Gli Eredi della Terra di Giulia Ottoni – Recensione

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Essendo questo (e probabilmente anche il prossimo) il mese delle collaborazioni, eccomi qui oggi a parlarvi del secondo libro di Giulia Ottoni “Gli eredi della Terra”; prequel del suo romanzo d’esordio “La figlia della Leggenda” che ancora non ho letto ma che spero di recuperare al più presto.

Trama

Un segreto, antico quanto il mondo, è custode di un’importante verità. Nelle pagine di antichi testi si narra la storia della Creazione della Terra e dei guardiani dei cinque elementi vitali: i maghi, gli stregoni, le sirene, i centauri e le fate. Sarà compito di Lodovico, discendente del primo mago, riunire sotto un’unica speranza queste specie sovrannaturali per salvarle dalla ferocia dell’Inquisizione, che ogni giorno minaccia di debellare la magia dal mondo. Ma sarà solo con l’aiuto di Titania, l’ultima fata, che il progetto di creazione di un nuovo pianeta verrà finalmente realizzato. Il destino irrompe nelle vite di tutti con una prepotenza inarrestabile, sconvolgendo qualsiasi tentativo di normalità e mettendoci davanti a una delle scelte più difficili della vita: decidere e accettare le conseguenze del futuro.

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Pagine: 338

Data di pubblicazione: 4 Settembre 2018

Prezzo: 15,90€

Mi è piaciuto? Parecchio. La storia è bella, a tratti potrebbe sembrare leggermente banale ma ci sono anche dei piccoli colpi di scena che spiazzano. È scritto bene e le descrizioni sono buone anche se, un po’ scarne in alcune situazioni. Sento dentro di me che è stato tralasciato qualcosa, che per quanto nella la storia, avrebbe potuto dare di più e trasmettere di più. Avrei voluto conoscere meglio quella che è Titania e avrei preferito se ci fosse stato qualche capitolo in più dedicato a lei e al suo punto di vista; avrei, inoltre, voluto conoscere le sue emozioni durante quella che è la terza parte/epilogo del libro. Avrei anche voluto sapere qualcosa in più sulla vita dopo la creazione del nuovo mondo. Parlando con l’autrice comunque, ho saputo che questo grande parte di punto di vista di Titania che a me è mancato, è presente in “La figlia della Leggenda”. Per cui: non fate il mio stesso errore e leggende prima “La figlia della Leggenda” e poi questo, che è il prequel!

Cosa mi è piaciuto? Mi è piaciuto molto che il libro sia stato scritto sotto diversi punti di vista. I personaggi sono belli anche se non c’è stata grande caratterizzazione alle loro spalle e li ho trovati anche a tratti troppo “sdolcinati”. Mi sono piaciuti molto anche i combattimenti, in particolare l’incontro con le sirene. È stato bello far parte di questo viaggio. Il world-building è la creazione delle creature magiche è molto interessante ed è stato bello entrare in contatto con ognuna di loro. Spero ci sarà un seguito perché ci sono buone basi e credo che la storia possa farsi soltanto più interessante. Magari una contrapposizione tra quello che è “il nuovo mondo” e chi è rimasto sulla terra.

Cosa non mi è piaciuto? In realtà non c’è qualcosa di vero e proprio che non mi sia piaciuto, giusto qualche punto di titubanza di cui vi ho parlato più su. Se devo dire qualcosa, vorrei aver saputo qualcosa in più sull’esistenza di maghi, stregoni, sirene, centauri e fate e non solo del viaggio per la creazione che è quello su cui si concentra principalmente il libro. Avrei anche preferito un approfondimento nel rapporto tra Lodovico e Lars Henrik dopo la creazione e non ho condiviso alcune scelte contraddittorie fatte da Lodovico. Capisco che queste mie ultime parole possano mandarvi in confusione ma dicendo di più, farei per forza di cose spoiler!

In fine, è un buon libro e davvero bello. Merita di essere letto ma l’autrice avrebbe potuto sfruttare meglio il potenziale della storia. Decido quindi di dare 4⭐️

Spero che questa mia recensione vi abbia incuriositi un pochino e che decidiate di leggere questo libro perché davvero merita.

Titans – Recensione

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Iniziando questa serie avevo grandi aspettative, amando io il cartoon Teen Titans. Anche se, devo ammettere, non ho mai letto i fumetti e quindi partivo con una certa base di ignoranza. Mi sarà piaciuto o mi avrà deluso? Premetto comunque che giudicherò la serie in quanto tale e questo non è assolutamente un confronto con i fumetti.

Trama

Titans segue le vicende di Robin, emerso dall’oscurità di Gotham City per guidare un nuovo gruppo di eroi: Raven, Starfire e Beast Boy. La neonata squadra fa fronte comune contro i propri demoni personali e per salvare il pianeta dal male. I giovani supereroi scoprono di essere imperfetti da soli, ma di diventare Titans quando sono tutti insieme.

Leggendo la sinossi ci si aspettano cose completamente diverse da quelle che ci troviamo invece ad affrontare iniziando la serie. La serie, infatti, inizia facendo capire che si concentrerà principalmente sulle vicende che coinvolgono le sventure e la natura di Rachel (Corvina/Raven) e concentrandosi invece sulla continua lotta interna che assale Dick e sugli scheletri del suo passato da Robin. So di aver detto che non avrei fatto confronti ma devo ammettere che mi aspettavo una cosa molto più simile allo stile di “Teen Titans”, il cartone animato, trovando invece una serie tv dalle atmosfere molto (in alcuni punti leggermente troppo) dark.

Mi è piaciuta? Per questa prima stagione devo dire che sì, mi è piaciuta ma non la reputo la serie della vita. Mi sono piaciuti molto i personaggi, anche i secondari, adorando soprattutto la loro caratterizzazione che è stata fatta davvero bene e con un background ben costruito. Più di tutti mi è piaciuta Kori con la sua solarità.

Cosa mi è piaciuto? Come dicevo su, i personaggi hanno un grandissimo ruolo in questa stagione che ci permette soprattutto di conoscerli a fondo. Nonostante questo, la storia avanza ed è accattivante e senza buchi. Non ci sono dubbi su determinati avvenimenti e questo è un grandissimo punto a favore della serie. Il finale, inoltre, lascia una bella sensazione di “OMG! What’s next?” che è una cosa che adoro sia nei libri che nelle serie tv.

In fine, questa serie ha un sacco di pro e qualche piccolo contro (di cui ho già parlato). Come vi ho spiegato questa stagione, pur essendo carica di azione, si è concentrata principalmente sul dare un background ben definito ai personaggi. Ho deciso di dare 3.5 stelline al momento ma sono convinta che ne vedremo delle belle nella prossima stagione per cui aspettiamola insieme pieni di hype😍

Ho sentito comunque molti pareri discordanti, voi cosa ne pensate?

Le Terre dei Dormienti di Laura Taibi – Recensione

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Altra collaborazione importante di cui vi parlo! Si può quasi dire che questo sarà il mese delle collaborazioni. Le Terre dei Dormienti è stato una piacevole sorpresa ma correte a leggere l’articolo se volete saperne di più!

Trama

Jasper Stone è un ragazzo londinese come tanti. L’estate è alle porte quando il suo mondo viene sconvolto dall’arrivo di Eilise, una ragazza dai capelli rossi che irrompe nella sua vita e gli intima di svegliarsi mentre enormi mostri ragneschi appaiono in città, e una strana gemma con il potere di evocare una spada compare magicamente sul suo petto. Da lì in poi la vita di Jasper cambierà radicalmente: trasportato in un luogo chiamato “la collina” dove altri ragazzi tentano di sopravvivere, dovrà fronteggiare nemici potenti, affrontare la terribile Foresta dell’Incubo e scoprire il segreto che si cela dietro quel luogo.

Editore: NullaDie Edizioni

Data di Pubblicazione: 1 Gennaio 2017

Pagine: 365

Prezzo: 19,90€

Le Terre dei Dormienti è il libro d’esordio di Laura Taibi, primo di una duologia. Nonostante sia una lettura per ragazzi, è capace di tenere attaccati alle pagine anche persone adulte.

Mi è piaciuto? Davvero molto! Lo stile di scrittura è scorrevole, i personaggi sono ben caratterizzati e la storia, per quanto possa essere ritenuta quella di “un nuovo Percy Jackson” è ricca, accattivante e nuova. Ci sono molti colpi di scena che, almeno io, non sono riuscita a prevedere. Queste per me, sono tutte qualità positive per un libro e tutte cose che mi invogliano a leggere e a consigliare un libro.

Cosa mi è piaciuto? Come dicevo su è una storia innovativa e ha una base/world building davvero interessante e che solo “sotto” a quando viene svelato si può leggermente intuire ma prima davvero non si andrebbe a pensare a nulla del genere! Alcune delle paure e dei rimorsi che si vedono attanagliare i personaggi sono davvero ben pensati e profondi. Sono mostrate tantissime di quelle che sono le emozioni umane, come magari non facciamo caso a certe cose e come poterle affrontare ed accettare. Ma la cosa più di tutte le altre, che mi è piaciuta, è la grande amicizia presente in questo libro, il coraggio di cui tutti sono portatori e la forza che si trasmettono l’un l’altro.

Cosa non mi è piaciuto? Credo che il tutto potrebbe essere stato costruito meglio. Il racconto, per quanto curato e scorrevole risulta frettoloso come frettolosi sono i combattimenti, lo sbocciare degli amori e il finale. Ritengo che con dettagli in più e qualche avvenimento di contorno a “riempire” il tutto avrebbero potuto rendere il libro anche migliore. Credo che un “ce la devi fare” non basti a far trovare la forza e il coraggio e che ci voglia qualche elemento in più. Ma soprattutto non mi sono piaciuti gli amori, a mio parere, troppo fulminei.

In fine, questo libro mi è piaciuto davvero molto! Ottimo inizio per quest’autrice che, secondo me, caccerà dei veri capolavori in futuro. Non vedo l’ora di leggere il seguito anche se leggerò prima un altro libro perché mi piace spezzare le serie. Non vedo l’ora di parlarvene e di dare quindi un giudizio definitivo a questa duologia. Intanto al primo libro do 3.5 stelline con grandi aspettative per il secondo.

Spero che questa mia recensione vi sia piaciuta e che vi abbia incuriositi almeno un pochino su questa duologia e che la leggerete!

The Umbrella Academy – Recensione

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Tra serie tv e fumetto io, per il momento, sono riuscita soltanto a vedere la serie tv targata netflix. Potete comunque trovare il fumetto, per il momento solo due volumi, edito da baopublishing. Oggi sono qui per parlarvi della serie (che è stata anche rinnovata per una seconda stagione) e spero, in futuro, di riuscire a fare un confronto tra i due formati!

Trama

Il 1 ° ottobre 1989, 43 donne in tutto il mondo partoriscono contemporaneamente, nonostante nessuna di loro mostri alcun segno di gravidanza fino all’inizio del travaglio. Sette dei bambini vengono adottati dall’eccentrico miliardario Sir Reginald Hargreeves e trasformati in una squadra di supereroi attraverso quella che lui chiama “The Umbrella Academy”. Hargreeves dà ai bambini numeri anziché nomi, ma alla fine vengono conosciuti come Klaus, Luther, Diego, Allison, Ben e Vanya. Il numero cinque non viene mai nominato. Mentre mette sei dei suoi figli a lavorare per combattere il crimine, Reginald tiene Vanya lontana dalle attività dei suoi fratelli, dato che apparentemente non ha poteri propri. La serie inizia con la misteriosa morte di Reginald che finisce con il riunire i fratelli che inizieranno quindi a cercare i misteri dietro cui si cela la morte del padre.

Non ho iniziato subito questa serie e me ne sono pentita. Oltre a parlare di “super eroi”, The Umbrella Academy, affronta diversi temi anche abbastanza “importanti” ma lo fa con una leggerezza che da un lato non fa pesare determinati sentimenti e dall’altro non è neanche superficiale e da modo di riflettere.

Mi è piaciuta? Assolutamente si! Rientra quasi sicuramente tra le mie serie preferite e sono super felice l’abbiano rinnovata per una seconda stagione. Ho amato l’ironia che gira attorno tutta la serie e tutti i suoi personaggi che, attraverso le diverse puntate, siamo riusciti a conoscere ognuno di loro con il loro carattere, i loro complessi, il loro ruolo all’interno della famiglia e il rapporto con la figura paterna (contorto per la maggior parte di loro) e con gli altri fratelli. Il mio personaggio preferito in assoluto è Klaus. Adoro il modo di recitare dell’attore ma soprattutto mi piace l’estrosità del personaggio. Il ruolo dei “cattivi” anche è molto interessante e anche loro sono, a mio parere, ben caratterizzati. Di loro, mi è piaciuta soprattutto l’organizzazione di cui fanno parte: come è costruita, la gerarchia e perché fanno quel che fanno.

Cosa mi è piaciuto? Oltre i personaggi, che ho nominato su, la storia ha avuto un ruolo fondamentale. Essendo grande amante del fantasy, in tema cinematografico/televisivo amo particolarmente i supereroi e questa pazza famiglia ha preso di prepotenza un posto nel mio cuoricino. Mi è piaciuto soprattutto che non ci siano stati buchi di trama e che tutto, tra passato e presente, coincida perfettamente senza mai confondere e senza mai lasciare dubbi. Mi è piaciuto anche che i poteri e la vita da eroi viene anche quasi “in secondo piano” rispetto alla vita della famiglia e alle dinamiche che si trovano ad affrontare i protagonisti. Bellissime e super azzeccate anche le varie canzoni che contornano il tutto. Ci sarebbero tantissime cose da dire ma, come dico spesso, queste recensioni no spoiler sono parecchio limitanti per cui mi fermo qui.

Cosa non mi è piaciuto? Diciamo che gli effetti speciali potevano essere realizzati bene. Su una storia così e personaggi così, è un vero peccato siano così scadenti.

Ho affrontato già tutto tutto quello che avevo da dire su questa serie, spero di essere riuscita a incuriosirvi e a convincervi a guardarla. Spero di riuscire al più presto a fare un confronto con il fumetto e, nell’attesa della seconda stagione, do 4.5 stelline.

Sex Education – Recensione

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È un po’ che ho visto questa serie tv (sfortunatamente Netflix non dice quando – o io non lo so fare) ma vista la numerosa risposta nei sondaggi, ho deciso di parlarvene oggi!

Trama

Sex Education racconta la storia di Otis Thompson, un impacciato teenager ancora vergine, figlio di una sessuologa, Jean. Otis forte degli insegnamenti appresi dalla madre sul sesso ma completamente inesperto sul fronte pratico, insieme alla ribelle compagna di classe Maeve istituisce a scuola una clinica del sesso segreta dove insegnare ai compagni tutto ciò che sa e rispondere alle domande più curiosi e imbarazzanti di un gruppo di liceali inesperti in materia di sesso. Otis nelle sue lezioni oltre che da Maeve verrà aiutato dal suo amico Eric, mentre a mettergli i bastoni tra le ruote sarà il bullo Adam.

Sex Education credo sia una boccata d’aria fresca nel mondo delle serie tv perché, anziché idealizzare il mondo scolastico con le figure standard che vediamo in ogni film, serie tv e quant’altro, questa serie mostra la realtà di quello che succede. Mostra una scuola normale con i suoi bulli e i suoi “fighi”, così come ci sono gli emarginati e il trio delle “reginette”. Sento persone che non hanno visto la serie, criticarla e dire “eh fanno solo vedere persone che si masturbano o che fanno sesso” beh la realtà non potrebbe essere più distante di così. C’è anche questo, è normale che sia così visto che tutti i personaggi sono nel pieno della pubertà ma non è il fulcro della serie.

Mi è piaciuto? Si! Si! Si! Per quanto possa essere l’ennesima serie tv che tratta adolescenti, è una serie innovativa! Non mostra soltanto un branco di sedicenni in un full di ormoni ma mostra problematiche che tutti si trovano ad affrontare ma che, essendo giovani e avendo imbarazzo nel chiedere ai genitori o a figure competenti, nessuno sa come affrontare.

Cosa mi è piaciuto? Innanzitutto ho adorato i personaggi. Ho amato la strana piega che ha avuto la storia di Adam. Ho amato che il trio delle reginette fosse costituito non dalle solite tre bionde ma da persone di etnie diverse tra cui anche un maschio. Ho amato il modo in cui si parla dell’omosessualità e come essa non venga demonizzata. Ho amato la grande solidarietà femminile che si vede all’interno di questa serie e anche il modo in cui si parla di un tema tanto delicato come l’aborto.

Il mio personaggio preferito è e deve essere Eric. Amo la sua espressività e il suo modo di essere estroso. Amo che non si fa abbattere dai bulli o da ostacoli all’interno dei suoi sogni o della sua personalità. La paura, giustamente, è un qualcosa che blocca tutti e il modo in cui ha deciso di affrontarla Eric, mi è decisamente piaciuto un sacco!

Le cose da dire su questa serie sono tante, troppe a dir la verità. Non ho trovato difetti, non ho trovato falle o buchi di trama e non vedo l’ora che arrivi la seconda stagione! Intanto do un voto di 4.5 stelline alla prima e resto in trepidante attesa! Ciaoooo!

Russian Doll: Serie della vita o cagata pazzesca?

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 “ Il divertimento è per i fessi, Max. Ho compito 36 anni. Fissare la canna della pistola della mia mortalità batte il divertimento. ”

Nadia Vulvokov – Russian Doll

Sentendo una frase del genere cosa ci si aspetta?

Beh, Russian Doll presenta la storia di Nadia Vulvokov che, durante il suo 36esimo compleanno viene investita morendo e ritrovandosi di nuovo alla festa poche ore prima. Inizia così un ciclo di peripezie durante le quali lei cerca di capire come sia possibile ciò continuando a morire e a ricominciare da quel preciso momento in cui si trovava alla festa.

Detta così non si capisce come mai ne sia stata fatta una serie tv, essendo questa, una classica trama da film. Prima cosa che si potrebbe pensare è che ogni puntata mostra una delle volte in cui è morta: mi spiace deludervi ma non è cosi. Attraverso le nottate (o quello che è) Nadia passa il tempo a cercare indizi su un’eventuale insanità mentale o altre cose che potrebbero farla uscire da questo circolo vizioso.

Di queste recensioni No Spoiler odio il fatto di non poter affrontare ogni argomento perché ci sarebbe davvero tantissimo da dire su questa serie.

Mi è piaciuta? Oh Mio Dio! Assolutamente si! È una serie che mi sento di consigliare vivamente ma non a chi cerca semplicemente un qualcosa per distrarsi perché, anche se non si direbbe, presenta temi importanti anche se trattati sempre con leggerezza e black humor. Devo dire, è anche una serie – forse la prima – che mi ci fa rivedere tantissimo in un personaggio (again, Nadia). Quando guardavo serie tv e cartoni animati fin da piccola non mi sono mai sentita la protagonista ma sempre il personaggio “blu”. Mi spiego: tra le Winx ero Musa, tra le Mew Mew ero Mew Mina e in Doremi ero Sinfony e non perché il blu fosse il mio colore preferito (all’epoca era il rosa) ma perché sempre con quei personaggi mi rispecchiavo (l’associazione del colore l’ho fatta poi da “grande”). A maggior ragione questa cosa sorprende me più di tutti.

Perché mi è piaciuta? Adoro (ovviamente) Nadia, super cazzuta è un personaggio molto complesso. Ha paura di diventare vecchia e ha paura della solitudine e per questo motivo i legami la spaventano e li evita manco fossero peste bubbonica. Nonostante questo sa essere davvero premurosa anche verso persone a lei sconosciute e, nel suo modo “grezzo”di fare, aiuta più volte il prossimo. La storia, ad ogni modo, non si concentra soltanto su di lei ma anche su altri personaggi. Alcuni ben delineati, altri meno ma tutti ugualmente interessanti e particolari. Essendo tutti più che adulti, anche gli argomenti trattati (tra conversazioni e scene del film) sono diversi da quelli che siamo abituati ad ascoltare nelle serie tv “più comuni” ed è una cosa che ho apprezzato davvero tantissimo. Anche a livello, psicologico, inoltre, analizza i personaggi e fa capire e vedere cose a cui non tutti siamo abituati.

A questo punto, se non voglio cadere nello spoiler mi sa che devo davvero fermarmi qui dicendo che do un voto di 4.5 stelle, non è la serie della vita ma ci si avvicina tantissimo. Vorrei però davvero parlarne tantissimo con qualcuno che l’ha vista! Chi si offre volontario?

Girl from the other side – Prime impressioni

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Appena ho saputo dell’esistenza di questo manga ho sentito il bisogno di averlo nella libreria per cui, dopo qualche giorno dalla sua uscita, l’ho acquistato su Amazon e adesso mi sento pronta a parlarvene.

Essendo un manga la recensione sarà abbastanza breve perché si tratta di una “puntata” su un’intero “libro”.

Trama

Sheeva è una bambina umana che abita con un estraneo, una creatura maledetta che vive relegata al di là del muro della città abitata dagli umani. L’estraneo, che Sheeva chiama “Maestro”, era a sua volta un umano, ma è stato maledetto quando venne toccato da un estraneo.

Girl from the other side – Nagabe

Editore: Edizioni BD – Jpop
Data di pubblicazione: 30 Gennaio 2019
Prezzo: 6,50€

Fiaba dai tratti un po’ dark, questo manga ha conquistato il mio cuore. Come giusto che sia non si sa ancora molto dei personaggi anche se pian piano si stanno svelando parecchie cose e sono sempre più curiosa di vedere come procede la storia. Nonostante sia l’inizio è abbastanza chiaro il wolrd-building e, anche se di basi semplici, credo si evolverà in modo interessante. Non vedo l’ora esca il secondo volume per potervene parlare meglio e per sapere io stessa cosa succederà. I disegni mi piacciono molto, i personaggi “umani” sono disegnati con grande semplicità ma quelli che sono gli estranei a mio parere sono rappresentati meravigliosamente! Da un lato me lo aspettavo molto più dark, dall’altro me lo aspettavo bello ma mi ha comunque sorpresa. Decido di dare quindi 4.5⭐️ perché ripongo davvero grandi speranze e grandi aspettative in questo manga! (Fangirlo un sacco)

Voi l’avete letto? Fatemi sapere cosa ne pensate perché sono davvero curiosa!

Bandersnatch: il primo film interattivo di Netflix

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Da un po’ di tempo si vociferava dell’arrivo di episodi o film interattivi su Netflix e, in questi giorni, è uscito Bandernsatch. Film della serie tv Black Mirror, l’ho guardato ieri e adesso sono pronta a parlarvene. Ma partiamo dalle basi: cos’è un episodio interattivo? Un film interattivo è un film che, durante la visione dello stesso, ti permette di scegliere la sorte dei personaggi e prendere decisioni al loro posto. Quando ne ho sentito parlare la prima volta mi sentivo un po’ contrariata perché pensai “Che gusto c’è a guardare un film che sai già come finisce?”. Adesso che ho provato l’esperienza devo dire invece che mi è piaciuta molto. A dire il vero lo ritengo una figata e spero che ne facciano altri come questo. Una cosa che mi è piaciuta è stata anche che si avevano pochi secondi per prendere la decisione e che non si poteva tornare indietro: ciò mette chi guarda il film un po’ in ansia, come se fossi io a dover compiere quella determinata azione. Guardando/ giocando con il film, ho guardato tutti i possibili scenari e tutti i possibili finali senza il bisogno di ricominciare da capo; questo perché alla “fine” ti mette davanti a un’ulteriore scelta: guardare i titoli di coda o riprendere in un determinato punto, il quale si identifica poi con una delle scelte fatte durante il corso del film.

Riguardo il film:

TRAMA

Nel 1984 un giovane programmatore incomincia a mettere in dubbio la realtà mentre trasforma in videogioco un romanzo fantasy. Questo però possiede diversi finali…

Il film, come storia mi è piaciuto molto. A dirla tutta è proprio il genere di film che piace a me. I possibili finali sono sette ma, guardando un po’ su internet mi sono resa conto di essere riuscita a vederne soltato cinque. Tra i vari finali ce ne sono alcuni davvero belli ma uno è parecchio trash (non dirò quale perché voglio evitare spoiler). Non me ne intendo di cinematografia quindi risparmierò critiche riguardanti fotografia o regia ma devo dire, nella mia ignoranza, che nonostante la qualità ottima del video si ha lo stesso quella sensazione di qualità “scadente” anni 80 che è un effetto che adoro.

Ho però una critica: capisco che per l’epoca fosse un’idea futuristica (quella del gioco) ma con i temi affrontanti solitamente da Black Mirror. Vi spiego: Black Mirror è una serie tv distopica che mostra, soprattutto, come determinate invenzioni tecnologiche o riguardanti i social potrebbero portarci a un futuro disastroso o inumano. Questo film, per quanto possa essere una novità, non mostra elementi distopici né con invenzioni e tecnologie stratosferiche ma si concentra soprattutto sulla psicologia del personaggio. L’invenzione/tecnologia stratosferica è rappresentata dal film stesso. Se fosse stato un film a sé e non appartenente a Black Mirror, beh, tanto di cappello ma, aggiunto così, mi sembra leggermente una mossa fatta a casaccio.

Vorrei sentire adesso la vostra. Avete visto questo film? Cosa pensate della questione “interattività”?

Di seguito scriverò le mie scelte fatte durante la visione. Avviso così se non volete spoiler, basta  non proseguire.

Scelta n1Sugar Pops
Scelta n2Thompson Twins
Scelta n3Accetta

Ricomincia da capo saltando le prime due scelte mi riporta alla terza scelta, per vedere un futuro/finale diverso questa volta seleziono:

Scelta n3Rifiuta
Scelta n4No
Scelta n5 (ripropone)Si
Scelta n6 (scelta unica)No
Scelta n7Phaedra
Scelta n8Urla contro Papà
Scelta n9Segui Colin
Scelta n10Si
Scelta n11Colin
Scelta n12Tira un lobo
Scelta n13Buttale nel water
Scelta n14Dai degli schiaffi sulla scrivania
Scelta n15Prendi il libro
Scelta n16Pax
Scelta n17Rovescia il tè sul computer
Scelta n18Simbolo
Scelta n19Rinuncia

Mi mette davanti a due scene: Quella in cui ho selezionato “Prendi il libro” e quella in cui ho selezionato “Rinuncia”, ho scelto la seconda e davanti alla scelta ho selezionato:

Scelta n19Uccidi papà
Scelta n20Fare a pezzi il corpo
Scelta n21Rovescia il tè sul computer

A questo punto il film è finito e si può scegliere se tornare indietro in un determinato punto oppure guardare i titoli di coda, io ho proseguito finchè sono riuscita e ho visto 5 finali diversi. Il mio articolo finisce qui, avrei anche altre opinioni a riguardo alcune cose successe prima delle scelte ma oltre le scelte vorrei evitare spoiler. Se vi va di parlarne commentate o scrivetemi in privato su Instagram. Se ancora non avete visto questo film interattivo: Buona Visione!