Review Party: I Sette Mariti di Evelyn Hugo, Taylor Jenkins Reid

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Ciao lettori, come state? Oggi sono qui con una nuova recensione totalmente inaspettata. Questo romanzo mi ha incuriosita fin dal primo momento in cui ho sentito parlarne, nonostante ciò non avevo proprio idea di cosa stessi andando in contro nel momento in cui ne ho iniziato la lettura. Prima di iniziare a parlarvene voglio ringraziare, come sempre, Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex “divina” di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l’ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L’incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l’occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell’attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent’anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l’attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 07 Settembre 2021

Pagine: 420

Prezzo: 20,00€

La storia è veramente super interessante e avvincente, ma soprattutto contiene molta più ciccia di quanto ci si aspetterebbe. Non so se è lo stile utilizzato dall’autrice, la forza accattivante di questa trama, o il mio amore per il gossip (o, per essere più onesta, inciuci), ma ammetto che per me è stato super difficile staccarmi dalle pagine durante la lettura. Nonostante siano parecchi i libri che mi appassionano e che amo, non per tutti riesco a dire che è “facile leggerli”, che scorrono l’acqua, anzi ad essere onesta quasi per nessuno visto che solitamente leggo mattonazzi fantasy, I Sette Mariti di Evelyn Hugo, invece, è stato un romanzo che si è letto praticamente da solo.

Le descrizioni sono state molto essenziale, ma per il tipo di storia doveva essere per forza così. Parliamoci chiaro, stiamo parlando della vita di Evelyn Hugo, a nessuno interessa in che modo la tenda si posava sul pavimento, un eccesso di descrizioni avrebbe reso la trama pesante e ridondante, ma soprattutto avrebbe sviato il succo del discorso. La narrazione segue due punti di vista: quello di Evelyn che si racconta, e quello di Monique che scende a patti con la sua vita, quello che non la soddisfa, ma soprattutto il grande mistero della storia di Evelyn Hugo.

L’ambientazione non è un fattore importante di questa storia, l’intervista si svolge a New York, mentre la vita di Evelyn si è svolta tra New York, Los Angeles e la Spagna. I luoghi, in ogni caso, non sono assolutamente importanti per gli avvenimenti che si susseguono. Tutto ciò sarebbe potuto succedere in una città come un’altra.

I personaggi sono il punto chiave di questa storia secondo me. Evelyn è una vera guerriera; ha sempre fatto ciò che necessario per realizzare i suoi sogni e desideri, e ha sempre anteposto la ragione a quello di cui magari aveva bisogno lei o chi le stava intorno. Non voglio soffermarmi a parlare dei diversi mariti che ha avuto, se fossero buoni o meno, ma sulle difficoltà che questi, in senso molto largo, rappresentano; anzi, non difficoltà, ho usato un termine sbagliato perché quello che voglio intendere realmente è che rappresentano ognuno dei temi super importanti che l’autrice ha voluto includere in questa storia (un po’ mi piace pensare a loro come ai sette peccati capitali). Attraverso i suoi mariti Evelyn ci parla di violenza domestica, tradimento (sia fisico che morale), dei diversi tipi di amore che ci possono essere, come quello dell’idea di quella persona – più che della persona stessa. Dei diritti delle donne e della comunità LGBT+, del diritto all’eutanasia, del cancro, dell’AIDS, delle coppie miste e tanto altro.

In fine, ritengo che nonostante parecchi, se non tutti i temi di questo romanzo siano stati già affrontati diverse volte e tutte in maniera diversa, un po’ tutti abbiano bisogno di leggere questo romanzo perché fa bene. Perché non ti parla come i libri di auto aiuto, ma allo stesso tempo ti aiuta a non avere sensi di colpa per le cose inutili e sbagliate, perché ti aiuta a capire che il mondo non ti deve niente e tu non devi niente al mondo e i sensi di colpa sono solo per chi non sa convivere con le proprie scelte e azioni. Assolutamente 5 stelline.

Review Party: L’Impero del Vampiro, Jay Kristoff

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Ciao lettori, come va? Oggi finalmente posso parlarvi del libro che più attendevo in questo 2021, e mi sento super folle ed esaltata a potervene parlare!

Trama

Dall’autore delle “Cronache di Nevernight”, una nuova serie. Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba. Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità. Gabriel de Leon, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte -, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine. Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità. Il Sacro Graal.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 14 Settembre 2021

Pagine: 720

Prezzo: 25,00€

La prima cosa che bisogna sapere su questo romanzo è che probabilmente, se lo leggerai, il tuo primo pensiero a fine lettura sarà: Jay Kristoff è un genio o è un pazzo scriteriato? Beh, io non so rispondervi a questa domanda, ma posso dirvi con certezza che in entrambi i casi io lo amo e lo venero. La storia è molto particolare e intricata, e nonostante i millemila dettagli non ci si perde e sembrano non esserci buchi di trama. Ci sono alcuni salti nel tempo, tra un ipotetico presente (che presente non è visto il tipo di narrazione) e un passato molto lontano, relativo alla giovinezza di Gabriel. Tuttavia non si crea confusione tra le due linee temporali perché prima di passare all’una o all’altra c’è sempre una sorta di recap, cosa che non è che ho apprezzato, di più, anche perché in qualunque linea temporale ci trovassimo la storia mi trascinava così a fondo da perdere la cognizione dell’altra linea temporale, e se non ci fosse stato questo stratagemma molto probabilmente avrei perso qualche pezzo.

Le descrizioni sono molto accurate, anche se devo ammettere mai pesanti, ma anzi super interessanti. La narrazione è molto particolare perché è un po’ come se fosse mista: da un lato in terza persona, il Santo d’Argento che racconta la sua storia a un Vampiro che fa le veci di uno storico; dall’altra Gabe che racconta la sua storia, e quindi noi viviamo tutte le vicende che ha vissuto lui come in una storia in prima persona.

L’ambientazione è un altro elemento che ho super adorato di questa storia. Un Paese basato una religione (vi fa venire in mente qualcosa?), vampiri, e un mondo che non è più lo stesso e ha permesso all’oscurità di prendere il sopravvento. Detto così non sembra, ma il romanzo ai miei occhi è stato un po’ come una gigantesca bestemmia con tutte le scenette e battute, e da grande amante del black humor non ho potuto fare altro che amarlo alla follia. La penna di Kristoff è riconoscibile ovunque, soprattutto grazie alle tante parole “inventate” di cui l’autore è solito servirsi.

I personaggi sono fantastici. Da lettrice pazza e accanita, ma soprattutto da grande amante di Jay Kristoff non potevo non confrontare ogni personaggio che mi capitava davanti con quelli di Nevernight, e nonostante alcuni elementi mi facessero pensare Mia questa sei tu? Ashlinn? Tric? Non posso che dire che il lavoro dell’autore per far sì che questi personaggi siano unici e paragonabili a nessuno è stato eccelso.

In fine, questo romanzo è una maledettissima perla e il lavoro che c’è dietro è innegabile, ma soprattutto folle. Già 700 pagine ci hanno dato ampi elementi per dare forza alla storia di Gabriel de Leon e a renderlo uno stronzo reale, io non oso immaginare cosa possa ancora accadere in altri 2 libri. Zio Jay, cosa diavolo ha partorito la tua mente? Il diavolo ha sussurrato al tuo orecchio? Per questo dici sempre che il diavolo ama i suoi simili? Altrimenti io non me lo spiego. Assolutamente 5 septistelle!

Review Party: Oculta, Maya Montaine

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Ciao lettori, come va? Oggi torno con una nuova e succosissima recensione! Raramente i libri secondi in una trilogia sono meglio dei primi, ma questo sicuramente lo è, perciò sono super felice e super esaltata nel parlarvene!

Trama

Sono passati ormai quattro lunghi mesi da quando Finn e il principe Alfie hanno sconfitto l’antico e malvagio potere che minacciava di condurre il regno di Castallan alla rovina. Da allora, entrambi impegnati nelle proprie questioni personali e non, non si sono più visti. Alfie, in qualità di erede al trono di Castallan, è chiamato a occuparsi del delicato vertice con i reali englassiani per negoziare la cessazione delle ostilità e siglare la pace tra i due regni. Finn, da parte sua, sta cercando di godersi l’inedita libertà da Ignacio. Quando, per una serie di avvenimenti inaspettati, fa ritorno a San Cristobal, Finn scopre che, esattamente come sta accadendo a lei, anche per Alfie le cose non sembrano andare nel modo sperato. Il ragazzo, infatti, rischia di vedere vanificati i propri sforzi. A quanto pare, la misteriosa organizzazione responsabile della morte del fratello del principe è tornata nuovamente alla ribalta e il suo nuovo obiettivo sembra essere il fallimento proprio del vertice politico presieduto dal ragazzo. Ancora una volta, perciò, Finn e Alfie saranno costretti a unire le forze per seguire le tracce dell’assassino e preservare così l’unica possibilità che finalmente Castallan ed Englass trovino la pace. Ma saranno in grado di fermare i loro avversari prima che una nuova guerra minacci il loro regno?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 31 Agosto 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00€

La trama è molto interessante e accattivante. Il problema/villain del primo romanzo è stato totalmente risolto con la fine di esso, per cui adesso Finn e Alfie si ritrovano ad affrontare situazioni totalmente nuove e inaspettate. Da un lato si può dire che assuma una trama un po’ più politica del precedente, ma in realtà neanche troppo dal momento che l’avventura e le situazioni che porta sono comunque prevalenti.

Le descrizioni non sono eccessive e nemmeno scarne. Io le trovo sinceramente più che adatte per questo tipo di storia, anzi, le preferisco dal momento che, si sa, in generale non sono grande amante delle descrizioni eccessivamente pesanti.

L’ambientazione mi è piaciuta tanto quanto la prima volta che l’ho affrontata, durante la lettura del primo romanzo. Ci troviamo in un Paese, Castallan, dall’ispirazione spagnola/sudamericana in cui la magia è accessibile/fattibile per tutti. Esistono diversi modi per utilizzarla, c’è quella elementale, che tutti utilizzano in base a una predisposizione che hanno; ad esempio Alfie padroneggia l’acqua, Finn la terra e Luka il fuoco. C’è la magia verbale, ossia pronunciare parole un po’ come si fa con gli incantesimi, questo tipo di magia ad esempio non è accessibile a tutti, ma soltanto a chi può economicamente permettersi di studiare; ad esempio Finn non conosce questo tipo di magia. E poi c’è il propio, una qualità magica con cui si nasce, e che quindi non tutti hanno, e che è diverso e unico per ogni persona; volendo tenere come esempio i tre personaggi che ho nominato prima Alfie, Luka e Finn, posso dirvi che Luka è l’unico dei tre a non averne uno. Tuttavia non è sempre stato così semplice poter utilizzare la magia perché in passato Castallan era sotto la guida/soppressione di Englass in cui si crede che soltanto persone ricche e nobili abbiano diritto di utilizzarla, impedendo sia tramite leggi che tramite incantesimi l’utilizzo della magia a chi fa parte di una casta “bassa” se vogliamo. È proprio il rapporto tra Englass e Castallan ad essere il protagonista di questo secondo volume.

I personaggi li ho adorati e apprezzati come la prima volta. Super interessanti e carini, non ci si può non immedesimare e affezionare a loro. Vesper mi ha dato vibes strani durante tutta la lettura, ma un po’ speravo comunque in lei, anche se la rivelazione finale del suo carattere non mi ha sorpreso più di tanto.

In fine, ho apprezzato tantissimo anche questo secondo volume, come dicevo nell’introduzione anche più del primo, e mi sento sicuramente tanto di consigliare questa storia a chiunque. Un’ambientazione super interessante, una storia che cattura e, in questo secondo capitolo un finale super cliffhanger approvatissimo (anche se avevo ben intuito cosa stava per accadere). Assolutamente 5 stelline!

Cinder, Marissa Meyer – Recensione

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Ciao lettori, come va? Dopo un po’ di articoli di @orestekaizel eccomi con una nuova recensione! Oggi voglio parlarvi di Cinder, letto insieme al mio cuore, Larisa de La Scrivania dei Libri.

Trama

In un futuro lontano la Terra è divisa in sei grandi regni. Cinder è una ragazza metà umana e metà cyborg. Non ha ricordi della sua infanzia mentre il suo futuro sembra scritto: il lavoro da meccanico al mercato, una matrigna e delle sorellastre da sopportare, qualsiasi sogno da soffocare. Eppure quando per caso incontra il principe Kaito, erede al trono del regno, qualcosa in lei si accende. Ma può una cyborg sognare una vita normale? Intanto il mondo è invaso da un’epidemia e l’unica ad avere l’antidoto è la splendida ma malefica Regina di Luna: con il suo sguardo magico e letale riesce a controllare le menti. Ma il prezzo da pagare per la salvezza del mondo è troppo alto.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 13 Marzo 2012

Pagine: 394

Prezzo: 16,15 euro

La storia è veramente super bella e interessante. Ho amato il modo in cui sia un retelling molto fedele alla fiaba originale, ma allo stesso tempo sia totalmente nuovo e innovativo. Io sto leggendo questa storia soltanto adesso, ma non dimentichiamo che è comunque un romanzo del 2012, quasi 10 anni fa.

Le descrizioni sono poche, ma buone. La narrazione è in prima persona, secondo il punto di vista di Cinder; ricca di conversazioni l’ho trovata super scorrevole e accattivante: era super difficile per me staccarmi dalle pagine.

L’ambientazione è semplice, ma allo stesso tempo particolare e interessante. Dopo che la Terra è stata scossa da diverse guerre, si è unita sotto il Commonwealth, con base a Nuova Pechino, che regola le dinamiche principali di tutto e i rapporti con la popolazione della Luna, i cosiddetti lunari, i quali si dice abbiano particolari poteri di attrazione/manipolazione verso le altre persone. In tutto ciò è in corso anche un’epidemia inguaribile, e si è alla ricerca di una cura che a quanto pare è proprio nelle mani di questi lunari.

I personaggi sono molto interessanti e ben costruiti, anche se non approfonditi troppo, ma sono sicura che li conosceremo sempre meglio man mano che la storia avanzerà e si conosceranno anche i prossimi. Cinder è veramente interessante e brava, nonostante sia cresciuta come la classica Cenerentola, maltrattata e sfruttata, ha dei forti valori ed è capacissima di distinguere il bene dal male. Il principe Kaito anche è un personaggio molto interessante per questa continua lotta interna tra ciò che vorrebbe fare come persona e ciò che ci si aspetterebbe da lui e dovrebbe fare in quanto Principe del Commonwealth. E poi la Regina della Luna, una villain che mi sta piacendo tantissimo e che trovo super azzeccata, soprattutto in seguito a numerose rivelazioni che avvengono poi alla fine del romanzo.

In fine, Cinder è quella storia che ho sempre rimandato, e di cui mi sto pentendo tantissimo tanto che sto adorando. Sicuramente mi sento di consigliarla vivamente, e non vedo l’ora di leggere il prossimo volume, a settembre! Assolutamente 4.5 stelline.

Regine delle Sirene, Alexandra Christo – Recensione

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Ciao lettori! Eccomi oggi con una nuova recensione scelta da voi! Per chi se lo fosse perso, avendo alcune recensioni arretrate ho chiesto nelle storie di Instagram quale fosse quella che volevate prima, e la vincitrice è stata proprio Regina delle Sirene! Volevo leggere questo romanzo praticamente da sempre, perciò quando hanno detto che lo avrebbero portato in Italia ho preso subito la palla al balzo e ne ho approfittato. Poi, si sa, io sono famosa per fare le letture fuori stagione e non potevo aspettare agosto per leggerlo, ma almeno la recensione ve la porto nel momento più opportuno!

Trama

La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con il cuore di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere uno della sua razza. Per punire sua figlia, la regina del mare trasforma Lira nell’unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al solstizio d’inverno per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un’umana per sempre. L’oceano è l’unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l’erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell’oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare Elian per annnientare il più grande nemico dell’umanità? Un fantasy romance e dark, la storia di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe che ha giurato di distruggerla. Per sempre.

Editore: Fanucci

Data di Pubblicazione: 27 Maggio 2021

Pagine: 300

Prezzo: 14,90€

La storia è praticamente un retelling della sirenetta, con un sacco di differenze e novità che ho apprezzato, insieme a tutti gli elementi che invece hanno richiamato la storia originale e che è stato super simpatico riconoscere e collegare. È un retelling spietato, se volessimo fare un confronto con un altro retelling, ad esempio Una Corte di Rose e Spine, io l’ho trovato molto più cruento. È un enemies-to-lovers che a mio parere non guasta dal momento che ho sviluppato una leggera ossessione per il genere.

Le descrizioni non sono eccessive, ma nemmeno superficiali. È super bello e facile immedesimarsi in questa realtà tanto particolare, ma soprattutto è facile immedesimarsi nei personaggi dal momento che la narrazione è in prima persona, e ci sono capitoli alternati dal punto di vista di Lira, e da quello di Elian.

L’ambientazione è semplice e particolare allo stesso tempo. Ci sono diversi Regni, ognuno con una propria peculiarità, ad esempio il regno di Elian è tutto d’oro e si dice che anche il sangue della famiglia reale sia dorato; oppure un altro in cui si dice che i reali resistano al freddo e a temperature che per una persona rappresenterebbero la morte senza difficoltà. E poi ci sono i mari e le sirene, non voglio spiegarvi la mitologia o la storia dietro alla divisione e all’odio tra umani e sirene perché ritengo sia spoiler e che vada scoperto durante la lettura. Ma posso dirvi comunque qualcosa, cioè che le sirene hanno gli occhi di colori diversi, uno dei quali è del colore del mare in cui sono nate, e il mare di Diavolos è un mare sconosciuto a tutti, nessuno sa come trovarlo, ed è lì che è nata Lira, ed è lì che vive la Regina delle Sirene.

I personaggi sono molto interessanti e particolari. Parecchi di essi vengono da regni lontani e corrotti, ed è stata data, anche se minima, una bella caratterizzazione anche ad alcuni personaggi secondari. Ho amato il personaggio di Elian, non ha proprio niente a che vedere con Eric, e anche se sono profondamente innamorata di quest’ultimo, diciamo che Elian è parecchie spanne sopra! Lira anche mi è piaciuta tantissimo, soprattutto la dicotomia tra umanità e crudeltà che divide il personaggio, e tutto ciò che ha vissuto come figlia della Regina delle Sirene.

In fine, ho adorato questo romanzo, ritengo sia ricco di qualità e innovazione. È alla portata di tutti, ma allo stesso tempo non è per tutti per il suo essere parecchio crudo. La storia d’amore anche mi è piaciuta molto, nonostante alcuni buchetti di trama. Sicuramente merita 4 stelline,

Il Circo della Notte, Erin Morgenstern – Recensione

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Ciao lettori! Voglio mettermi con la testa e con il pensiero e dedicarmi a un po’ di recensioni arretrate che ho (parliamo di letture risalenti anche a Maggio) perché mi dispiace troppo non essere riuscita a parlarne finora! Avete visto un po’ anche gli articoli di Oreste, insomma, vogliamo rendere il blog più attivo, e mi piacerebbe partire da qui!

Trama

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l’insegna in bianco e nero che dice: “Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all’aurora”. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l’umana fantasia dispiega l’infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.

Editore: Rizzoli (prima pubblicazione italiana)

Data di Pubblicazione: 11 Gennaio 2012

Pagine: 460

Prezzo: 20,00€

Prima di iniziare vorrei ricordare a tutti che ho conosciuto l’autrice tramite il Mare Senza Stelle, il suo secondo romanzo, che è stato a tutti gli effetti il mio romanzo preferito del 2021. Ho infatti voluto recuperare quasi subito il Circo della Notte, facendomelo regalare per Natale o per il compleanno (non ricordo bene qualche perché vengono nello stesso periodo) e leggendolo poi a Giugno di quest’anno.

Ammetto di essere stata un po’ preoccupata/in ansia per questa lettura perché essendo un’opera vecchia sicuramente presenta una visione dell’autrice precedente al Mare Senza Stelle che, non dimentichiamo, è stato scritto in 8-9 anni e in cui l’autrice ha inserito tutto ciò che ha imparato durante la sua prima esperienza. Avevo paura che non reggesse il confronto e che fosse un po’ sotto tono, ecco. In effetti il Circo della Notte non mi è piaciuto tanto quanto l’ultimo romanzo dell’autrice, ma resta comunque un libro meraviglioso.

La storia è super accattivante e interessante, il circo è al centro di tutto ma allo stesso tempo ci sono un sacco di altri elementi e sottotrame che sono ugualmente al centro di tutto. Un po’ come dire che tutto scaturisce e si incastra con tutto. Così come nel Mare senza Stelle, l’abilità dell’autrice di riuscire a fare ciò mi ha sorpresa ed estasiata. Ritengo che sia una tecnica difficilissima, ma soprattutto che sia veramente impegnativo riuscire a incastrare tutto senza lasciare buchi di trama, situazioni non risolte o domande in sospeso. Erin Morgenstern si è mostrata fin dal suo esordio abilissima in ciò. Fun fact: questo romanzo è stato scritto durante il NaNoWriMo, quindi ritengo che l’impresa sia ancora più riuscita e complicata. Inoltre la storia d’amore è molto bella, molto dolce, ma non stucchevole, e nemmeno classica. È al centro di tutto anche essa, ma allo stesso tempo non si percepisce come tale. È strano, ma leggendo questo romanzo vediamo tante cose, e nulla è davvero quello che sembra.

Le descrizioni sono molto accurate, perfette per immergersi nell’ambientazione e per immedesimarsi nei personaggi. È bellissimo leggere i capitoli dedicati interamente al Circo, le descrizioni e le esperienze, i racconti di chi l’ha vissuto e ce lo spiega attraverso i suoi occhi. Perché diciamo che i capitoli sono divisi un po’ per scene e punti di vista, con qualche scena del circo da un visitatore esterno che ci aiuta ancora di più a capire quel mondo e a viverlo, e a desiderare che sia reale e non soltanto un libro. So che i diritti per un film sono stati venduti, ma la stessa Erin Morgenstern più volte ha affermato che non sa se effettivamente sarà mai realizzato, e soprattutto che lei non ha alcuna voce in capitolo a riguardo. Io spero tantissimo che una trasposizione cinematografica venga fatta per vedere con i miei occhi, oltre che con l’immaginazione e le fanart, questo mondo meraviglioso. L’unica pecca, a mio parere, è che sia tutto un po’ troppo prolisso, un viaggio meraviglioso ma che ha avuto un po’ troppe pause diciamo.

L’ambientazione è bella, spettacolare, ma allo stesso tempo semplice. Perché dico così? Perché ci troviamo effettivamente in un’ambientazione/epoca vittoriana, con tutte le cose che conseguono del tempo, tranne per il fatto che alcune persone sono in grado di utilizzare la magia, e che effettivamente tutti potrebbero, se solo qualcuno glielo insegnasse (poi ovviamente c’è sempre chi è più predisposto e chi meno). La parte spettacolare dell’ambientazione si trova tutta nel Circo, sia perché è in tutto e per tutto il campo di sfida di due maghi, sia perché è come un sogno realizzato, un sogno che non si sapeva nemmeno di avere. Pur odiando tutti i tipi di circo con animali, amo l’idea del circo, mi sa proprio di magia, amo anche il tendone e tutto attorno anche a livello estetico e immaginario, quindi capirete che un’ambientazione come questa è proprio pane per i miei denti. Questo Circo, a differenza dei classici, non ha un’unico tendone e lo spettacolo con gli artisti che si susseguono, ma ha tantissimi tendoni diversi, e in ognuno di essi c’è un artista o un’attrazione specifici, quindi si deve girare e visitare un po’ come un parco giochi, ma non è detto che si riesca a vedere tutto.

I personaggi sono un’altra delle cose che ho adorato immensamente di questa storia. Marco e Celia sono fantastici, unici, il loro amore, la loro sfida sono tutto. Tutto inizia dalla sfida, all’inizio non sapevano nemmeno chi fosse il loro avversario, ma poi tutto diventa un dono, e tutto riporta a loro, e tutto finisce per loro. Basta, non posso continuare o cado negli spoiler. Fatto sta che sono la VITA, sono loro LA coppia, proprio in generale e per sempre. Anche i personaggi secondari sono scritti veramente bene, ed è anche un po’ sbagliato parlare di loro come di secondari dal momento che effettivamente hanno una grande importanza e influenza per questa storia.

In fine, ho trovato il finale molto azzeccato anche se abbastanza aperto, anche se effettivamente non ci viene detto esplicitamente cosa succede a determinati personaggi, ma ci viene solo fatto intuire. Ritengo che questa storia sia realmente unica e meravigliosa, un’esordio che davvero non sembra tale (al massimo solo se si vuole fare un confronto con il Mare senza Stelle, ma neanche poi tanto). Non posso che dare 5 stelline! Mi rendo conto che effettivamente in questa recensione ci sono tantissime cose che non ho nominato, ma se volessi parlare di ogni cosa, veramente non ne uscirei più. Se sentite che questo romanzo possa essere nelle vostre corde, fidatevi, fatevi un regalo, e leggetelo. Vi dico soltanto che io l’ho amato a tal punto da farci una box per il negozio che ho insieme a Oreste!

Paprika, Mirka Andolfo – Recensione

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Ciao lettori, come state? Dopo un’invasione di articoli di Oreste, eccomi con una nuova recensione! Oggi parliamo di una Graphic Novel uscita da poco e super super carina e divertente! È la prima volta che leggo qualcosa di Mirka Andolfo, ma ammetto di essere sempre stata molto incuriosita dalle sue opere. Io e Oreste abbiamo incontrato l’autrice durante ad un firmacopie ospitato dalla nostra fumetteria di fiducia, poichè è attualmente in Tour (spero non sia finito, perché sai che figuraccia) per presentare la sua ultima opera, che è appunto Paprika.

Ho amato tutta la pubblicità che è stata fatta per quest’opera, con ben 3 copertine oltre quella originale. Esiste infatti, oltre a Sweet Paprika, una versione Hot Paprika, e due variant cover disponibili soltanto in fumetteria. Attualmente io possiedo la cover ufficiale, Hot Paprika poichè ho acquistato il bundle con la tazza in omaggio (acquistando anche la bibita extra) e la cover con i glitter, e posso solo dire che venero tutto ciò e sono un po’ pentita di non aver preso anche il quarto volume (che, se ve lo stiate chiedendo, è quello che vedete nel banner)!

Trama

Paprika è una giovane di origini italiane che vive a New York, una stimata donna in carriera maniaca del lavoro. Il successo ha risucchiato la sua esistenza, facendole dimenticare l’importanza del tempo per se stessa e per i suoi cari. Finché a portare scompiglio nella sua vita farà la sua rocambolesca intromissione Dill, un ragazzo ingenuo e avvenente dal fare “angelico” assolutamente lontano dal suo mondo. Sarà l’occasione per Paprika di rimettere in discussione le sue priorità e il suo stile di vita, per scoprire cosa desidera veramente? Una cosa è certa: l’incontro-scontro di due caratteri e “stili” così diametralmente opposti daranno vita a un irresistibile terremoto di fraintendimenti, gag e… situazioni dolcemente piccanti!

Editore: Star Comics

Data di Pubblicazione: 19 Maggio 2021

Pagine: 112

Prezzo: 11,90€

La storia è super carina e catchy. Leggendo la trama e guardando le copertine non ci si aspetta determinati lati di Paprika, ma questo non è assolutamente un problema, anzi, aiuta soltanto a rendere tutte le vicende e la storia ancora più esilaranti. Nonostante in generale si tratti di una storia parecchio osé, non da nulla per scontato, ma anzi ci aiuta a comprendere valori importanti come quello del pieno consenso (non sto qua a raccontarvi la scena perché penso rappresenti uno spoiler abbastanza importante). Fun fact: ho letto questa storia il 21 Giugno, in spiaggia, circondata dai miei 7 nipoti la cui età oscilla tra i 3 anni (non ancora compiuti) e gli 11 anni (non ancora compiuti) e mi vergognavo come una ladra per paura che sbirciassero, soprattutto i più grandi che comunque sanno ovviamente leggere. Questa cosa ha reso la lettura ancora più simpatica dal momento che nei momenti clue mi guardavo intorno, e il mio fidanzato sghignazzava e mi prendeva in giro per ciò. In ogni caso la trama è super scorrevole, ti tiene incollato alle pagine, soprattutto quando poi si svelano alcuni retroscena (che sospettavo). Ho adorato veramente ogni cosa!

I disegni sono veramente eccezionali, amo tantissimo lo stile di Mirka Andolfo e anche il modo in cui ha caratterizzato i personaggi. Questo “criterio” dal mio punto di vista è totalmente soggettivo perché non ne capisco molto, l’esperto qui è Oreste che, al firma copie ha chiesto all’autrice quali fossero le sue ispirazioni nel creare il proprio stile. Fatto sta che lo adoro, amo come è stata resa Paprika graficamente, è bella sì, ma non di quella bellezza classica che si vede nella maggior parte delle storie, anzi, ha le sue qualità e difetti, ma in ogni caso parecchie persone la ritengono attraente, e così anch’io.

I personaggi sono un’altra delle cose che ho amato/venerato di questa storia. A partire da Paprika, dalla sua personalità, i suoi complessi e i suoi vizi sull’alta moda (che stile, ragazzi!), fino a Dill che nonostante sembra uno scemo costantemente arrapato nasconde un lato super cute e interessante, e anche lui ha i suoi problemi, spero tanto venga approfondito nel secondo volume e che abbia il suo riscatto. Oltre ciò anche i personaggi secondari sono super forti e interessanti, alcuni di più, altri meno, ovviamente questo dipende anche dall’incidenza che hanno nella storia, ma in ogni caso è tutto veramente super super approved.

In fine, Paprika è molto difficile da spiegare, ritengo che sia una di quelle storie che per capirle bisogna leggerle, nonostante la sua semplicità. È molto leggera, ma contiene comunque temi importanti, è super interessante la società divisa, ma che divisa comunque non è perché tutti convivono perfettamente, tra angeli e diavoli. Su questo punto mi dispiace non poter fare un confronto con Sacro/Profano, sempre della stessa autrice, ma spero di riuscire a recuperarlo al più presto! Consiglio assolutamente questa lettura e lascio un voto di 4.5 stelline!

Review Party: Sette Minuti dopo la Mezzanotte, Patrick Ness

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Ciao lettori! Oggi torno a parlarvi di Sette Minuti dopo la Mezzanotte, ma con una recensione! Prima di iniziare voglio ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Una notte di luna e brezza leggera, il piccolo Conor si sveglia di colpo sentendo bussare alla finestra della sua cameretta. Terrorizzato, allunga l’orecchio per cogliere qualche rumore sospetto dal piano di sotto. Nulla. Sono passati sette minuti dalla mezzanotte. L’ora in cui i mostri sono in agguato. D’un tratto, Conor sente chiamare il suo nome e il panico lo invade: potrebbe essere l’apparizione spaventosa che da giorni lo tormenta nel sonno, l’incubo che viene a trovarlo da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Un’entità fatta di tenebra, di vortici, di urla… Ma questo mostro è un po’ diverso. Non ha artigli o denti aguzzi: è semplicemente un albero. Antico e selvaggio, come una storia perduta e indomabile. Il mostro è pronto a stringere un patto con Conor: nelle notti successive gli narrerà tre storie, di quelle che aiutano a uccidere i draghi nascosti nel profondo di ciascuno di noi, storie che spingono ad affrontare le paure più grandi. Ma in cambio la creatura misteriosa vuole da lui una quarta storia, che deve contenere e proteggere la cosa più pericolosa di tutte: la verità. Con grazia struggente, Patrick Ness dà vita a un racconto sincero ed emozionante, un potente romanzo di formazione, ruvido e accecante come un diamante grezzo, capace di illuminare di un’unica luce il bene e il male e toccare il cuore del bambino che ognuno di noi è stato.

Editore: Mondadori 

Data di Pubblicazione: 22 Giugno 2021

Pagine: 240

Prezzo: 10,50€

La storia parte da subito diretta e immediata, non diamo uno sguardo alla vita di Conor prima che tutto inizi, ma lo vediamo da subito alle prese con il mostro/albero che lo chiama ogni notte. Insieme a lui viviamo la sua venuta e le sue storie, ma anche le nuove difficoltà che si presentano, il modo in cui in questa situazione lui si trovi ad affrontare i rapporti scolastici e familiari, e come questi, inevitabilmente, finiscano per “appesantirlo” ancora di più in una situazione tanto delicata e particolare.

Le descrizioni sono molto leggere, ma accurate e coerenti. Ricordiamoci comunque che è un romanzo per ragazzi, e di conseguenza il target di lettura molto easy. Nonostante ciò non si deve cadere nell’errore di sottovalutare la storia e la sua potenza. Per quanto sia un libro per ragazzi non è leggero come sembra, ed è super importante e delicato anche da un punto di vista più adulto.

I personaggi sono molto semplici, ma di impatto. Oltre al protagonista abbiamo il classico bulletto della scuola, l’amica d’infanzia che inevitabilmente ci ha delusi, la nonna antipatica e il padre assente, così come tutti gli altri adulti che compatiscono la situazione di Conor senza capire che il loro comportamento in realtà gli rende solo più difficile vivere e sopportare il tutto. Quello principalmente degno di nota diciamo che è il Tasso, con la sua storia e le sue morali, e il modo, fondamentale, con cui aiuta Conor ad affrontare la sua situazione. Fa riflettere un sacco.

In fine, romanzo super consigliato veramente a chiunque, ma se avete attorno situazioni delicate e bambini in bilico, fategli questo regalo, sarà sicuramente più grande di quello che voi possiate percepire. 4,5 stelline.

Blog Tour: Sette Minuti dopo la Mezzanotte, Patrick Ness – La famiglia e il loro rapporto

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Ciao lettori! Eccomi oggi con un nuovo articolo, questa volta si tratta di un Blog Tour molto interessante in cui si parla di famiglia! Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Una notte di luna e brezza leggera, il piccolo Conor si sveglia di colpo sentendo bussare alla finestra della sua cameretta. Terrorizzato, allunga l’orecchio per cogliere qualche rumore sospetto dal piano di sotto. Nulla. Sono passati sette minuti dalla mezzanotte. L’ora in cui i mostri sono in agguato. D’un tratto, Conor sente chiamare il suo nome e il panico lo invade: potrebbe essere l’apparizione spaventosa che da giorni lo tormenta nel sonno, l’incubo che viene a trovarlo da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Un’entità fatta di tenebra, di vortici, di urla… Ma questo mostro è un po’ diverso. Non ha artigli o denti aguzzi: è semplicemente un albero. Antico e selvaggio, come una storia perduta e indomabile. Il mostro è pronto a stringere un patto con Conor: nelle notti successive gli narrerà tre storie, di quelle che aiutano a uccidere i draghi nascosti nel profondo di ciascuno di noi, storie che spingono ad affrontare le paure più grandi. Ma in cambio la creatura misteriosa vuole da lui una quarta storia, che deve contenere e proteggere la cosa più pericolosa di tutte: la verità. Con grazia struggente, Patrick Ness dà vita a un racconto sincero ed emozionante, un potente romanzo di formazione, ruvido e accecante come un diamante grezzo, capace di illuminare di un’unica luce il bene e il male e toccare il cuore del bambino che ognuno di noi è stato.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 22 Giugno 2021

Pagine: 240

Prezzo: 10,50€

La situazione di Conor non è per niente facile, solo ad accudire una madre in cura e con il padre dall’altra parte dell’oceano che si è rifatto una nuova vita, ma anche una nuova famiglia. Come tutti i bambini di questa età e che affrontano situazioni del genere, crede ancora nel padre e nella possibilità di raggiungerlo nella sua nuova casa, ma ahimè i suoi piani non sono condivisi da tutti.

In un momento in cui la malattia della madre peggiora, Conor si vede invaso la casa dalla nonna, un’entità per lui estranea e difficile da accettare dal momento che ha un carattere un po’ particolare. Non dimentichiamo, però, che anche lei sta vivendo un momento difficile della sua vita, nessun genitore dovrebbe sopravvivere ai figli, e soprattutto nessuno deve temere che questo succeda. La nonna infatti è uno dei personaggi più diversi di questa storia, porta dentro un forte dolore, ma si ostina a voler agire come una donna di ghiaccio, è anche per questo che per Conor è difficile empatizzare e creare un rapporto con lei, arrivando a vederla un po’ come un nemico.

Il rapporto che invece ha con la madre io ritengo sia veramente un sacco speciale. Nonostante le difficoltà si percepisce proprio che c’è un amore immenso tra i due. La base di questo meraviglioso romanzo, il tema proprio da cui scaturisce tutto. Ho veramente adorato ogni cosa e penso che il mondo abbia bisogno di più romanzi come questo, e di più amori come questo.

Review Tour: Cuore di Spine, Bree Barton

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Ciao lettori! Eccomi oggi con una nuova, succosissima recensione! Oggi voglio parlarvi di Cuore di Spine, di Bree Barton. Ammetto che avevo il romanzo in libreria, in in edizione speciale della FairyLoot, da un bel po’ che mi chiamava, quindi non potevo non approfittare dell’uscita italiana per leggerlo finalmente! Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

In un antico regno fluviale, dove un tocco può uccidere e i corpi sono veri e propri strumenti di guerra, Mia Rose è la giovane figlia del capo dei Cacciatori delle Gwyrach, donne capaci di manipolare carne, ossa, respiro e sangue. Le stesse che hanno ucciso sua madre senza un graffio.
È tutta la vita che si allena per seguire le orme del padre, ma ora Mia si ritrova promessa sposa al principe Quin: sembra finito il tempo dell’attrezzatura da cacciatrice, nel suo futuro si prospettano eleganti abiti di seta che non le corrispondono. Decisa a ogni costo a seguire la propria strada, la ragazza progetta la fuga, ma non immagina che a tradirla sarà il suo corpo. E se anche lei possedesse la magia che ha giurato di distruggere?
Mentre si svelano i segreti del passato, Mia dovrà imparare a fidarsi del suo cuore, anche se potrebbe costarle la vita.

Editore: Harper Collins Italia

Data di Pubblicazione: 27 Maggio 2021

Pagine: 348

Prezzo: 6,99 (solo EBook)

La storia è molto scorrevole e interessante, presenta alcuni tratti molto innovativi, ma anche alcuni cliché ed elementi di trama già visti ma trattati comunque in maniera nuova, fresca e diversa. La narrazione è in terza persona, ma segue il punto di vista esterno ed interno della protagonista, Mia. Mi è piaciuta tantissimo, l’evoluzione che ha avuto il suo personaggio, e la migliore conoscenza che abbiamo fatto del principe man mano che la storia prosegue. Spero più di tutto di approfondire ulteriormente quando uscirà il seguito.

L’ambientazione mi è piaciuta molto, super accattivante. All’inizio del romanzo si pensa che queste Gwyrach siano il male assoluto ovunque, per poi scoprire che in realtà il regno in cui vive Mia presenta un livello di oppressione, da parte del sovrano, veramente assurdo. Non voglio dire troppo in merito alle Gwyrach perché essendo parte integrante e fondamentale della storia, spoilererei sicuramente qualcosa di importante involontariamente.

I personaggi mi sono piaciuti tantissimo, anche se non sono stati caratterizzati in maniera molto approfondita, presentano comunque un bel carattere riconoscibile, e che ci fa affezionare. Mia è una ragazza molto avventata, e anche se ha passato la vita a studiare, presenta fortissime lacune su quella che è la vita davvero, questo a causa dell’oppressione di cui vi parlavo prima e del forte indottrinamento svolto dal sovrano. La sorella, mi ha sempre dato vibes non troppo positivi. Il padre è un super cuoricino di panna. Sono innamorata del principe. E ho amato, amatissimo che il villain non sia quello che ci aspettavamo. Il modo in cui il romanzo si conclude è fantastico. Lascia tutto in sospeso, mille dubbi (tanta rabbia per l’attesa che ci sarà), ma sopratutto sorprende, ed è questo che io più di tutto cerco all’interno di un romanzo.

In fine, credo si sia capito che questo romanzo mi è piaciuto veramente molto! Ci sono cose che si riescono a intuire durante la lettura, ma sono quelle che cose che tu allo stesso tempo penso “ma no, ma dai, mica può?” e invece può, quindi tenetevi pronti! Assolutamente approvato, 4.5 stelline.

Blog Tour: Sogni di Mostri e Divinità, Laini Taylor – La trilogia nel panorama fantasy

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Ciao lettori! Torno a parlarvi dell’ultimo capitolo di questa fantastica trilogia, non sotto forma di recensione, ma per come vedo questi romanzi all’interno del panorama fantasy, paragonandoli, quindi, ad alcune delle mie letture a tema. Prima di iniziare voglio ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l’eroina de la trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un serafino dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C’è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un’alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore.
In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell’azione: l’esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma sfolgorante di sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l’esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore?
Con queste pagine mozzafiato, caratterizzate da una tensione costante e una serie di personaggi indimenticabili, Laini Taylor conferma il suo grande talento.
Un finale stupefacente per una trilogia fantasy davvero epica, una suggestiva rivisitazione moderna della mitologia classica e cristiana che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 20 Maggio 2021

Pagine: 572

Prezzo: 13,00€

Ho deciso di strutturare questo articolo una maniera un po’ diversa dal solito, anche perché è la prima volta che scrivo un articolo del genere 😂 Voglio prendere alcuni elementi di questo romanzo, quelli che mi hanno colpita o fatto riflettere di più, e confrontarli con elementi “simili” di altri romanzi.

Un elemento che caratterizza questo romanzo, e che è praticamente alla base di tutto è, a mio parere, la guerra, la lotta quasi eterna tra serafini e chimere. Per questa guerra sono state fatte cose realmente abominevoli, nelle macchinazioni dei “potenti” nulla ha valore, nemmeno i civili, che fino a poco prima sono sempre stati esclusi e salvaguardati, preservati da questa orribile realtà e da questi pericoli. L’imperatore dei serafini, però, a un certo punto, non è più della stessa idea. Questa situazione mi ha fatto molto pensare a quello che succede ne La Guerra dei Papaveri, perché è proprio come lo stato nemico si comporta con l’Impero, distruggendo intere città e massacrando migliaia di civili. Per Mugen le persone non contano e sono sacrificabili così come per Joram gli Illegittimi valgono meno di 0 e sono più che sostituibili. La differenza sta nel fatto che i soldati di Mugen hanno assorbito la stessa ideologia dei loro superiori, mentre i serafini a un certo punto si ribellano perché non hanno mai accettato il poco valore che viene dato alle loro vite.

Allo stesso tempo la resurrezione delle chimere mi ha fatto un po’ pensare alla tregua dei vent’anni che si legge all’interno di Truthwitch. Questa idea me l’ha fatta venire in mente in particolare il disegno realizzato da Karou sulla guerra, prima di riavere i suoi ricordi da Madrigal, che viene citato nell’ultimo romanzo della trilogia. L’immagine che ci viene presentata è quella di due persone sedute a un tavolo che mangiano dalle rispettive ciotole, quello che mangiano è il “popolo” dell’altro e “vince” il primo che svuota la ciotola. Karou osserva che è come se loro “barassero” dal momento che la ciotola nn si svuota soltanto, ma viene anche riempita, in continuazione. Quindi sì, anche per loro la guerra è fissa, costante, vita, ma allo stesso tempo non rappresenta anche la morte, come invece è per i serafini, le cui fila inevitabilmente si sfoltiscono. Questa situazione per me può essere vista anche un po’ come una tregua per le chimere, che in ogni caso continuano a vivere, a reincarnarsi, loro in qualche modo possono respirare e andare avanti perché nulla è davvero definitivo.

Altro elemento alla base di questo romanzo è la storia d’amore tra Akiva e Karou, un insta-love a tutti gli effetti, ma che non può permettersi assolutamente di essere paragonato alla maggior parte degli insta-love che leggiamo nei romanzi fantasy e non (qui parla un’amante degli enemies-to lovers). La particolarità di questo romanzo secondo me è che questo insta-love si ripete, c’è un incontro di anime prima che di carne, anche senza conoscere le vere e rispettive identità, nonostante un inizio un po’ travagliato Karou e Akiva provano un’attrazione e un’elettricità da paura, sempre e comunque, ancora e ancora.

Non mi piace fare classifiche e dire questo è meglio di quello e simili, ma a mio parere la trilogia della Chimera di Praga si posiziona veramente in alto nella scala dei romanzi fantasy. Affronta tantissimi temi importanti (non dimentichiamoci del razzismo) e lo fa in maniera unica ed eccezionale.

Blog Tour: La città di Sabbia, Laini Taylor – Confronto tra Karou e Madrigal

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Ciao lettori! Ultimamente sembra che la nuvola di Fantozzi sia su di me, perché sono tornata a latitare e il mio telefono è morto, e ancora non so quando riuscirò a mettere le mani su uno nuovo :/ ma spero al più presto! Torno oggi, per parlarvi nuovamente della trilogia della Chimera di Praga, e in particolare per affrontare un argomento un po’ spinoso (e spoiler per chi non ha terminato la lettura del primo romanzo, ma anche un po’ per chi non ha letto il secondo), ossia il confronto tra Karou e Madrigal.

Trama

La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza.

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 20 Maggio 2021

Pagine: 476

Prezzo: 13,00

Prima di confrontare i personaggi, vorrei brevemente presentarveli: Karou è una ragazza umana che vive a Praga, studia all’accademia d’arte e che, allo stesso tempo, lavora per Sulphurus, una chimera che fabbrica desideri; Madrigal è una chimera soldato dalle ali di pipistrello e le corna da antilope, e anch’essa, nella sua vita, si trova a lavorare da Sulphurus. Cosa hanno in comune queste due ragazze? Sono la stessa persona, solo che Karou è Madrigal da ritornata, anche se, all’inizio lei non ricorda nulla della propria vita da Madrigal.

È quando spezza l’osso del desiderio e riacquisisce i suoi ricordi che qualcosa in Karou cambia. Dopo aver ricordato i suoi ultimi momenti da Madrigal nasce in lei la consapevolezza e la prospettiva con cui ha sempre visto Sulphurus, il suo trattamento e le missioni che le affidava le fanno scaturire un affetto immenso per lui, maggiore di quello che già provava dal momento che si rende conto di cosa ha fatto per lei, della sua trasgressione.

Karou, quindi è Madrigal, ma le sue reazioni sono ispirate dalla sua vita umana e dai lussi della pace, e cose che per Madrigal magari sono scontate, possono ancora scuotere Karou. I suoi due io si uniscono con una strana specie di vibrazione.

Ogni volta, era come ricadere a ritroso nel corpo di Madrigal. Non si era mai sentita più chimera di quel primo istante in cui aveva scorto Ziri, e mai più umana di quello successivo, quando le era precipitato addosso quello che era adesso. Non era deludente. Lei era lei. Era soltanto appena un po’ sconcertante, una breve vibrazione tra due io che sarebbero sempre stati separati, come due tuorli in un unico guscio.

Karou e Madrigal, in definitiva, sono uguali, ma allo stesso tempo diverse. Hanno un sacco di tratti caratteriali in comune, ma le vite diverse che hanno vissuto le fa percepire come due entità quasi diverse.

Una cosa che mi ha colpita molto è stata che Madrigal aveva una propensione per il disegno, e fin da bambina Karou è stata spinta ad avere un album tra le mani. In uno scherzo tra Madrigal e Sulphurus, la ragazza ha detto di voler far diventare i propri capelli blu, cosa che effettivamente la Karou umana decide di fare. Ed entrambe, inesorabilmente, si innamorano della stessa persona.

È questo, secondo me, che rende questi due personaggi tanto uguali, ma che soprattutto ci aiuta a identificarli come un’unica persona.

Blog Tour: La Chimera di Praga, Laini Taylor – Praga

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Ciao lettori! Eccomi con un nuovo articolo, stavolta non si tratta di una recensione ma di un meraviglioso blog tour dedicato all’ambientazione del romanzo, la meravigliosa città di Praga! Ma adesso bando alle ciance e iniziamo! Prima però vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia” Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 20 Maggio 2021

Pagine: 384

Prezzo: 13,00€

Per quanto la vita di Karou sia frenetica e pendolare, la sua vita da “umana” si svolge da diversi anni principalmente a Praga. Città in cui studia e in cui ha le sue, seppure poche, amicizie strette. Ho trovato la scelta di questa città come sfondo per la storia, perfetta, perfetta soprattutto per la sua ricca storia artistica. A partire da una delle architetture più variegate al mondo e da un centro storico che è addirittura divento patrimonio dell’Unesco, una vera e propria perla artistica e culturale per la moltitudine di stili che si possono incontrare. Insomma, ripeto, perfetta per un personaggio come Karou per cui l’arte è praticamente uno stile di vita, oltre che il pane quotidiano.

Una delle zone che Karou frequenta maggiormente è il Poison Kitchen, un cimitero abbandonato che ha preso le sembianze di un locale!

“La chiesa un tempo unita a questo monastero medievale bruciò circa trecento anni fa, ma ne restano gli alloggi dei monaci e sono stati trasformati nel caffè più strano che si possa trovare al mondo, popolato di statue classiche che esibiscono la collezione di maschere antigas della prima guerra mondiale appartenente al proprietario. La leggenda narra che, nel Medioevo, il cuoco perse la ragione e assassinò l’intero monastero con un calderone di goulash avvelenato, da cui il macabro nome del caffè e il suo piatto forte: goulash, naturalmente. Sedete su un divano di velluto e appoggiate i piedi su una bara. Gli scheletri dietro al bancone potrebbero appartenere ai monaci assassinati…”

Il locale è caratterizzato da una moltitudine di statue romane, divinità a grandezza naturale e ninfe che avevamo perso braccia e ali, tutte rigorosamente coperte da maschere a gas, e i tavolini sono delle vere e proprie tombe. Un po’ macabro, ma sarebbe stato super divertente visitare un posto del genere! Sfortunatamente il luogo non esiste, c’era un Poison Bar, ma su trip advisor dicono che è famoso soprattutto per il Karaoke, un vero peccato, anche se veramente ironico!

Review Party: Loveless, Alice Oseman

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Ciao lettori, pare che questa settimana io stia riuscendo a essere abbastanza attiva, e sono la prima a stupirsene ahahaha, ma va bene così, quindi shhh che va a finire che se ne parlo troppo poi torno ad essere un fantasmino. A parte sproloqui vari, l’articolo di oggi è un’altra recensione a tema lgbt+, ma un po’ diversa dal solito dal momento che non si parla di relazioni semplicemente omosessuali o bisessuali, ma si esplora un’altra faccia della grande bandiera: l’asessualità. Prima di iniziare vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organzato l’evento, e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Georgia ama le storie d’amore. Tutte. Da sempre. E crede nella magia dell’amore raccontata nei film, nei libri e nelle fanfiction romantiche da cui è ossessionata. Eppure, a diciotto anni, non ha mai baciato nessuno e non ha mai avuto nemmeno una cotta di quelle folli. Ma, come le dicono i suoi migliori amici Pip e Jason, prima o poi anche lei troverà la persona giusta. Così si dice, no? L’inizio dell’università, in una città che non conosce, lontana da casa, sembra l’occasione perfetta: incontrerà persone nuove, vivrà nuove esperienze e finalmente anche lei imparerà a godersi le farfalle nello stomaco di cui parlano tutti. E poi Georgia ha un piano. Con l’aiuto della sua esuberante compagna di stanza Rooney, che come lei ha una passione smisurata per Shakespeare, riuscirà a realizzare il suo sogno, forse. Ma quando finisce in mezzo a una personalissima commedia degli errori che crea il caos tra i suoi amici di sempre, Georgia inizia a domandarsi perché l’amore sembri così facile per tutti tranne che per lei. Quando poi le appioppano definizioni mai sentite come asessuale o aromantica, incertezza e confusione aumentano a dismisura. Che sia davvero destinata a restare senza amore? O forse, per tutti questi anni, si è tanto affannata a inseguire la cosa sbagliata? E poi, chi lo dice che quello romantico, alla fine, sia l’unica forma possibile di vero amore?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 18 Maggio 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00€

La storia è molto interessante fin dal primo momento, ci si immedesima subito in Georgia e si affrontano i problemi, i dubbi e le curiosità insieme. È stato super bello e super interessante investigare sulla propria sessualità insieme alla protagonista, affrontare e scoprire nuove argomentazioni e tematiche all’interno del mondo lgbt+ che, anche se alleata, potrei perdermi. Tutto tutto veramente super interessante e figo e nuovo.

Le descrizioni sono molto semplici, ma allo stesso tempo anche veramente accurate. Non ci si perde un pezzo ed è sempre tutto chiarissimo per quanto riguarda ambientazioni, persone ed avvenimenti. La narrazione è in prima persona, ed è super facile immedesimarsi nella protagonista della storia, come ho già detto.

Non approfondisco l’ambientazione perché non si tratta di un fantasy e ci troviamo nel college universitario di Durham, che esiste realmente quindi per chi volesse informarsi a riguardo trovate il sito ufficiale dell’Università proprio qui!

I personaggi si vede che sono scritti dalla Oseman, sono semplici e fanno emozionare. È facilissimo capire motivazioni e pensieri dietro tutti loro, e comprenderli nei loro errori che sono solo da considerare umani. La cosa che più ho amato e apprezzato di questo romanzo, infatti, è proprio il realismo e l’umanità che vengono associati a ciascun personaggio. Prima di tutti Georgia, che di errori ne fa davvero parecchi, ma che è anche tanto coraggiosa e intelligente da riuscire a por loro rimedio nel migliore dei modi. Il mio personaggio preferito di questa storia è molto probabilmente Sunil, di cui mi piacerebbe leggere di più, infatti spero proprio che la Oseman crei un romanzo con lui come protagonista. E poi ci sono Pip e Jason, i suoi migliori amici, ma di loro vi parlerò in un articolo a parte (con un piccolo extra!)

In fine, ritengo che questo romanzo valga tantissimo e che tutti, ma in particolar modo i più piccoli e quelli pieni di dubbi debbano leggere. Sia per non fare gli stessi errori di Georgia, sia per imparare comunque a comprendere gli altri, a non giudicarli e a stargli accanto in ogni caso, ad essere un giusto supporto insomma. Assolutamente 5 stelline

Prime Impressioni: Skip Beat, Yoshiki Nakamura

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Ciao lettori, come state? Torno oggi sul blog per parlarvi di un manga che aspettavo praticamente da sempre, anche se non lo sapevo. Dietro la mia volontà di leggere questo manga c’è una storia immensa. Correva l’anno (non so quale, ma andavo sicuramente al liceo), ero da poco entrata nel mondo degli anime e quelli che mi colpivano di più li segnavo come da leggere e cercare sotto forma di manga, uno di questi era Skip Beat. Fatto sta che effettivamente non l’ho mai cercato. Poi, un giorno, la mia fumetteria di fiducia pubblica un post in cui dice che questo manga sta per arrivare in Italia PER LA PRIMA VOLTA e io sclero come una dannata e lo prenoto. E tutto è bene quel che finisce bene.

Trama

Kyoko ha 16 anni, e come tutte le adolescenti vive un amore grande e impossibile: è innamorata del suo amico d’infanzia Sho. Quando lui si trasferisce a Tokyo per diventare un idol, lei decide di seguirlo per non separarsi da lui. La carriera di Sho è brillante, ma il contatto con il mondo dello spettacolo lo cambia, tanto da arrivare a disprezzare l’amore della sua vecchia amica. La reazione di Kyoko è inaspettata: invece di piangersi addosso decide di reagire e di entrare nello show business per diventare più famosa di lui!

Editore: Magic Press

Data di Pubblicazione: 22 Aprile 2021

Pagine: 180

Prezzo: 2,90€ (solo prima tiratura)

La storia non è molto affine a quelle che sono le mie letture abituali, tant’è che il mio fidanzato (da 3 anni) quando mi ha vista con il manga tra le mani ha detto “ah, ti piace leggere anche queste cose?”. Ma io la adoro. Mi fa troppo divertire, e allo stesso tempo è accattivante e affronta temi interessanti, anche se con la classica leggerezza da manga shoujo. Questo primo volume, a mio parere, non getta soltanto le basi di quelle che saranno le avventure di Kyoko, ma inizia anche a mostrare qualcosa di quello che sarà, e io posso solo dirvi che non vedo l’ora. (Domani esce il secondo volume, e spero proprio di riuscire a passare in fumetteria per recuperarlo e leggerlo super subito *-*).

I disegni sono molto belli, anche se non il top per me che non amo particolarmente lo stile dei vecchi manga, ma ne prediligo uno un po’ più moderno e accattivante. Nonostante questo la storia è stata super scorrevole e non ho avuto difficoltà ad andare avanti.

I personaggi li conosciamo veramente poco in questo volume, non sono molto approfonditi, ma questo basta a creare già delle antipatie/simpatie importanti all’interno della storia. La protagonista, invece, mostra già lati importanti del proprio carattere, come la tenacia e l’ostinazione, tratti che adoro e che tempo fa mi fecero innamorare dell’anime. Credetemi, ho una scena stampata e spiaccicata in mente e non vedo troppo l’ora di raggiungerla e vedere come è stata resa all’interno del manga.

In fine, non so se è per i piacevoli ricordi o per il salto nel passato, ma ho veramente adorato questo primo volume di Skip Beat. Diciamo che, se non si fosse capito, SONO VERAMENTE EUFORICA per questa lettura super! Assolutamente consigliato, e assolutamente 5 stelline