Review Party: I Sette Mariti di Evelyn Hugo, Taylor Jenkins Reid

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Ciao lettori, come state? Oggi sono qui con una nuova recensione totalmente inaspettata. Questo romanzo mi ha incuriosita fin dal primo momento in cui ho sentito parlarne, nonostante ciò non avevo proprio idea di cosa stessi andando in contro nel momento in cui ne ho iniziato la lettura. Prima di iniziare a parlarvene voglio ringraziare, come sempre, Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex “divina” di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l’ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L’incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l’occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell’attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent’anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l’attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 07 Settembre 2021

Pagine: 420

Prezzo: 20,00€

La storia è veramente super interessante e avvincente, ma soprattutto contiene molta più ciccia di quanto ci si aspetterebbe. Non so se è lo stile utilizzato dall’autrice, la forza accattivante di questa trama, o il mio amore per il gossip (o, per essere più onesta, inciuci), ma ammetto che per me è stato super difficile staccarmi dalle pagine durante la lettura. Nonostante siano parecchi i libri che mi appassionano e che amo, non per tutti riesco a dire che è “facile leggerli”, che scorrono l’acqua, anzi ad essere onesta quasi per nessuno visto che solitamente leggo mattonazzi fantasy, I Sette Mariti di Evelyn Hugo, invece, è stato un romanzo che si è letto praticamente da solo.

Le descrizioni sono state molto essenziale, ma per il tipo di storia doveva essere per forza così. Parliamoci chiaro, stiamo parlando della vita di Evelyn Hugo, a nessuno interessa in che modo la tenda si posava sul pavimento, un eccesso di descrizioni avrebbe reso la trama pesante e ridondante, ma soprattutto avrebbe sviato il succo del discorso. La narrazione segue due punti di vista: quello di Evelyn che si racconta, e quello di Monique che scende a patti con la sua vita, quello che non la soddisfa, ma soprattutto il grande mistero della storia di Evelyn Hugo.

L’ambientazione non è un fattore importante di questa storia, l’intervista si svolge a New York, mentre la vita di Evelyn si è svolta tra New York, Los Angeles e la Spagna. I luoghi, in ogni caso, non sono assolutamente importanti per gli avvenimenti che si susseguono. Tutto ciò sarebbe potuto succedere in una città come un’altra.

I personaggi sono il punto chiave di questa storia secondo me. Evelyn è una vera guerriera; ha sempre fatto ciò che necessario per realizzare i suoi sogni e desideri, e ha sempre anteposto la ragione a quello di cui magari aveva bisogno lei o chi le stava intorno. Non voglio soffermarmi a parlare dei diversi mariti che ha avuto, se fossero buoni o meno, ma sulle difficoltà che questi, in senso molto largo, rappresentano; anzi, non difficoltà, ho usato un termine sbagliato perché quello che voglio intendere realmente è che rappresentano ognuno dei temi super importanti che l’autrice ha voluto includere in questa storia (un po’ mi piace pensare a loro come ai sette peccati capitali). Attraverso i suoi mariti Evelyn ci parla di violenza domestica, tradimento (sia fisico che morale), dei diversi tipi di amore che ci possono essere, come quello dell’idea di quella persona – più che della persona stessa. Dei diritti delle donne e della comunità LGBT+, del diritto all’eutanasia, del cancro, dell’AIDS, delle coppie miste e tanto altro.

In fine, ritengo che nonostante parecchi, se non tutti i temi di questo romanzo siano stati già affrontati diverse volte e tutte in maniera diversa, un po’ tutti abbiano bisogno di leggere questo romanzo perché fa bene. Perché non ti parla come i libri di auto aiuto, ma allo stesso tempo ti aiuta a non avere sensi di colpa per le cose inutili e sbagliate, perché ti aiuta a capire che il mondo non ti deve niente e tu non devi niente al mondo e i sensi di colpa sono solo per chi non sa convivere con le proprie scelte e azioni. Assolutamente 5 stelline.

Review Party: L’Impero del Vampiro, Jay Kristoff

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Ciao lettori, come va? Oggi finalmente posso parlarvi del libro che più attendevo in questo 2021, e mi sento super folle ed esaltata a potervene parlare!

Trama

Dall’autore delle “Cronache di Nevernight”, una nuova serie. Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba. Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità. Gabriel de Leon, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte -, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine. Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità. Il Sacro Graal.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 14 Settembre 2021

Pagine: 720

Prezzo: 25,00€

La prima cosa che bisogna sapere su questo romanzo è che probabilmente, se lo leggerai, il tuo primo pensiero a fine lettura sarà: Jay Kristoff è un genio o è un pazzo scriteriato? Beh, io non so rispondervi a questa domanda, ma posso dirvi con certezza che in entrambi i casi io lo amo e lo venero. La storia è molto particolare e intricata, e nonostante i millemila dettagli non ci si perde e sembrano non esserci buchi di trama. Ci sono alcuni salti nel tempo, tra un ipotetico presente (che presente non è visto il tipo di narrazione) e un passato molto lontano, relativo alla giovinezza di Gabriel. Tuttavia non si crea confusione tra le due linee temporali perché prima di passare all’una o all’altra c’è sempre una sorta di recap, cosa che non è che ho apprezzato, di più, anche perché in qualunque linea temporale ci trovassimo la storia mi trascinava così a fondo da perdere la cognizione dell’altra linea temporale, e se non ci fosse stato questo stratagemma molto probabilmente avrei perso qualche pezzo.

Le descrizioni sono molto accurate, anche se devo ammettere mai pesanti, ma anzi super interessanti. La narrazione è molto particolare perché è un po’ come se fosse mista: da un lato in terza persona, il Santo d’Argento che racconta la sua storia a un Vampiro che fa le veci di uno storico; dall’altra Gabe che racconta la sua storia, e quindi noi viviamo tutte le vicende che ha vissuto lui come in una storia in prima persona.

L’ambientazione è un altro elemento che ho super adorato di questa storia. Un Paese basato una religione (vi fa venire in mente qualcosa?), vampiri, e un mondo che non è più lo stesso e ha permesso all’oscurità di prendere il sopravvento. Detto così non sembra, ma il romanzo ai miei occhi è stato un po’ come una gigantesca bestemmia con tutte le scenette e battute, e da grande amante del black humor non ho potuto fare altro che amarlo alla follia. La penna di Kristoff è riconoscibile ovunque, soprattutto grazie alle tante parole “inventate” di cui l’autore è solito servirsi.

I personaggi sono fantastici. Da lettrice pazza e accanita, ma soprattutto da grande amante di Jay Kristoff non potevo non confrontare ogni personaggio che mi capitava davanti con quelli di Nevernight, e nonostante alcuni elementi mi facessero pensare Mia questa sei tu? Ashlinn? Tric? Non posso che dire che il lavoro dell’autore per far sì che questi personaggi siano unici e paragonabili a nessuno è stato eccelso.

In fine, questo romanzo è una maledettissima perla e il lavoro che c’è dietro è innegabile, ma soprattutto folle. Già 700 pagine ci hanno dato ampi elementi per dare forza alla storia di Gabriel de Leon e a renderlo uno stronzo reale, io non oso immaginare cosa possa ancora accadere in altri 2 libri. Zio Jay, cosa diavolo ha partorito la tua mente? Il diavolo ha sussurrato al tuo orecchio? Per questo dici sempre che il diavolo ama i suoi simili? Altrimenti io non me lo spiego. Assolutamente 5 septistelle!

Regine delle Sirene, Alexandra Christo – Recensione

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Ciao lettori! Eccomi oggi con una nuova recensione scelta da voi! Per chi se lo fosse perso, avendo alcune recensioni arretrate ho chiesto nelle storie di Instagram quale fosse quella che volevate prima, e la vincitrice è stata proprio Regina delle Sirene! Volevo leggere questo romanzo praticamente da sempre, perciò quando hanno detto che lo avrebbero portato in Italia ho preso subito la palla al balzo e ne ho approfittato. Poi, si sa, io sono famosa per fare le letture fuori stagione e non potevo aspettare agosto per leggerlo, ma almeno la recensione ve la porto nel momento più opportuno!

Trama

La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con il cuore di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere uno della sua razza. Per punire sua figlia, la regina del mare trasforma Lira nell’unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al solstizio d’inverno per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un’umana per sempre. L’oceano è l’unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l’erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell’oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare Elian per annnientare il più grande nemico dell’umanità? Un fantasy romance e dark, la storia di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe che ha giurato di distruggerla. Per sempre.

Editore: Fanucci

Data di Pubblicazione: 27 Maggio 2021

Pagine: 300

Prezzo: 14,90€

La storia è praticamente un retelling della sirenetta, con un sacco di differenze e novità che ho apprezzato, insieme a tutti gli elementi che invece hanno richiamato la storia originale e che è stato super simpatico riconoscere e collegare. È un retelling spietato, se volessimo fare un confronto con un altro retelling, ad esempio Una Corte di Rose e Spine, io l’ho trovato molto più cruento. È un enemies-to-lovers che a mio parere non guasta dal momento che ho sviluppato una leggera ossessione per il genere.

Le descrizioni non sono eccessive, ma nemmeno superficiali. È super bello e facile immedesimarsi in questa realtà tanto particolare, ma soprattutto è facile immedesimarsi nei personaggi dal momento che la narrazione è in prima persona, e ci sono capitoli alternati dal punto di vista di Lira, e da quello di Elian.

L’ambientazione è semplice e particolare allo stesso tempo. Ci sono diversi Regni, ognuno con una propria peculiarità, ad esempio il regno di Elian è tutto d’oro e si dice che anche il sangue della famiglia reale sia dorato; oppure un altro in cui si dice che i reali resistano al freddo e a temperature che per una persona rappresenterebbero la morte senza difficoltà. E poi ci sono i mari e le sirene, non voglio spiegarvi la mitologia o la storia dietro alla divisione e all’odio tra umani e sirene perché ritengo sia spoiler e che vada scoperto durante la lettura. Ma posso dirvi comunque qualcosa, cioè che le sirene hanno gli occhi di colori diversi, uno dei quali è del colore del mare in cui sono nate, e il mare di Diavolos è un mare sconosciuto a tutti, nessuno sa come trovarlo, ed è lì che è nata Lira, ed è lì che vive la Regina delle Sirene.

I personaggi sono molto interessanti e particolari. Parecchi di essi vengono da regni lontani e corrotti, ed è stata data, anche se minima, una bella caratterizzazione anche ad alcuni personaggi secondari. Ho amato il personaggio di Elian, non ha proprio niente a che vedere con Eric, e anche se sono profondamente innamorata di quest’ultimo, diciamo che Elian è parecchie spanne sopra! Lira anche mi è piaciuta tantissimo, soprattutto la dicotomia tra umanità e crudeltà che divide il personaggio, e tutto ciò che ha vissuto come figlia della Regina delle Sirene.

In fine, ho adorato questo romanzo, ritengo sia ricco di qualità e innovazione. È alla portata di tutti, ma allo stesso tempo non è per tutti per il suo essere parecchio crudo. La storia d’amore anche mi è piaciuta molto, nonostante alcuni buchetti di trama. Sicuramente merita 4 stelline,

Il Circo della Notte, Erin Morgenstern – Recensione

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Ciao lettori! Voglio mettermi con la testa e con il pensiero e dedicarmi a un po’ di recensioni arretrate che ho (parliamo di letture risalenti anche a Maggio) perché mi dispiace troppo non essere riuscita a parlarne finora! Avete visto un po’ anche gli articoli di Oreste, insomma, vogliamo rendere il blog più attivo, e mi piacerebbe partire da qui!

Trama

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l’insegna in bianco e nero che dice: “Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all’aurora”. È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l’umana fantasia dispiega l’infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l’albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all’unico scopo di dimostrare una volta per tutte l’inferiorità dell’avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l’uno dall’altra: l’amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza.

Editore: Rizzoli (prima pubblicazione italiana)

Data di Pubblicazione: 11 Gennaio 2012

Pagine: 460

Prezzo: 20,00€

Prima di iniziare vorrei ricordare a tutti che ho conosciuto l’autrice tramite il Mare Senza Stelle, il suo secondo romanzo, che è stato a tutti gli effetti il mio romanzo preferito del 2021. Ho infatti voluto recuperare quasi subito il Circo della Notte, facendomelo regalare per Natale o per il compleanno (non ricordo bene qualche perché vengono nello stesso periodo) e leggendolo poi a Giugno di quest’anno.

Ammetto di essere stata un po’ preoccupata/in ansia per questa lettura perché essendo un’opera vecchia sicuramente presenta una visione dell’autrice precedente al Mare Senza Stelle che, non dimentichiamo, è stato scritto in 8-9 anni e in cui l’autrice ha inserito tutto ciò che ha imparato durante la sua prima esperienza. Avevo paura che non reggesse il confronto e che fosse un po’ sotto tono, ecco. In effetti il Circo della Notte non mi è piaciuto tanto quanto l’ultimo romanzo dell’autrice, ma resta comunque un libro meraviglioso.

La storia è super accattivante e interessante, il circo è al centro di tutto ma allo stesso tempo ci sono un sacco di altri elementi e sottotrame che sono ugualmente al centro di tutto. Un po’ come dire che tutto scaturisce e si incastra con tutto. Così come nel Mare senza Stelle, l’abilità dell’autrice di riuscire a fare ciò mi ha sorpresa ed estasiata. Ritengo che sia una tecnica difficilissima, ma soprattutto che sia veramente impegnativo riuscire a incastrare tutto senza lasciare buchi di trama, situazioni non risolte o domande in sospeso. Erin Morgenstern si è mostrata fin dal suo esordio abilissima in ciò. Fun fact: questo romanzo è stato scritto durante il NaNoWriMo, quindi ritengo che l’impresa sia ancora più riuscita e complicata. Inoltre la storia d’amore è molto bella, molto dolce, ma non stucchevole, e nemmeno classica. È al centro di tutto anche essa, ma allo stesso tempo non si percepisce come tale. È strano, ma leggendo questo romanzo vediamo tante cose, e nulla è davvero quello che sembra.

Le descrizioni sono molto accurate, perfette per immergersi nell’ambientazione e per immedesimarsi nei personaggi. È bellissimo leggere i capitoli dedicati interamente al Circo, le descrizioni e le esperienze, i racconti di chi l’ha vissuto e ce lo spiega attraverso i suoi occhi. Perché diciamo che i capitoli sono divisi un po’ per scene e punti di vista, con qualche scena del circo da un visitatore esterno che ci aiuta ancora di più a capire quel mondo e a viverlo, e a desiderare che sia reale e non soltanto un libro. So che i diritti per un film sono stati venduti, ma la stessa Erin Morgenstern più volte ha affermato che non sa se effettivamente sarà mai realizzato, e soprattutto che lei non ha alcuna voce in capitolo a riguardo. Io spero tantissimo che una trasposizione cinematografica venga fatta per vedere con i miei occhi, oltre che con l’immaginazione e le fanart, questo mondo meraviglioso. L’unica pecca, a mio parere, è che sia tutto un po’ troppo prolisso, un viaggio meraviglioso ma che ha avuto un po’ troppe pause diciamo.

L’ambientazione è bella, spettacolare, ma allo stesso tempo semplice. Perché dico così? Perché ci troviamo effettivamente in un’ambientazione/epoca vittoriana, con tutte le cose che conseguono del tempo, tranne per il fatto che alcune persone sono in grado di utilizzare la magia, e che effettivamente tutti potrebbero, se solo qualcuno glielo insegnasse (poi ovviamente c’è sempre chi è più predisposto e chi meno). La parte spettacolare dell’ambientazione si trova tutta nel Circo, sia perché è in tutto e per tutto il campo di sfida di due maghi, sia perché è come un sogno realizzato, un sogno che non si sapeva nemmeno di avere. Pur odiando tutti i tipi di circo con animali, amo l’idea del circo, mi sa proprio di magia, amo anche il tendone e tutto attorno anche a livello estetico e immaginario, quindi capirete che un’ambientazione come questa è proprio pane per i miei denti. Questo Circo, a differenza dei classici, non ha un’unico tendone e lo spettacolo con gli artisti che si susseguono, ma ha tantissimi tendoni diversi, e in ognuno di essi c’è un artista o un’attrazione specifici, quindi si deve girare e visitare un po’ come un parco giochi, ma non è detto che si riesca a vedere tutto.

I personaggi sono un’altra delle cose che ho adorato immensamente di questa storia. Marco e Celia sono fantastici, unici, il loro amore, la loro sfida sono tutto. Tutto inizia dalla sfida, all’inizio non sapevano nemmeno chi fosse il loro avversario, ma poi tutto diventa un dono, e tutto riporta a loro, e tutto finisce per loro. Basta, non posso continuare o cado negli spoiler. Fatto sta che sono la VITA, sono loro LA coppia, proprio in generale e per sempre. Anche i personaggi secondari sono scritti veramente bene, ed è anche un po’ sbagliato parlare di loro come di secondari dal momento che effettivamente hanno una grande importanza e influenza per questa storia.

In fine, ho trovato il finale molto azzeccato anche se abbastanza aperto, anche se effettivamente non ci viene detto esplicitamente cosa succede a determinati personaggi, ma ci viene solo fatto intuire. Ritengo che questa storia sia realmente unica e meravigliosa, un’esordio che davvero non sembra tale (al massimo solo se si vuole fare un confronto con il Mare senza Stelle, ma neanche poi tanto). Non posso che dare 5 stelline! Mi rendo conto che effettivamente in questa recensione ci sono tantissime cose che non ho nominato, ma se volessi parlare di ogni cosa, veramente non ne uscirei più. Se sentite che questo romanzo possa essere nelle vostre corde, fidatevi, fatevi un regalo, e leggetelo. Vi dico soltanto che io l’ho amato a tal punto da farci una box per il negozio che ho insieme a Oreste!

Blog Tour: Sogni di Mostri e Divinità, Laini Taylor – La trilogia nel panorama fantasy

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Ciao lettori! Torno a parlarvi dell’ultimo capitolo di questa fantastica trilogia, non sotto forma di recensione, ma per come vedo questi romanzi all’interno del panorama fantasy, paragonandoli, quindi, ad alcune delle mie letture a tema. Prima di iniziare voglio ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l’eroina de la trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un serafino dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C’è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un’alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore.
In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell’azione: l’esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma sfolgorante di sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l’esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore?
Con queste pagine mozzafiato, caratterizzate da una tensione costante e una serie di personaggi indimenticabili, Laini Taylor conferma il suo grande talento.
Un finale stupefacente per una trilogia fantasy davvero epica, una suggestiva rivisitazione moderna della mitologia classica e cristiana che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 20 Maggio 2021

Pagine: 572

Prezzo: 13,00€

Ho deciso di strutturare questo articolo una maniera un po’ diversa dal solito, anche perché è la prima volta che scrivo un articolo del genere 😂 Voglio prendere alcuni elementi di questo romanzo, quelli che mi hanno colpita o fatto riflettere di più, e confrontarli con elementi “simili” di altri romanzi.

Un elemento che caratterizza questo romanzo, e che è praticamente alla base di tutto è, a mio parere, la guerra, la lotta quasi eterna tra serafini e chimere. Per questa guerra sono state fatte cose realmente abominevoli, nelle macchinazioni dei “potenti” nulla ha valore, nemmeno i civili, che fino a poco prima sono sempre stati esclusi e salvaguardati, preservati da questa orribile realtà e da questi pericoli. L’imperatore dei serafini, però, a un certo punto, non è più della stessa idea. Questa situazione mi ha fatto molto pensare a quello che succede ne La Guerra dei Papaveri, perché è proprio come lo stato nemico si comporta con l’Impero, distruggendo intere città e massacrando migliaia di civili. Per Mugen le persone non contano e sono sacrificabili così come per Joram gli Illegittimi valgono meno di 0 e sono più che sostituibili. La differenza sta nel fatto che i soldati di Mugen hanno assorbito la stessa ideologia dei loro superiori, mentre i serafini a un certo punto si ribellano perché non hanno mai accettato il poco valore che viene dato alle loro vite.

Allo stesso tempo la resurrezione delle chimere mi ha fatto un po’ pensare alla tregua dei vent’anni che si legge all’interno di Truthwitch. Questa idea me l’ha fatta venire in mente in particolare il disegno realizzato da Karou sulla guerra, prima di riavere i suoi ricordi da Madrigal, che viene citato nell’ultimo romanzo della trilogia. L’immagine che ci viene presentata è quella di due persone sedute a un tavolo che mangiano dalle rispettive ciotole, quello che mangiano è il “popolo” dell’altro e “vince” il primo che svuota la ciotola. Karou osserva che è come se loro “barassero” dal momento che la ciotola nn si svuota soltanto, ma viene anche riempita, in continuazione. Quindi sì, anche per loro la guerra è fissa, costante, vita, ma allo stesso tempo non rappresenta anche la morte, come invece è per i serafini, le cui fila inevitabilmente si sfoltiscono. Questa situazione per me può essere vista anche un po’ come una tregua per le chimere, che in ogni caso continuano a vivere, a reincarnarsi, loro in qualche modo possono respirare e andare avanti perché nulla è davvero definitivo.

Altro elemento alla base di questo romanzo è la storia d’amore tra Akiva e Karou, un insta-love a tutti gli effetti, ma che non può permettersi assolutamente di essere paragonato alla maggior parte degli insta-love che leggiamo nei romanzi fantasy e non (qui parla un’amante degli enemies-to lovers). La particolarità di questo romanzo secondo me è che questo insta-love si ripete, c’è un incontro di anime prima che di carne, anche senza conoscere le vere e rispettive identità, nonostante un inizio un po’ travagliato Karou e Akiva provano un’attrazione e un’elettricità da paura, sempre e comunque, ancora e ancora.

Non mi piace fare classifiche e dire questo è meglio di quello e simili, ma a mio parere la trilogia della Chimera di Praga si posiziona veramente in alto nella scala dei romanzi fantasy. Affronta tantissimi temi importanti (non dimentichiamoci del razzismo) e lo fa in maniera unica ed eccezionale.

Blog Tour: La Chimera di Praga, Laini Taylor – Praga

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Ciao lettori! Eccomi con un nuovo articolo, stavolta non si tratta di una recensione ma di un meraviglioso blog tour dedicato all’ambientazione del romanzo, la meravigliosa città di Praga! Ma adesso bando alle ciance e iniziamo! Prima però vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l’esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz’anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell’aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell’immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua “famiglia” Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.

Editore: Fazi Editore

Data di Pubblicazione: 20 Maggio 2021

Pagine: 384

Prezzo: 13,00€

Per quanto la vita di Karou sia frenetica e pendolare, la sua vita da “umana” si svolge da diversi anni principalmente a Praga. Città in cui studia e in cui ha le sue, seppure poche, amicizie strette. Ho trovato la scelta di questa città come sfondo per la storia, perfetta, perfetta soprattutto per la sua ricca storia artistica. A partire da una delle architetture più variegate al mondo e da un centro storico che è addirittura divento patrimonio dell’Unesco, una vera e propria perla artistica e culturale per la moltitudine di stili che si possono incontrare. Insomma, ripeto, perfetta per un personaggio come Karou per cui l’arte è praticamente uno stile di vita, oltre che il pane quotidiano.

Una delle zone che Karou frequenta maggiormente è il Poison Kitchen, un cimitero abbandonato che ha preso le sembianze di un locale!

“La chiesa un tempo unita a questo monastero medievale bruciò circa trecento anni fa, ma ne restano gli alloggi dei monaci e sono stati trasformati nel caffè più strano che si possa trovare al mondo, popolato di statue classiche che esibiscono la collezione di maschere antigas della prima guerra mondiale appartenente al proprietario. La leggenda narra che, nel Medioevo, il cuoco perse la ragione e assassinò l’intero monastero con un calderone di goulash avvelenato, da cui il macabro nome del caffè e il suo piatto forte: goulash, naturalmente. Sedete su un divano di velluto e appoggiate i piedi su una bara. Gli scheletri dietro al bancone potrebbero appartenere ai monaci assassinati…”

Il locale è caratterizzato da una moltitudine di statue romane, divinità a grandezza naturale e ninfe che avevamo perso braccia e ali, tutte rigorosamente coperte da maschere a gas, e i tavolini sono delle vere e proprie tombe. Un po’ macabro, ma sarebbe stato super divertente visitare un posto del genere! Sfortunatamente il luogo non esiste, c’era un Poison Bar, ma su trip advisor dicono che è famoso soprattutto per il Karaoke, un vero peccato, anche se veramente ironico!

Review Party: Loveless, Alice Oseman

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Ciao lettori, pare che questa settimana io stia riuscendo a essere abbastanza attiva, e sono la prima a stupirsene ahahaha, ma va bene così, quindi shhh che va a finire che se ne parlo troppo poi torno ad essere un fantasmino. A parte sproloqui vari, l’articolo di oggi è un’altra recensione a tema lgbt+, ma un po’ diversa dal solito dal momento che non si parla di relazioni semplicemente omosessuali o bisessuali, ma si esplora un’altra faccia della grande bandiera: l’asessualità. Prima di iniziare vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organzato l’evento, e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Georgia ama le storie d’amore. Tutte. Da sempre. E crede nella magia dell’amore raccontata nei film, nei libri e nelle fanfiction romantiche da cui è ossessionata. Eppure, a diciotto anni, non ha mai baciato nessuno e non ha mai avuto nemmeno una cotta di quelle folli. Ma, come le dicono i suoi migliori amici Pip e Jason, prima o poi anche lei troverà la persona giusta. Così si dice, no? L’inizio dell’università, in una città che non conosce, lontana da casa, sembra l’occasione perfetta: incontrerà persone nuove, vivrà nuove esperienze e finalmente anche lei imparerà a godersi le farfalle nello stomaco di cui parlano tutti. E poi Georgia ha un piano. Con l’aiuto della sua esuberante compagna di stanza Rooney, che come lei ha una passione smisurata per Shakespeare, riuscirà a realizzare il suo sogno, forse. Ma quando finisce in mezzo a una personalissima commedia degli errori che crea il caos tra i suoi amici di sempre, Georgia inizia a domandarsi perché l’amore sembri così facile per tutti tranne che per lei. Quando poi le appioppano definizioni mai sentite come asessuale o aromantica, incertezza e confusione aumentano a dismisura. Che sia davvero destinata a restare senza amore? O forse, per tutti questi anni, si è tanto affannata a inseguire la cosa sbagliata? E poi, chi lo dice che quello romantico, alla fine, sia l’unica forma possibile di vero amore?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 18 Maggio 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00€

La storia è molto interessante fin dal primo momento, ci si immedesima subito in Georgia e si affrontano i problemi, i dubbi e le curiosità insieme. È stato super bello e super interessante investigare sulla propria sessualità insieme alla protagonista, affrontare e scoprire nuove argomentazioni e tematiche all’interno del mondo lgbt+ che, anche se alleata, potrei perdermi. Tutto tutto veramente super interessante e figo e nuovo.

Le descrizioni sono molto semplici, ma allo stesso tempo anche veramente accurate. Non ci si perde un pezzo ed è sempre tutto chiarissimo per quanto riguarda ambientazioni, persone ed avvenimenti. La narrazione è in prima persona, ed è super facile immedesimarsi nella protagonista della storia, come ho già detto.

Non approfondisco l’ambientazione perché non si tratta di un fantasy e ci troviamo nel college universitario di Durham, che esiste realmente quindi per chi volesse informarsi a riguardo trovate il sito ufficiale dell’Università proprio qui!

I personaggi si vede che sono scritti dalla Oseman, sono semplici e fanno emozionare. È facilissimo capire motivazioni e pensieri dietro tutti loro, e comprenderli nei loro errori che sono solo da considerare umani. La cosa che più ho amato e apprezzato di questo romanzo, infatti, è proprio il realismo e l’umanità che vengono associati a ciascun personaggio. Prima di tutti Georgia, che di errori ne fa davvero parecchi, ma che è anche tanto coraggiosa e intelligente da riuscire a por loro rimedio nel migliore dei modi. Il mio personaggio preferito di questa storia è molto probabilmente Sunil, di cui mi piacerebbe leggere di più, infatti spero proprio che la Oseman crei un romanzo con lui come protagonista. E poi ci sono Pip e Jason, i suoi migliori amici, ma di loro vi parlerò in un articolo a parte (con un piccolo extra!)

In fine, ritengo che questo romanzo valga tantissimo e che tutti, ma in particolar modo i più piccoli e quelli pieni di dubbi debbano leggere. Sia per non fare gli stessi errori di Georgia, sia per imparare comunque a comprendere gli altri, a non giudicarli e a stargli accanto in ogni caso, ad essere un giusto supporto insomma. Assolutamente 5 stelline

Il Principe Prigioniero, C S Pacat – Recensione

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Ciao lettori! Oggi voglio parlarvi di un romanzo che volevo leggere da tantissimo, e che si è rivelato totalmente al di fuori delle aspettative e sorprendente. Capirete meglio il perché leggendo il resto della recensione!

Trama

Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere.

Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.

Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

Editore: Triskell Edizioni

Data di Pubblicazione: 30 Luglio 2017

Pagine: 242

Prezzo: 11,02€

Perché dico che questa storia si è rivelata sorprendente? Perché ci sono un sacco di momenti ed elementi che mi hanno lasciata realmente tanto spiazzata e a bocca aperta. La trama è super interessante, ci viene proposto principalmente il punto di vista di Damianos, in quanto prigioniero della nostra storia, ma c’è anche una forte impronta erotica che, a mio parere, non è per tutti, ma che sinceramente non mi è dispiaciuta, e soprattutto non mi ha fatto valutare negativamente la lettura.

Le descrizioni non sono molto forti, l’autrice si è chiaramente concentrata su altri elementi della storia come le riflessioni di Damianos e le cattiverie di Laurent nella creazione di un enemies-to-lovers che ho adorato.

I personaggi, infatti sono molto particolari e interessanti. Vediamo lo scontro di due culture molto differenti, con relativi usi e costumi. Laurent bello, ma ambiguo; è sempre difficile capire cosa gli passa per la mente, quale sarà la sua prossima mossa. Damianos, invece, ha una mente molto “semplice” e non riesce a comprendere a pieno tutti i meccanismi della corte di Vere. In questo primo romanzo, ammetto di non aver scorto le grandi cose che mi aspettavo da questa coppia, si vede che si è ancora agli inizi e che ancora tantissimo deve evolvere, anche se ci sono diverse sorprese nel finale. Laurent, in ogni caso rimane il mistero più grande, io sospetto che il suo problema con lo zio sia più grande di quanto ci sia stato detto finora.

L’ambientazione richiama un po’ quella dell’antica Grecia, quindi super ovvio l’ho amata. Tuttavia a Vere, dove ci troviamo attualmente, c’è un livello di perversione che stupisce anche Damianos all’inizio, e che ha sorpreso anche me (parlo di questo quando dico che sono rimasta parecchio spiazzata). A Vere i figli bastardi vengono visti come un qualcosa di osceno, di conseguenza i nobili si servono di schiavi sessuali del loro stesso sesso e si trovano ad avere dei veri e propri prediletti, è in questo ruolo che si trova Damen quando viene portato a Vere. La particolarità di questa situazione, però, sta nel fatto che questi prediletti vengono anche mandati nell’arena a “combattere” tra loro.

In fine, questo romanzo anche se diverso dalle mie solite letture e un po’ sopra le righe, mi è piaciuto molto e mi ha veramente incuriosita (tant’è che ho già acquistato tutti i volumi del romanzo e ho già letto anche il secondo, ops). Questo è dovuto principalmente dalla forza dei personaggi, super carismatici e sexy! 4 stelline

Prime Impressioni: Magus of the Library, Mitsu Izumi

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Ciao lettori! Eccomi oggi con nuovo Prime Impressioni. In realtà ho un sacco di primi volumi in libreria, ma ahimè ho troppa voglia di proseguire le serie in corso e un’elevata difficoltà a combaciare il tutto. In maniera sintetica e semplice: sono pessima. Ma adesso smettiamola di concentrarci sulle catastrofi di Cate e vediamo un po’ com’è questo manga!

Trama

Un viaggio fra biblioteche misteriose e creature fantastiche! I sogni porteranno un ragazzo a vivere inimmaginabili avventure… Non perdete la straordinaria opportunità di volare sulle ali di una storia incredibile e spiazzante!

Editore: Panini Planet Manga

Data di Pubblicazione: 20 Agosto 2020

Pagine: 232

Prezzo: 7,00

La storia si preannuncia super carina, interessante e particolare. Il manga è ispirato al romanzo Kafna del Vento di Sophie Schwimm, ma non per questo è meno valido, anzi. Troviamo una sorta di dualismo nella narrazione perché assistiamo agli avvenimenti come in tutti i manga, ma allo stesso tempo c’è anche un baloon/legenda che ci accompagna durante tutta la narrazione, approfondendo alcuni argomenti, ma anche raccontandoci fatti a cui abbiamo assistito come se raccontati in un romanzo. Questa caratteristica mi è piaciuta in alcune parti, ma mi ha leggermente annoiata in altre. Un’altro elemento che ho trovato leggermente diverso dai manga classici, (che poi, specifico, con classici intendo quelli che ho letto finora nella mia vita, quindi potrebbero anche essercene altri simili o narrati allo stesso modo) è che questo primo volume, a mio parere, rappresenta più un prequel di quello che poi sarà la vera e propria storia dal secondo volume in poi. Un po’ come se fosse il prologo di un romanzo, e ho adorato. Cosa che più ho amato, però, è soprattutto il valore che si da ai libri, il modo in cui vengono trattati, ma anche la figura delle biblioteche in sé.

I disegni mi sono piaciuti tantissimo! Lo stile è molto particolare e spicca per la prevalenza di dettagli e sfumature. Amo come sono rappresentate le biblioteche e il fatto che non contengano soltanto libri “classici”, ma anche pergamene e tanto altro.

I personaggi sono ancora poco conosciuti, ma rappresentano delle grandi promesse e delle grandi gioie. Attualmente il protagonista è un ragazzino, ma sono sicura che reincontreremo gli altri molto presto!

In fine, un manga che inneggia ai libri, secondo me perfetto per qualsiasi lettore voglia accostarsi a questo genere/formato. Questo primo volume mi ha già conquistata, e dire che quando andai in fumetteria ad acquistarlo non ero nemmeno convintissima. Posso solo dire di essere super felice di non essermi tirata indietro! 4.5 stelline

Blog Tour: Il Ritratto di Oscar Wilde

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Ciao lettori! Torno con gli eventi, e capirete anche voi che non potevo esimermi da questo in particolare; cioè, cosa non è Oscar Wild? Prima di iniziare volevo ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Dal romanzo, con la storia di culto del “Ritratto di Dorian Gray”, al teatro, con commedie brillanti come “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, fino alla favola e alla poesia: Oscar Wilde ha lasciato il suo segno – il segno del genio – in ogni genere della letteratura. Questo ricco volume raccoglie i suoi testi più amati, restituendo l’immagine a tutto tondo di un grande artista e un grande uomo.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 13 Aprile 2021

Pagine: 696

Prezzo: 28,00€

Nell’articolo di oggi non troverete la recensione di tutti i romanzi contenuti nel Drago, ma vi parlerò soltanto dei due romanzi che ho scelto: De Profundis e Il fantasma di Canterville. Era dal liceo che volevo leggere le opere di Oscar Wilde, da quando lo studiai in inglese. Diversi anni fa riuscii a recuperare Il Ritratto di Dorian Gray, amandolo, ma si sa, ho un problema con i classici, e di conseguenza il mio recupero terminò lì. Capirete quindi che potevo farmi scappare questa meravigliosa occasione: edizione bomba da bookporn da una parte, romanzi che voglio leggere dall’anteguerra dall’altra. Un’occasione top!

Tra le due letture quella che ho preferito maggiormente è stata Il fantasma di Canteville, molto ironica e leggera, quando il De Profundis per i temi trattati risulta maggiormente prolisso e lento, ma non per questo meno interessante. Quest’ultimo, sotto forma di immensa lettera, aiuta tantissimo a capire e conoscere meglio i costumi dell’epoca, ma allo stesso tempo mi ha lasciata un po’ sconvolta per come Wilde si sia lasciato buttare giù e come si sia fatto sfruttare nei periodi raccontati nella lettera. Non capisco se fosse consuetudine del tempo, o se semplicemente si è fatto intortare, fatto sta che ci sono un po’ rimasta.

L’edizione è curata nei minimi dettagli e presenta all’interno: Oscar Wilde! di Max Beerbohm, Cronologia, Bibliografia essenziale e Nota Editoriale; seguiti dalle opere: Ravenna, Salome, Il fantasma di Canterville, Il Principe Felice, L’Usignolo e la Rosa, Il Gigante Egoista, La decadenza della menzogna, Il critico come artista, Il ritratto di Dorian Gray, Il delitto di Lord Arthur Savile, Il genetliaco dell’Infanta, Il ventaglio di Lady Windermere, La Sfinge, L’importanza di essere onesto, De profundis, La ballata del carcere di Reading. All’interno delle opere troviamo diverse illustrazioni che ho adorato, veramente molto ben fatte e super belle!

In fine, un’edizione bella dentro e fuori, super consigliata come regalo, ma anche a chi è amante dell’autore o a chi vuole approcciarsi ad Oscar Wilde per la prima volta. Approvatissima!

Anveersia: Il Centromondo, Gregorio Bisio – Recensione

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Ciao lettori! Nuovo giorno, nuova recensione. Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho ricevuto gentilmente in collaborazione direttamente dall’autore, che ringrazio tantissimo per l’opportunità e la fiducia.

Trama

Sono trascorsi vent’anni da quando Ludvig Marfen ha messo al bando la magia, su Anveersia: chiunque sia scoperto a praticare le arti occulte sarà perseguito dalla legge. Un bel problema in un mondo popolato da streghe, sciamani e creature fantastiche, in cui la magia fa parte del DNA degli esseri viventi. E un problema ancora maggiore per i gemelli Grammell, che una mattina di settembre ricevono a casa uno strano pacchetto, contenente un oggetto magico tanto enigmatico quanto illegale. Chi glielo avrà inviato? E perché proprio a loro? Ma soprattutto, saranno disposti a mettere a repentaglio le loro vite per risolvere il mistero che nasconde?

Editore: Bookabook

Data di Pubblicazione: 27 Novembre 2020

Pagine: 312

Prezzo: 16,00

La storia è molto interessante, e sviluppata anche abbastanza bene. L’unica pecca che ho trovato è nello scorrere del tempo, i protagonisti intraprendono un viaggio importante, ma ci sono pochi elementi che ci facciano percepire effettivamente il tempo trascorso. La narrazione è in terza persona e la trama viene sviluppata in maniera molto avvincente, ricca di azione e incontri interessanti.

Le descrizioni non sono particolarmente accurate, ma nemmeno superficiali. Tant’è vero che l’autore si è concentrato principalmente nello strutturare il world-building del romanzo. Scene di azione e ambienti quindi sono veramente molto chiari e facili da immaginare e comprende.

L’ambientazione è infatti il punto forte di questa storia. È un elemento che viene svelato man mano che la storia prosegue e va avanti, ma si vede che la cura e l’attenzione dedicati non sono pochi. Ci sono un sacco di nomi molto creativi dedicati alla fauna e alla flora all’interno del romanzo, ma anche relativi al sistema magico e alla tecnologia del luogo. La cartina geografica non è chiara, ma anch’essa viene svelata pian piano che la storia prosegue quindi non è un difetto, ma un elemento stesso e fondamentale della trama.

I personaggi, invece, sono la cosa che mi ha colpita di meno della storia, sono stati caratterizzati poco e hanno poca profondità. Alcune scene e interazioni sono veramente scarne, e talvolta incoerenti. Io sono il tipo di lettore che, oltre a una buona ambientazione, ricerca anche una buona caratterizzazione dei personaggi, e mi dispiace ma qui non l’ho trovata, tant’è che ho trovato difficile empatizzare con loro e immedesimarmi nella storia. Diciamo non mi ha aiutata a sentirmi parte integrante di essa, ma soltanto un’osservatrice. Parlandone con l’autore mi ha spiegato il suo essere molto oggettivo e pragmatico traspare nella sua scrittura, ma che proverà ad approfondire il lato emotivo dei personaggi nei seguiti della storia, quindi sono super curiosa di vedere cosa inventerà!

In fine, nonostante le pecche la lettura è stata veramente piacevole e accattivante. Sicuramente ci troviamo davanti un autore che, anche se ancora acerbo, farà strada. Sono molto contenta di aver avuto la possibilità di leggere questa storia innovativa e fuori dalle righe, 3.5 stelline più che meritate!

Review Party: Rovina e Ascesa, Leigh Bardugo

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Ciao lettori! Con oggi si conclude il mio viaggio attraverso la prima trilogia dedicata al Grishaverse: quella di Shadow and Bone. È stato un viaggio duro, e ammetto di aver perso qualche lacrimuccia alla fine, ma è stato meraviglioso. Prima di iniziare con la recensione voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia.

Trama

“Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.

L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce. La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 30 Marzo 2021

Pagine: 288

Prezzo: 18,90

La storia di questo terzo romanzo è in assoluto la più interessante e accattivante di tutte. Alina finalmente ha deciso di prendere in mano la situazione ed è stata veramente top. Tutta la storia ha preso una piega veramente inaspettata, ci sono stati un sacco di colpi di scene e un finale che, veramente, non sarei mai stata in grado di prevedere. In questo capitolo ci sono un sacco di personaggi che si mettono in moto, che si fanno valere e che mostrano il loro valore. Primo tra tutti Mal, che per me ha avuto una fortissima rivalsa (diciamo che lo odiavo giusto un po’). Però non sono da meno Zoya, Nadia, Tolya e Tamar che mostrano nuovi lati del loro carattere molto interessanti e profondi. L’Oscuro, per quanto al centro delle situazioni poiché colui che le scaturisce, anche in questo romanzo rimane un elemento di sfondo e di contorno, la storia, la trilogia intera, a mio parere, si concentra principalmente su Alina e sulla rivalsa di Ravka. Diciamo che partendo da ciò non condivido l’immenso amore che tutti provano per lui, cioè, piace anche a me molto, ma non al punto da tirarmi i capelli, ecco; cosa che invece farei molto probabilmente per il Nikolai del mio cuore. Sia l’Oscuro che Nikolai hanno mostrato buona parte delle loro debolezze di questo volume: l’Oscuro ha acquisito un sacco di umanità, al punto che anche Alina ne è rimasta colpita; Nikolai ha acquisito invece una sorta di fragilità da cui sembrava essere immune, che ce lo fa amare ancora di più e che ce lo rende un patatino dolce.

Anche in questo romanzo la narrazione è in prima persona. Non tutti l’hanno apprezzato, molte persone ritengono che la Bardugo renda pienamente soltanto con la terza persona. Ma io non sono d’accordo. Oltre a doverci ricordare che è il primo romanzo della Bardugo, dobbiamo ricordare quello che traspare dalla lettura stessa del romanzo: questa è la storia di Alina e della rinascita di Ravka; quindi per me il punto di vista scelto è più che appropriato.

In fine, raga piango. Davvero, non riesco a essere seria perché sono ancora nel pieno degli scleri e ho ancora gli occhi umidi. Questo romanzo è la vita! È perfetto! Mentre leggevo i primi due romanzi della trilogia pensavo “sì, ok, bello, ma sei di corvi è un’altra cosa” (da menzionare: ho letto sei di corvi, ma non ancora il regno corrotto). Ora che ho finito la trilogia posso solo dire CAZZO capisco perché tutti la amano e inizierò da subito a creare il mio altarino e a venerarla insieme a tutti gli altri. Grazie prego grazie di esistere Leigh Bardugo, ti prego sforna altri 15436372646718 figli/libri e rendici la vita migliore e il mondo un posto migliore. Immensamente tue, queste 5 stelline del mio cuore.

Illuminae, Jay Kristoff & Amy Kaufman – Recensione

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Ciao lettori, come va? Oggi voglio parlarvi di una lettura che rimandavo da troppo tempo, ma che fortunatamente sono finalmente riuscita a fare! Diciamo che il mio ritardo nel leggere questo romanzo è dovuto anche al fatto che volevo i romanzi in copertina rigida e in italiano, ma come già ben saprete sono INTROVABILI. Di conseguenza appena la Oscar Vault ha fatto la ristampa in flessibile, mi son detta vabbè, e ho acquistato la trilogia intera (in realtà uno dei tre mi è stato regalato). Ma adesso basta cianciare e andiamo avanti!

Trama

Anno 2575: il cielo del pianeta Kerenza si oscura all’improvviso. Tra le esplosioni e le urla degli abitanti terrorizzati, una squadra d’assalto della XXXXX, una potente corporation interstellare, dà inizio all’invasione. Ezra e Kady, che si sono appena lasciati, sono costretti a cercare insieme una via di fuga. Alcuni giorni dopo, però, un mortale XXXXX mutante inizia a diffondersi a bordo di una delle navi sulle quali si trovano i due ragazzi e gli altri superstiti. E nessuno sembra intenzionato a spiegare ciò che sta accadendo.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 12 Gennaio 2021

Pagine: 624

Prezzo: 18,00

La storia può sembrare un po’ sciocca all’inizio perché le prime vicende che ci troviamo a “vivere” sono quelle del racconto in cui Kerenza viene attaccato, ma soprattutto Kady ed Ezra si lasciano. C’è chi si fermerebbe a questo per abbandonare un libro, ma tutto quello che succede dopo è così assurdo e così inaspettato e così boh che ti scoppia la testa ed è super interessante e bellissimo. Ma oltre alla storia in sé, che già è super interessante per tutti gli intrighi che accadono, lo stile in cui è resa, cioè l’insieme di file, estrapolazioni, diari segreti, manifesti e tutta la grafica in generale, hanno reso il tutto ancora più mind blowing che io davvero sono rimasta stupefatta e incantata. Ho praticamente divorato il romanzo in due giorni, ma se non fossi stata impegnata me ne sarebbe bastato uno solo. E lo dice una ragazza che sta vivendo un leggero blocco, per farvi capire quanto mi ha presa.

Le descrizioni sono quasi inesistenti in questa storia, tranne per alcune riprese di telecamere trascritte e spiegate da osservatori esterni. Questo perché il romanzo è appunto una raccolta di file, non è la classica narrazione a cui siamo abituati e di conseguenza le descrizioni oltre a non azzeccarci nulla in questa storia, sarebbero anche inutili per come tutto è stato posto e costruito. Ma ancor di più vi dico, questo non mi ha impedito di immaginare scene e situazioni, TUTT’ALTRO, io sono riuscita a immedesimarsi, a sprofondare in questa storia anche meglio che in una Graphic Novel. Battaglie spaziali, movimenti di astronavi, tutto super chiaro nella mia mente, come se l’avessi vissuto io in prima persona, ma è un’esperienza che è difficile “spiegare” perché non la si capisce e non la si realizza fino a quando non ci si ritrova a viverla.

L’ambientazione è assai limitata, ci troviamo prima su Kerenza e poi su un’astronave, ma non è assolutamente un problema perché anche se lo spazio è relativamente poco, tutto il resto riempie in una maniera inimmaginabile.

I personaggi di questa storia si può dire che siano tutto, o quasi. Anche personaggi non propriamente umani si rivelano di un’unicità che proprio ci vuole il bacio dello chef. Non sono stati approfonditi particolarmente, a parte Kady, che abbiamo modo di conoscere un po’ meglio. Ma, gente, vi assicuro che non ci pensate nemmeno, che succede così tanta roba e così tanto casino che non c’è proprio tempo per quello. Raga, non vi dico Aidan. Aidan lo si conosce, lo si vive e poi puoi solo venerarlo quindi LEGGETE QUESTO LIBROOO!!

In fine, vi dico solo che sto sclerando male per scrivere questa recensione e che ad ogni frase mi fermo per fare il gesto del mind blowing perché questo libro è troppo, e sono sicura di non essere riuscita a esprimere nemmeno una virgola della sua meraviglia e intensità, e sono sicura che non ci riuscirò mai, perché, davvero, è troppo. Unico nel suo genere, non vedo l’ora di leggere Gemina e sclerare sempre di più finché non mi scoppia la testa. Assolutissimamente un 5 stelline.

Review Party: Il Rintocco, Neil Shusterman

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Ciao lettori! Eccomi anche oggi, qui sul blog, per parlarvi del terzo e ultimo capitolo della trilogia della Falce, che resterà sicuramente una delle mie preferite di sempre. Prima di iniziare voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il “cuore pulsante” della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell’oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c’è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 30 Marzo 2021

Pagine: 492

Prezzo: 22,00

La storia all’inizio è un po’ confusionaria, non sappiamo quanto tempo sia passato da quando Endura è sprofondata, e ci sono anche alcuni salti temporali che, non essendo specificati a inizio capitolo, non sempre si intuiscono. L’avanzamento delle vicissitudini, però, è super interessante, ma soprattutto inaspettato. Avevo sì, aspettative alte, ma mi aspettavo, come sicuramente tanti altri, che le cose andassero in certo modo. Ovviamente nulla è andato come previsto, ma comunque secondo me gli eventi hanno preso una piega inaspettata, e soprattutto umana. Quello che noi non abbiamo capito dal primo momento in cui abbiamo iniziato questa storia è che Citra e Rowan, così come tutti gli altri, non sono gli eroi di questa storia. Di falci ce ne sono a bizzeffe, così come di persone di ogni tipo. È a questo che ha portato l’evoluzione della specie e i mille progressi attuati dal Thunderhead. E a un certo punto fotte meno di niente del mondo e del suo destino, essendo persone normali scegliamo noi e scegliamo la nostra felicità e il nostro cuore, perché per troppo tempo non lo abbiamo fatto. E l’ho apprezzato, anche se di solito adoro i personaggi eroici, ho adorato anche l’immensa umanità che invece hanno mostrato i personaggi di questo romanzo. Citra e Rowan in ogni caso non sono stati gli unici, vediamo una parte molto delicata di Faraday, la sua debolezza, ma anche la sua rinascita, un nuovo senso che riesce a dare alla vita, e continua a essere uno dei patanelli del mio cuore.

Le descrizioni di questo romanzo sono sempre molto chiare ed espressive. Adoro l’inizio di ogni capitolo i messaggi che ci vengono trasmessi dai diari delle falci. In questa terzo capitolo, però, vediamo come assumono una sfumatura politica non indifferente, data anche dal modo, di Goddard, di essere Suprema Roncola. E in più sono alternati da capitoli dedicati a degli scritti, molto posteriori, dei tonisti. Questo ci porta a farci due domande, o meglio due ipotesi, alla fine del romanzo, ma durante la lettura ci fa presagire qualcosa del finale.

In fine, questo capitolo per me è la perfetta conclusione della trilogia, ma capisco benissimo chi invece sia rimasto deluso dalle scelte di Shusterman. Io l’ho vista un po’ come: può esserci tutto il progresso del mondo, ma i sentimenti umani come l’amore e l’egoismo prevarranno sempre, perché l’umanità prevarrà sempre. E questo mi è piaciuto molto. 5 stelline

Prime Impressioni: Blue Flag, Kaito

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Ciao lettori, come state? Lo so, l’ho detto tante volte, ma spero davvero che questa volta la mia latitanza finisca! Ho finalmente creato un nuovo feed, comprato un sacco di cosucce per le decorazioni e composizioni, adesso nulla, o quasi, può fermarmi! Oggi vi voglio parlare del primo volume di Blue Flag e delle emozioni che mi ha trasmesso, e per farvi capire quanto la mia impossibilità a fare foto decenti mi stesse bloccando, vi faccio presente che in realtà ho letto questo volume a Febbraio. Lo so, sono la prima ad esserne sconvolta! Ma adesso bando alle ciance e iniziamo.

Trama

Taichi non ha mai avuto una ragazza, né un vero amico. Ora però che la sua vita sta per legarsi a quella di Toma e Futaba tutto cambierà in maniera sorprendente e inattesa. Sogni, paure, errori, follie dell’adolescenza in un seinen che sta conquistando migliaia di lettori.

Editore: Panini Planet Manga

Data di Pubblicazione: 02 Maggio 2019

Pagine: 224

Prezzo: 4,50€

La storia parte, dal mio punto di vista, un po’ insicura, per poi riprendersi alla grande e sorprenderci in ogni modo possibile e inaspettato. All’inizio si ha qualche idea, ma non ci si aspetta il tipo di evoluzione che poi avviene nella trama. E ovviamente chi è che voleva ordinare 3/4 volumi e ha scoperto che erano in ristampa e dovrà attendere millemila anni prima di poter andare avanti con la storia? Ma OVVIAMENTE io! Diciamo che mi ha presa soprattutto per la semplicità con cui vengono narrati i fatti e la presenza di temi molto delicati, anche se per il momento solo accennati, se non addirittura sospettati.

I disegni sono veramente molto belli, per loro avrei acquistato il manga già molto tempo fa, ma ho aspettato un po’ prima di iniziare sia perché avevo paura che fosse il classico shojo, sia perché nel periodo in cui uscì ho iniziato veramente tantissimi manga nuovi e non volevo aggiungerne un altro al già enorme carico.

I personaggi attualmente sono il punto forte di questa storia, cosa anche normale perché ci sta tutto che in un primo volume si sia evoluta poco. Ed è anche normale, ovvio e scontato che anche i personaggi non siano stati ancora approfonditi, ma accennati; tuttavia si riesce a scorgere un po’ di quello che saranno e ammetto che le aspettative sono veramente alte. Il protagonista è molto insicuro e introverso, ma soprattutto indeciso, nemmeno lui sa molto cosa fare e come approcciarsi a determinate situazioni e ha bisogno di un po’ di spinte, ma fortunatamente sembra che abbia le spalle ben coperte. Speriamo soltanto che poi non sia chi gli copre le spalle a rimanere scoperto… vedremo!

In fine, questo manga mi ha convinta da subito a proseguire, anche se al momento non so quando né come riuscirò a farlo. Le aspettative sono veramente alte e sto in ansia e non vedo l’ora di andare avanti aaaaaaaaaaaa 4 stelline!