura in sé, regalando sensazioni, paure e, perché no? anche un po’ d’ansia se lette in una foresta desolata.

Ritengo, comunque, che la Oscar ink abbia svolto un lavoro perfetto con questa edizione: dalle traduzioni all’adattamento dell’opera, rendendo pienamente giustizia all’edizione originale. Consiglio quest’opera a chi, come me, ama conoscere tutte le opere, anche secondarie, di Stephen King, o a un pubblico amante della golden age del cinema horror.

Purtroppo non ho amato Creepshow per i suoi evidenti problemi di invecchiamento e il fatto che abbia un’impronta anonima nonostante sia stata creata da grandi nomi. A parer mio (totalmente soggettivo) salvano quest’opera la splendida edizione e il comparto tecnico, ma la notevole mancanza dei tratti distintivi del maestro dell’horror non mi permettono di dare un voto maggiore a 3 astronavi.

L’Uomo Montagna, Gauthier & Fléchais – Recensione

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Ciao readers, come state? Questa storia mi incuriosiva veramente tantissimo e finalmente, ad agosto, la Tunué ha deciso di farne una ristampa! Voglio perciò ringraziare immensamente la casa editrice per avevo accettato la collaborazione e aver fornito la copia!

Trama

Il nonno e il bambino amano viaggiare. Insieme hanno percorso il mondo, ma il nonno non può più andare avanti: le montagne che gli sono cresciute sulle spalle durante la sua lunga vita sono diventate troppo pesanti da portare. Nemmeno il vento può più sostenerlo, ormai. Il bambino va allora a cercare il vento più potente, quello che riesce a sollevare le montagne. E così comincerà per lui il più grande di tutti i viaggi.

Editore: Tunué

Data di Pubblicazione: 09 Febbraio 2017

Pagine: 41

Prezzo: 14,90€

L’uomo montagna è una favola che sicuramente vi farà ragionare sulle vostre radici e la vostra vita: sono proprio queste le basi su cui si basa il tema di questo racconto. Un’avventura raccontata in una maniera così dolce da rendere evidente il pubblico a cui è destinata questa storia: i bambini, nonostante ciò anche un lettore adulto riuscirà a cogliere piccole perle su cui ragionare e da cui trarre insegnamenti.

È proprio vero che a volte bisogna guardare il mondo con gli occhi di un bambino. La trama, seppur semplice e con piccoli buchi dati dalla tipologia di narrazione, ti fa osservare il mondo in una maniera differente da quella di un adulto con elementi fantasy ma comuni. Non ci saranno elfi, folletti o gnomi, ma troveremo elementi normali, animati e con una propria coscienza. In questa bellissima favola troveremo personaggi come un alberi e pietre parlanti ma ve ne parlerò più giù perché mi piacerebbe fare una piccola analisi su cosa insegnano e accomunano i vari personaggi secondari.

Ambientazione, personaggi e soprattutto disegni fanno sì che questo piccolo racconto sia semplicemente bello e molto interessante per le tematiche affrontate. I disegni sono un qualcosa di splendido e sono delicatissimi, ciò è possibile grazie alla palette di colori tendenzialmente molto calda e l’uso sapiente di una colorazione volutamente sporca come l’acquerello.

In conclusione, la trama è molto semplice, lineare e scorrevole ma un po’ troppo breve per i miei gusti. Il mio voto per quest’opera è 4 ciambelle, mi è piaciuta, ma non mi ha fatto gridare al miracolo. Nonostante le tematiche affrontate non è da 5 per la sua storia breve e per il suo target infantile, ma comunque la consiglio a tutti e consiglio di farla leggere ai propri figli, nipoti, e perché no? ai propri nonni, che leggeranno sicuramente questo racconto provando lo stesso amore con cui è stato creato.

Ora però vorrei fare un analisi più specifica sulle argomentazioni toccate in questa storia e degli insegnamenti che il ragazzo ha grazie ai suoi incontri. AVVISO che questa parte può contenere spoiler per piccole scene che verranno esaminate.

L’importanza delle radici:

Quando il nostro giovane avventuriero incontrerà il grande albero capirà l’importanza delle radici che abbiamo, spiegando indirettamente con una metafora che sono queste che ci fanno restare con i piedi per terra anche se il vento soffia forte. Ho trovato molto dolce questa rappresentazione di legame, con le tradizioni familiari e gli insegnamenti dati dalla vita e dalle nostre esperienze. In una scena potremo notare un consiglio/avvertimento che l’albero dà al piccolo, gli spiega che al grande vento di cui è alla ricerca piace soffiare, ma non a tutti piacere essere soffiati; gli fa però anche notare che lui non lo fa con cattiveria, ma solo perché facendo ciò che gli piace raggiungere la vera felicità, ciò insegna ad un pubblico più piccolo l’importanza di essere sé stessi e continuare a fare ciò che piace senza temere il giudizio altrui, perché ci sarà sempre chi non capirà e chi invece supporterà.

La vita è una corsa folle:

Le giovani pietre che incontra durante la scalata sulla montagna più alta gli fanno fanno capire, a modo loro ovviamente, che passiamo la vita a correre per arrivare a una destinazione e fermarci, a volte, senza un perché. L’insegnamento che noto in questo piccolo aneddoto è che passiamo la vita a correre senza soffermarci sul piacere di ritornare sui propri passi, non godendoci tutto quello che rappresenta il viaggio in sé e le sue esperienze, ci prefissiamo mete, andiamo dritti fino in fondo, in una corsa folle per raggiungere i nostri obiettivi.

Ricordami e racconta:

Questo, insieme al prossimo, rappresenta uno dei miei pezzi preferiti. Il giovane viaggiatore incontrerà uno stambecco, precisamente il re degli stambecchi, che una volta confidatosi con lui stringerà un patto amichevole con il ragazzo: il suo aiuto per il racconto delle sue gesta. In questa scena osserviamo l’importanza delle persone che scegliamo per andare avanti nella nostra vita, perché saranno parte di noi per sempre, anche se ne hanno fatto parte per poco; l’importanza di non tralasciare nessuno, ma anche di non affrontare tutto da soli, perché le persone che ci circondano nella nostra esistenza sono ciò che rendono la nostra vita differente da quelle degli altri. Tutti sono importanti, e prima o poi, inconsapevolmente, racconteremo di loro e di quel periodo di vita che abbiamo passato con loro, e degli insegnamenti tratti da quelle esperienze.

Il grande vento:

Su questo argomento non vorrei dire quasi nulla per rispettare il finale e lasciare libera interpretazione al lettore, soprattutto perché grazie a lui il giovane ragazzo affronterà qualcosa che tutti noi dobbiamo affrontare, prima o poi, nella vita.

Con questo piccola, ma dettagliata, analisi spero di avervi incuriosito e convinto a voler leggere questa Graphic Novel, ma soprattutto di avervi fatto ragionare un po’ su alcune tematiche che a volte possono sfuggire. Vi invito a dare un’occhiata anche alla recensione sul nostro canale YouTube, che potete trovare qui! Alla prossima!

Review Party: HeartStopper Vol2, Alice Oseman

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Ciao lettori, come state? Oggi torno a parlarvi di nuovo di una Graphic Novel che ha rapito il mio cuore: HeartStopper. Oggi, finalmente, la Mondadori ha pubblicato il secondo volume di questa storia dolcissima e meravigliosa e non potevo non parlarvene proprio oggi! Prima di iniziare voglio ringraziare Beatrice di Eynys Paolini Books per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia.
Ma l’amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso.

Editore: Mondadori, Oscar Ink

Data di Pubblicazione: 06 Ottobre 2020

Pagine: 324

Prezzo: 17,00€

Come vi dicevo, e come sicuramente saprete, non è la prima volta che parlo HeartStopper qui sul blog. Anzi, potete trovare ben due articoli (oltre a questo) a riguardo: il primo è stato scritto da me il giorno d’uscita del primo volume, e il secondo è stato scritto da @orestekaizel la scorsa settimana; in entrambi gli articoli ci sono delle recensioni del primo volume, anche se di persone diverse. Oggi, invece, vi parlerò finalmente del secondo volume! La storia questa volta si concentra molto di più su Nick e sul suo viaggio alla scoperta di se stesso. So che è riduttivo ma ci sono un saaaacco un saaaacco di scene tenerineee, più scene rispetto al primo volume, ma con un impatto leggermente inferiore rispetto alle stesse. Come sempre lo stile della Oseman, e il suo metodo di narrare rendono il tutto con una dolcezza disarmante.

I disegni, come vi ho già detto nella scorsa recensione, non rappresentano i miei ideali e non entrano pienamente nei miei gusti, ma contribuiscono tantissimo nel rendere sempre più cute la storia. Inoltre, mentre nel primo volume c’è una buona parte di scene non parlate, in cui i disegni sono gli unici a parlare, in questo c’è un aumento di conversazioni.

I personaggi già vi ho detto che li adoro. In questo secondo volume abbiamo avuto un po’ modo di spaziare con la loro conoscenza, ma soprattutto di conoscerne di nuovi: gli amici di Charlie e gli amici di Nick, e abbiamo anche avuto modo di vedere i diversi rapporti che li riguardano e come, in particolar modo, li affrontano. Sappiamo che Charlie, appena fatto coming-out fu bullizzato e preso in giro a scuola, scopriamo qualcosa di più sull’argomento. Una piacevolissima sorpresa è stata poi la mamma di Nick, non dirò altro.

In fine, questa Graphic Novel si riconferma un must. Ci sono nuovi aspetti super cute, ma soprattutto super interessanti e nuovi che vengono affrontati. È una Graphic Novel che aiuta chi ancora non riesce a capire se stesso, e che sensibilizza chi non riesce a capire gli altri. Questo secondo volume però mi ha presa leggermente meno del primo quindi ho deciso di dargli 4.5 stelline.