Gli eroi sono morti? Ep 3 What If… ?

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Ciao gente! Eccoci ritrovati durante il nostro sacro Marveldì, dopo una settimana ad aspettare con un hype pazzesco il terzo episodio di What If… ? Finalmente possiamo parlarne insieme, quindi non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito!

Iniziamo però con una premessa, questo episodio, nonostante l’idea di base molto bella, l’ho trovato molto fiacco rispetto al precedente. Sarà la formula family friendly di Disney per cui una storia del genere non può funzionare vista l’assenza totale di sangue, e l’ultimo episodio bomba, già dalla fatidica domanda mi si era messo addosso uno strano mood:

E se… Gli eroi della Terra fossero morti?

In questo episodio vediamo l’inizio dei film Marvel più famosi completamente stravolto a causa della morte dei principali eroi. Assisteremo, infatti, alla morte di Ironman, Thor, Hawkeye, Hulk e Black Widow.

La trama è molto lineare perché le varie storie/morti sono state divise nell’arco di tempo di una settimana. Ipoteticamente e praticamente si tratta della settimana in cui parte il progetto Avengers. Ho trovato molto snervante l’assenza di sangue in alcuni casi, non dico che dovrebbe essere uno splatter, ma almeno una goccia di sangue dal naso poteva esserci. Inoltre assisteremo alla prima comparsa di un personaggio che tutti amiamo, ovvero Loki. Sì, di Loki nonostante le varianti, non ci stanchiamo mai di vederne, anche se ha una parte un po’ troppo breve a mio parere (dateci più Loki, maledetti!). Anche il finale, in piccola parte, sorprende, e non dico altro per non cadere nello spoiler

L’animazione, come sempre, è perfetta per la serie, e visto che al terzo episodio gli standard sono ancora molto alti, posso dirlo con certezza: questa volta la Marvel ci ha azzeccato in pieno, regalandoci una delle serie animate migliori degli ultimi tempi. L’impatto visivo non ha nulla da invidiare alla sua versione fumettistica, anzi, in alcuni casi è addirittura meglio essendo animato, quindi Complimenti Marvel! GG!

Ma ora passiamo subito alla conclusione. Questo episodio mi ha fatto storcere un po’ il naso. Nonostante l’ottima idea, è a mio parere un occasione mancata, quindi il mio voto è 4 su 5. Speriamo che l’attesissimo episodio dove ci saranno “eroi” zombie ecc… sia fatto meglio.

Con questo è tutto, fatemi sapere nei commenti se questo episodio a voi è piaciuto così da parlarne insieme, alla prossima, gente!

Il meraviglioso tributo della Marvel a Chadwick Boseman – What If… ? EP.2

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Ciao gente! Bentornati al nostro appuntamento settimanale dedicato a What If…?, che dire ho aspetto con ansia che arrivasse mercoledì per guardare l’episodio dedicato a T’Challa, ed è stato una piccola bomba! Come già accennato nell’articolo precedente, fortunatamente, anche la narrazione è cambiata e non è “un riassuntone dei film” come dicevano in molti riguardo l’episodio di Capitan Carter, ma ora non perdiamoci in chiacchiere e vediamo nel dettaglio cosa ne penso di questo secondo episodio!

La intro è sempre la solita, l’osservatore che parla “blah blah” e fa la fatidica domanda:

E se… T’Challa fosse stato rapito al posto di Peter Quill?

L’episodio inzia e si nota già dai ritmi differenti dal primo che la storia ha tutto un altro mood. Vediamo un piccolo T’Challa che parla con il padre ed gli racconta che a lui piacerebbe esplorare il mondo, ma dopo un breve ma intenso monologo del padre T’Challa sembra capire (non sto qui a spiegarvi nel dettaglio cosa succede perché è una di quelle puntate che va vista fino in fondo). Appena rapito da Yondu inizia l’avventura, infatti vedremo una delle parti iniziali più iconiche di guardiani della galassia completamente stravolta. Il nome è sempre quello Starlord, ma la concezione che ha la gente di lui sarà totalmente differente, segno che il cuore e gli ideali di un eroe influenzano il suo cammino.

La versione di Starlord fatta da T’Challa è una delle versioni migliori, complice il meraviglioso tributo dei Marvel Studios verso Chadwick Boseman, che purtroppo, come saprete, è scomparso prematuramente a causa del cancro. Ogni secondo di quest’episodio trasmette la sua purezza e il suo cuore d’oro, perché Chadwick Boseman era un eroe, e un vero combattente anche al di fuori del set. È stato emozionate sentire la sua voce per un ultima volta, e i ringraziamenti a fine episodio vi faranno scendere una lacrimuccia di affetto verso questo grande attore. La sua interpretazione, seppur animata, ci fa capire che un animo puro può cambiare il corso degli eventi e le persone che ci accompagnano.

Tornando alla storia ci sono molti colpi di scenari ed easter egg, cosa che ho apprezzato tantissimo, soprattutto uno dedicato ad un certo “papero” e quella dedicata agli avengers che solo i più scaltri coglieranno. La trama, seppur lineare, nasconde un piccolo cliffhanger. Musiche carucce, ma ovviamente non ai livelli dei guardiani di James Gunn. La resa grafica delle animazioni continua a piacermi sempre di più, vi dico solo che guardo anche tutti i titoli di coda solo per vedere frame che meritano di essere visti.

Ora siamo arrivati realmente alla fine, non mi dilungherò molto su questo episodio perché dovete assolutamente guardarlo! Ora inizierò a dare i voti ad ogni episodio e questo è un 5/5 senza dubbio! Alla prossima, gente!

What if..? Un fumetto animato! Pareri primo episodio!

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Ciao gente! Finalmente ho visto il primo episodio di What If…? La prima serie animata su Disney+ dei Marvel Studios.

Dopo il finale di Loki avevo riposto molte aspettative in questa serie, soprattutto perché oggettivamente sulla carta aveva un sacco di potenziale. Lo stile grafico delle animazioni mi aveva colpito molto, e fin dal primo trailer dentro di me c’era una vocina che gridava Sì cazzo, finalmente qualcosa di figo!

Trama e animazione:

Appena iniziato l’episodio sentiamo la voce dell’osservatore, ma anche se non ci viene spiegato chi è, in molti crediamo che sia Uatu. Per chi non lo sapesse gli osservatori sono una razza divenuta virtualmente immortale, e decisero, dopo aver assistito alla distruzione di un pianeta alieno che si era evoluto grazie alla tecnologia avanzata che avevano condiviso con questi esseri, di osservare mentalmente e registrare tutti gli eventi del multiverso, senza però più intervenire. Anche se nel caso di Uatu la situazione è ben diversa, infatti nei fumetti molto spesso avverte gli eroi terrestri di eventuali situazioni di pericolo.

Finito il pippone introduttivo sulla voce narrante che da inizio all’episodio, ripetiamo la fatidica domanda: e se.. Peggy Carter avesse preso il siero del super soldato al posto di Steve Rogers?

Con questa domanda inizia effettivamente l’episodio, dando inizio ad una serie di eventi alternativi che non sono mai successi nell’MCU dove vediamo Peggy diventare Capitan Carter (anche se sul suo scudo c’è la bandiera dell’Inghilterra quindi non capisco da dove caspita abbiano preso il nome, forse era più adatto Capitan Britain però, vabbè, oramai è andata). Dopo questa enorme parantesi la storia prosegue spedita quasi come se fosse un rissaunto, ma secondo il mio personale parere sembra più un fumetto animato, complice l’incredibile comparto artistico che ricorda tantissimo gli albi classici della Marvel. Con una resa grafica, a mio parere, da urlo, pur non esente da difetti, i ritmi e le azioni sono enfatizzati al massimo, regalando delle animazioni seppur sperimentali, ben fatte. Detto semplicemente: se siete lettori non sto qui a spoilerare troppo, ma anche l’evoluzione del nostro caro Steve è molto coerente grazie all’aiuto di Stark che vi sorprenderà! Il villain è rappresentato da teschio rosso e il suo “campione”, che nonostante la trama sia semplicemente la rivisitazione del primo Capitan America, hanno saputo trovare degli ottimi spunti per differenziarla quanto basta.

Audio, musiche e doppiaggio (soprattutto quello italiano fedele al 100%) rendono tutto più piacevole, ma soprattutto sentire le voci che ci hanno accompagnato in questi anni è sempre un piacere.

Che dire gente, questo primo episodio è stato un piacevole inizio, hanno scelto la storia di Peggy come prima proprio perché puntavano a far capire al grande pubblico il multiverso. Nonostante non sia il top delle storie, ho apprezzato molto la critica sessista presente all’interno dell’episodio, e lo stile d’animazione ha mantenuto le aspettative alte quindi promossa a pieni voti, non ci resta che aspettare i prossimi episodi per valutarla tutta. Con questo vi invito a dirmi la vostra nei commenti su cosa ne pensate, e se vi è piaciuto questo primo episodio. E niente, alla prossima, gente!

Com’è realmente The Suicide Squad – Missione Suicida? | Recensione

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Ciao gente! Ieri sera sono andato a vedere The Suicide Squad – Missione Suicida di James Gunn, ma come è realmente? Aspettavo da molto questo film, avevo delle aspettative altissime e posso dirvi fin da subito che le ha addirittura superate. Ovviamente questa recensione sarà divisa in due parti: una spoiler free, ed una spoiler, ma tranquilli vi avvertirò io quando inizierà. Ora bando alle ciance, e parliamone, che non sto nella pelle.

Solitamente non apprezzo particolarmente i prodotti cinematografici della DC, ma adoro Gunn e sapevo/speravo dentro di me che avrebbe espresso tutto il suo potenziale. C’è una differenza abissale con il primo Suicide Squad e lo si nota fin da subito, perché, parliamoci chiaro, nonostante l’idea avesse del potenziale, faceva proprio cagare. Gli unici prodotti degni di nota in casa DC, prima di questa pellicola ovviamente, erano la saga del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e l’ultimo Joker diretto da Todd Phillips, con la magnifica interpretazione di Joaquin Phoenix. Ma Gunn in questo caso ha dettato nuovi standard di qualità. Essendo che la Warner Bros gli ha dato carta bianca, lui ha usato tutto il suo genio esprimendo a pieno la sua creatività come regista.

Appena è iniziato il film si respirava già un aria diversa dalle altre produzioni. Anche se è il secondo capitolo della saga il regista fa vedere un collegamento con il vecchio film, e nonostante ciò anche una persona che non ha visto il primo Suicide Squad, può vedere questo liberamente e goderne a pieno. Le musiche, come al solito, sono pazzesche e la genialità di Gunn la si può intravedere ogni secondo: dai ritmi ben studiati, ad un umorismo cinico che deride la morte, e diciamolo, CHE MORTE! Un mix perfetto tra splatter e non troppo violento che ti fa spaccare in due dalle risate, per non parlare di come Gunn usa i cliffhanger e dirige la regia, genialità pura.

Ovviamente non è perfetto come film, ci sono alcune cose che non vanno, ma alla fine dei conti non intaccano l’opera e non disturbano per niente.

Ma partiamo ora con la trama e la caratterizzazione dei personaggi:

La trama in sé e per sé è molto semplice, riprende in parte la formula del film precedente, ma con delle gigantissime migliorie. Come al solito conosciamo un gruppo di super criminali con abilità diverse, e che apparentemente non c’entrano nulla l’un l’altro, costretti ad affrontare una missione suicida per il Governo americano in cambio di uno sconto sulla pena. I nostri, diciamo, eroi devono intrufolarsi in un Paese chiamato Corto Maltese per sconfiggere la nuova dittatura in possesso di una arma potenzialmente mortale per l’intero mondo.

È proprio da questo semplice pretesto che conosciamo per bene tutti i personaggi, anche perché il regista ti fa capire la sua profonda conoscenza del mondo DC dalle scelte che ha fatto e dalla caratterizzazione di ognuno di loro. Ci sono personaggi che sicuramente vi resteranno nel cuore, come Polka-Dot Man e Sebastian, ma non solo, anche King Shark si farà amare, per non parlare di Bloodsport e Ratcatcher 2. John Cena nel ruolo di Peacemaker vi sorprenderà, e in fine non dimentichiamoci di Harley Queen, che finalmente esprime tutto il suo potenziale grazie al genio di Gunn.

La regia e la fotografia sono meravigliose, ci sono scene che reputo quasi poetiche e da film d’autore, anche le cosidette scene d’azione e di combattimento sono ben fatte, c’è ne una in particolare che ho amato e che vi dirò nella parte spoiler (tra poco). Insomma, questo film mi ha sorpreso un po’ come fu per Spiderman Into The Spiderverse, percependo quella sensazione di vedere un fumetto animato.

Tirando le somme quest’opera è assolutamente da guardare al cinema, essendo la massima espressione di un genio che difficilmente si riuscirà replicare, o fare di meglio nel campo dei film dedicati ai fumetti. Non vi nasconderò che nonostante io adori il lavoro di James Gunn su Guardiani della Galassia, e nonostante siano due opere completamente diverse io preferisco The Suicide Squad, perché senza limitazioni da parte di Disney, Gunn ha espresso il suo pieno potenziale in una produzione con un budget degno di nota. Il mio voto è 5 su 5.

Spero che questa recensione ti sia piaciuta fammi sapere se guarderai o hai già guardato il film nei commenti. (Sì, sto per passare alla parte spoiler)

Ora, però, passiamo alla parte Spoiler (eccomi), quindi se non hai visto il film ti consiglio di tornare dopo la sua visione. Se invece hai già visto il film, o non ti interessa di farti spoiler, prosegui pure con la lettura. Partiamo subito!

Appena iniziato il film, ho notato subito Michael Rooker nel ruolo di Savant, tant’è che mi sono subito girato verso Cate per chiederle se l’avesse riconosciuto. Per chi non sapesse chi è Michael Rooker: è l’attore che interpreta Yondu in Guardiani della Galassia. La scena iniziale, in cui lo vediamo uccidere un povero uccellino con le sue abilità, credo già basti a dettare il mood della pellicola. Quando poi il karma fa il suo corso, e dopo la sua morte da codardo di fronte a una missione suicida, lo stesso uccelino (o meglio, stessa razza) va a mangiare i residui del suo corpo spappolato, non potevo che esclamare Sì, CAZZO! Però non nego che amo questo attore, e un po’ mi è dispiaciuto. Anche le morti degli altri componenti della squadra sono fatte bene, ma soprattutto ideali e coerenti con i personaggi scelti. Mi sono meravigliato vedendo la “prima squadra”, perché ho pensato diamine, solo uno come Gunn riuscirebbe a mettere un personaggio inutile come Weasel, e farlo diventare iconico in soli 20 min per poi farlo affogare subito, e non vi nego che il mio umorismo cinico si è praticamente spezzato in due dalle risate. Quando poi è morto Boomerang non vi nascondo che ho quasi esultato, odiavo quel personaggio. Durante tutte queste morti, apparentemente senza senso, ho adorato anche la scena in cui Harley Queen parla con un morente Javelin, e lui lascia il discorso a metà, morendo appunto, e lei all’inizio sembra che voglia accarezzarlo, ma in realtà lo prende a schiaffi, mostrando tutti la sua pazzia in un paio di minuti!

Il rapporto fra i personaggi principali è meraviglioso, ho adorato il rapporto tra Bloodsport e Ratcatcher 2; e parlando di Cleo, la scena in cui rivede i ricordi del padre nei vetri del minivan è meravigliosamente poetica, oltre ad avere anche un messaggio molto bello dietro. Ma soprattutto, vogliamo parlare del topolino Sebastian? Ma che tenero è? Cioè dopo il film sarei andato volentieri in una fogna ad adottarne uno.

King Shark e Polka-Dot Man, per gli amici pallino, sono i due personaggi principali che ho amato di più. La stupidità mista a crudeltà, ma anche tenerezza di King è un qualcosa che solo Gunn poteva realizzare. L’esperienza maturata con Guardiani della Galassia ha portato la caratterizzazione dei personaggi a un livello successivo. Cioè, concentriamoci soltanto su pallino, è il personaggio più carismatico del film. e il fatto che lui odia così tanto la madre da rivederla in tutti, è un qualcosa di inspiegabile e devastante a livello umoristico.

Per non parlare di Peacemaker. Solitamente ogni membro della squadra ha una storia unica, ma nel caso di Peacemaker, la storia è uguale a quella Bloodsport, perciò tra di loro nasce una strana competizione a chi uccide in maniera più efficace, e la scena in cui vanno a salvare Rick Flag nell’accampamento dei ribelli – uccidendo tutti senza sapere che fossero dalla loro parte si – crea un siparietto comico straordinario, i due quasi si trasformano in bambini che hanno fatto una marachella, quando in realtà hanno sterminato tutti con una spietatezza assurda. È stata a dir poco magnifica come cosa, tra l’altro i rumor sulla scena di nudo integrale maschile erano veri, era proprio una delle guardie ad essere nuda e con il pisello in bella vista! Inutile negarvi che ho riso, riso e ri-riso per tutta la durata del film. Ho trovato la comicità pazzesca, e adoro come Gunn uccida tutti senza porsi il benché minimo scrupolo, anche con morti ridicole.

Grazie ai cliffhanger Gunn ti fa credere a una cosa e dopo ti distrugge tutto, un po’ come nella scena dell’accampamento di cui vi ho appena partlato. Vogliamo parlare di come ha diviso il film in capitoli, proprio come in un fumetto? Queste scritte che si creano grazie alle ambientazioni circostanti sono bellissime, ha migliorato uno stile ben noto che forse avete già visto nelle intro di Umbrella Academy ed altre produzioni degne di nota. Le scene poi, in alcuni casi, hanno dei colori pazzeschi, e non posso non dirvi che ho adorato la scena dove si evince tutta la pazzia di Harley Queen e al posto del sangue vediamo fiori. Un’altra scena che ho adorato è del combattimento tra Flag e Peacemaker, dove quest’ultimo si rivela un traditore bastardo e i due se le suonano di santa ragione nel riflesso del casco di Peacemaker, che Bloodsport chiama graziosamente tavoletta del cesso.

Ci sono poi state scene che ho adorato soprattutto per la parte comica, tipo quando Gaius Grieves viene minacciato da Ratcatcher 2 si essere – praticamente e letteralmente – infilato dieci ratti su per il culo, e lui risponde più o meno una cosa del genere: Vuoi che ti rispondo sinceramente? Perché potrei sorprenderti. Lì sono proprio morto perché Gaius fin da subito ci viene presentato come è un personaggio un po’ lussurioso, ma non mi aspettavo una battuta del genere, ancora ora rido ripensandoci. Anche se è una scena triste, anche la morte di pallino è bellissima e super divertente: nello scontro contro Starro, Bloodsport lo incita a combattere esclamando “non la vedi? Quella è tua madre, e lui alza gli occhi e ci mostra la madre un versione Godzilla della madre, lì ho perso un polmone, sembrava quasi fosse una parodia dei film dedicati ai supereroi, magnifica, anche se quando è morto, dicendo sono un supereroe mi è uscita una lacrimuccia.

Vogliamo parlare di quelle cazzo di medusine piranha che sembrano così kawaii, ma alla fine sono delle stronze pazzesche? Bellissimo anche perché proprio in quella scena King Shark sembra un bambinone, proprio come Groot!

Prima dello scontro contro Starro, quello tra BloodSport e Peacemaker pure è stato bellissimo anche se breve. I due si sparano a vicenda, e Bloodsport lo uccide usando una delle sue teorie, ovvero proiettili più piccoli, in sala abbiamo gridato tutti Boooom Bitch!

Passiamo, e finiamo con Starro, il cattivo che non è un reale cattivo, a mio avviso, ma una povera vittima. Quando uccide Gaius dopo essere stato torturato per anni, già facevo il tifo per lui, ma quando muore grazie all’aiuto dei ratti di Ratcatcher 2, e dice io volevo solo guardare le stelle, mi sono sentito tristissimo.

Che dire, gente, avrei ancora tanto altro da dire, scusate se ho tralasciato qualcosa, ma potrei parlare veramente per ore di questo film. James Gunn ha superato tutte le aspettative che avevo riposto in lui con un film che esprime la sua genialità e il suo cinismo ai massimi livelli. È da considerarsi un piccolo capolavoro, seppur imperfetto, ma gliela lasciamo passare questa. Se tutti i film DC – ovviamente adatti – fossero diretti da lui, e io fossi in casa Disney/Marvel, avrei un po’ di paura. Il voto che si merita è 5/5 perché ha saputo sorprendermi, intrattenermi e farmi ridere come poche produzioni!

P.s la scena post credit che introduce la serie di Peacemaker è benaccetta, ma ora lo considero una merda, quindi vediamo se mi farà cambiare idea! Con questo è realmente tutto, alla prossima, gente!

5 cose da sapere prima di guardare What if…?

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Ciao gente! Oggi voglio parlarvi della serie Marvel più attesa del momento, ovvero What if…? sceneggiata da Bradley, e diretta da Bryan Andrews. Dopo l’incredibile finale di Loki, che ha dato ufficialmente inizio al multiverso, si sono aperte infinite possibilità per l’MCU. I Marvel Studios hanno deciso di darci un assaggio di esse con una serie di episodi ispirati all’omonima controparte fumettistica, dove vedremo alcune delle storie che abbiamo imparato, negli anni, ad amare completamente stravolte. Dal trailer, infatti, possiamo vedere delle varianti dei nostri eroi preferiti che vestono i panni di altri eroi, cambiando e stravolgendo completamente tutto. Ovviamente è tutto ancora da vedere, ma incrociamo le dita e speriamo che mantenga le aspettative. La serie uscirà L’11 Agosto, e qual è il miglior modo di aspettarla se non scoprendo 5 cosa da sapere prima di guardare questa serie?

Trama

Dopo gli eventi di Loki, il multiverso cade nella follia, vedremo le prime conseguenze di questo evento in What if…? La nuova serie animata Marvel di Disney Plus che prende ispirazione dai comics omonimi: in ogni episodio esplorerà un momento cruciale per il Marvel Cinematic Universe per stravolgerlo completamente, esplorando così linee narrative alternative.

E ora iniziamo subito con le 5 cose da sapere prima di guardare What If… ?

1. I personaggi saranno quasi tutti doppiati dagli stessi attori/doppiatori della contro parte del’MCU, pensate a quanto sarà bello risentire la voce del amatissimo Tony Stark!

2. Secondo lo scrittore capo della serie, AC Bradley, What If …? nonostante sia una serie animata, sarà da considerarsi canonica, infatti IGN America ha rilasciato le sue testuali parole dopo una lunga chiacchierata.

Gli eventi di What If…? sono canonici. Fa parte del multiverso dell’MCU. Il multiverso è qui. È reale ed è assolutamente fantastico, gente.

3. Nel corso di un intervista per Comickbook.com il produttore esecutivo della serie ha rivelato che la voce originale di T’Challa sarà presente in 4 episodi, dove lo vedremo in varianti diverse dall’originale. Nel trailer lo abbiamo, infatti, potuto vedere nei panni dell’amatissimo Starlord di Guardiani della Galassia! Ecco le parole esatte di Brad Winderbaum:

T’Challa Interpreta diverse versioni del personaggio. Non direi che qualcosa sia cambiato drasticamente. Volevamo onorare, francamente, la sua interpretazione e il suo desiderio di far parte del progetto. In retrospettiva, ha registrato questi episodi per noi. Volevamo onorare quello che ha fatto, quindi in realtà non l’abbiamo cambiato molto. Ci sono state alcune cose, nel contesto della sua scomparsa, specialmente musicalmente… Lauren Karpman ha consegnato quello che penso sia un incredibile punteggio per l’intera serie e il modo in cui si è avvicinata a T’Challa, soprattutto alla luce della sua scomparsa, è davvero bello.

4. La serie sarà composta da dieci episodi e, essendo che nella controparte fumettistica ci sono più di dieci storie, è già stata confermata una seconda stagione da Kevin Feige, ecco le sue testuali parole:

Sono molto felice che stiamo realizzando questa serie per Disney+. Avremo 10 episodi per la stagione 1, e stiamo già lavorando ai prossimi dieci per la stagione 2.

5. Ed ultima informazione, anche se non per importanza. La serie sarà piena di cameo e citazioni. Il creatore della serie ha, infatti, promesso ai fan che ci saranno più di alcuni sorprendenti cameo dell’MCU nella serie. Ad esempio, Frank Grillo tornerà nei panni di Crossbones!


Con questo finiscono le 5 cose da sapere prima di guardare What if…? Voi cosa ne pensate? Anche voi avete ufficialmente iniziato il countdown per la data di uscita? Io francamente sono in hype per questa serie, e non vedo l’ora di oneshottarla! Con questo è tutto, mi raccomando fatemi sapere la vostra nei commenti che cercherò di rispondere a tutti. Alla prossima, gente!

Jungle Cruise è il degno erede di pirati dei Caraibi?

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Ciao lettori! Oggi parleremo dell’ultimo film di casa Disney: Jungle Cruise, il nuovo franchise che cerca di accalappiarsi i fan delle produzioni cinematografiche più amate di sempre, ovvero Pirati dei Caraibi, e perché no, anche il buon vecchio e caro Indiana Jones. Secondo voi ci riuscirà? Scopriamolo insieme in questa recensione no spoiler!

Prima di partire voglio fare una piccola premessa: in generale non amo molto i film con Dwayne Johnson, dove esplosioni e scene d’azione sono così esagerate da cadere quasi nel cringe. Ora che vi ho rivelato il mio, diciamo, odio per il buon The Rock, posso dirvi cosa ne penso di questo film.

Già dai primi trailer e informazioni non mi è sembrata, sinceramente, una pellicola che puntasse al top della narrazione. Anzi, era quasi evidente che cercasse di fare la stessa manovra di marketing fatta con Pirati dei Caraibi, dove si cerca di contestualizzare un attrazione di Disneyland con un prodotto cinematografico; ahimè in questo caso la vedo un po’ dura, perché colonna sonora e musiche non mi sono sembrate granché, e trovo realmente difficile che l’attrazione in sé e per sé riesca nel suo intento. Senza ombra di dubbio il buon Jack Sparrow ha una colonna sonora pazzesca, mentre in Jungle Cruise c’è da dire che anche in una delle scene “importanti” era quasi come ascoltare un flauto stonato mentre il Titanic affonda, non so spiegarvi, era un po’ come se non ci azzeccasse veramente nulla con la scena, e non vi nascondo che per me, grande amante delle colonne sonore, è stato un pugno nello stomaco.

Ma ora passiamo alla ciccia vera e propria: la trama e la narrazione. La storia inizia molto semplicemente introducendo i vari personaggi, e rivelando la leggenda che si cela dietro questo viaggio. Un degno inizio per un buon film direte voi, in realtà è un po’ un meh. Ho trovato la comicità iniziale un po’ spicciola e infantile (ovviamente, essendo un film per famiglie) anche se devo ammettere che ogni tanto mi ha strappato delle risate sincere. I ritmi all’inizio erano abbastanza buoni, ma dopo un po’ la formula “azione, distruzione, pericolo, BOOM” ha iniziato ad annoiarmi, non facendo scattare in me quella sete di sapere che solitamente mi spinge a guardare tutto il film (cosa che comunque ho fatto).

Un’altra cosa che non mi è andata giù è anche la pessima recitazione Dwayne Johnson, fortunatamente Emily Blunt e Jack Whitehall sono stati molto bravi, e anzi, è stata la loro interpretazione a convincermi a finire il film.

Adesso direte voi: ma ti decidi a parlarci del villain? C’è un villain in questa storia? C’è ma è come se non ci fosse. Sembra il grande ninja bianco in versione nazi, molto deludente. Per fortuna la scena viene completamente rubata dalla maledizione della giungla, che pur essendo un qualcosa che sapeva di già visto, è stata molto bella e convincente, peccato solo che non hanno approfondito e sfruttato maggiormente questa idea.

Ci sono, poi, molti buchi di trama, ma non ne parlerò adesso per non fare spoiler, sappiate solo che se qualcosa non vi torna è normale. Purtroppo avrei preferito che avessero ricalcato un po’ di più il percorso fatto dai Pirati dei Caraibi, con una trama migliore, e soprattutto, una colonna sonora degna di nota. In questo caso se mettiamo a confronto i due film, purtroppo Jungle Cruise non può essere il degno erede di una delle saghe cinematografiche Disney più importanti di sempre, il mio voto per questo film è 2,5 su 5.

E voi cosa ne pensate? Avete già visto Jungle Cruise? Fatemi sapere la vostra qui nei commenti!

Ora non mi resta che salutarvi, alla prossima!

Onward: Oltre la magia – Recensione

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Ciao a tutti! Oggi vi parlerò di una delle mie ultime visioni: Onward – oltre la magia. Aspettavo con ansia questo nuovo film targato Pixar, e purtroppo a causa del COVID-19, ho dovuto aspettare la pubblicazione su Disney plus per vederlo.

Trama

Onward – Oltre la Magia, il film d’animazione diretto da Dan Scanlon, è ambientato in un immaginario mondo fantastico, e racconta la storia di due fratelli elfi adolescenti, Ian e Barley Lightfoot. I due abitano un universo in cui i draghi sono animali domestici, gli unicorni vivono liberi, disturbando i quartieri, e in giro è normale vedere troll, gnomi e altre creature dell’immaginario fantasy. Affascinati dalla magia, una volta compiuti entrambi sedici anni ricevono dalla madre un dono molto particolare, che il padre morto aveva riservato per loro: un bastone magico. In allegato c’è anche un messaggio scritto da papà elfo, che li incarica di compiere una preziosa missione: i ragazzi dovranno trovare l’incantesimo che riporterà in vita per un giorno il loro genitore. Ian riesce ad attivare il potere del bastone e a riportare indietro il padre…o almeno una parte di lui, quella inferiore. Nonostante non sappiano nulla di arti occulte, Ian e Barley – e il loro papà a metà – si imbarcano in una straordinaria avventura; infatti, hanno 24 ore di tempo per trovare il modo di vedere il padre “per intero” e scoprire se esista ancora un po’ di magia nel mondo. Riusciranno a trovare quel briciolo di magia che riporterà il loro papà in vita?

È proprio vero che l’attesa aumenta il desiderio, perché il giorno stesso del uscita sulla piattaforma di streaming, ho praticamente divorato Onward e devo dire che mi ha stupito, divertito, ma soprattutto emozionato con un ritmo perfetto. Scusate l’entusiasmo da fanboy Pixar, ma non posso trattenerlo con un film del genere. La storia in parte è un riadattamento, in chiave magica, della vita del regista e sceneggiatore Dan Scanlon; infatti quest’opera è stata dedicata a suo fratello che gli ha fatto da figura paterna durante la sua vita e carriera. Essendo quindi che le vicende raccontate sono basate su esperienze e sentimenti veri, posso confermare che lo si percepisce in ogni secondo di questo magnifico lungometraggio.

Non vi nascondo che ci sono state molte lacrime virili… scherzo piagnucolavo come un bimbo! Fortunatamente il mio povero cuore però è stato graziato, perché la trama non è fatta solo di momenti strappa lacrime, anzi, è stracolma di momenti esilaranti e che strappano grosse risate, in particolare adoro con tutto me stesso la scena del furgone, chi ha visto il film capirà (non vado troppo nei dettagli per evitare spoiler).

Il mondo incantato in cui è ambientato stuzzicherà la vostra curiosità e vi terrà attaccati allo schermo, ciò rende la trama molto fluida e piacevole. Sentirete proprio il piacere della scoperta, e man mano che andrete avanti vi sembrerà di viaggiare con loro.

L’aspetto grafico non è sempre importante, ma in questo caso è veramente fatto bene. I personaggi principali sono caratterizzati alla perfezione in base al loro carattere, ma anche i personaggi secondari sono curati nei minimi dettagli, non potevo aspettarmi altro dalla Pixar. Ho adorato i colori di questo film, e alcune scelte registiche mi hanno realmente sorpreso.

Consiglio vivamente la visione di questo film a tutti, vi emozionerà molto e vi regalerà tanti insegnamenti. A volte non ci rendiamo conto di ciò che abbiamo in questi casi basta scavare dentro di noi e troveremo le risposte.

Bonus: Prima di dirvi il mio ovvio e palese voto per questo film volevo consigliarvi una mini serie sempre su Disney plus intitolata Pixar-dietro le quinte, in particolare vi consiglio l’ultimo episodio che approfondisce la storia di Dan Scanlon e vi svelerà l’intero processo creativo dietro questo magnifico film.

Il mio voto magico per questo film è di 5 pietre della fenice.