Review Party: Il Re delle Cicatrici, Leigh Bardugo

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Ciao lettori! Dopo tanto (troppo) tempo rieccomi qui con una nuova recensione. Non mi sembra il momento giusto di parlarvi delle mie (dis)avventure per cui vi rimando a IG (anche se più in là) dove spiegherò un po’ tutto quello che sta accadendo a me, al blog e alle mie letture. Ora basta cianciare e dedichiamoci a questo nuovo succosissimo romanzo. Io sono un super fan di Leigh Bardugo, sicuramente rientra nella mia top 5 di autrici preferite di sempre, e quando mi è stato proposto di partecipare a questo evento non potevo assolutamente rifiutare. Prima di proseguire voglio perciò ringraziare Patrizia de In Punta di Carta per aver organizzato l’evento, e la casa editrice per averci fornito la copia digitale da recensire. Iniziamo!

Trama

Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un’innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l’avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c’è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 15 Marzo 2022

Pagine: 420

Prezzo: 20,90€

Prima di iniziare (sì, lo so, avevo detto iniziamo, ma concedetemi questo piccolo appunto perché è super necessario) ci tengo a precisare che questo romanzo non è leggibile “singolarmente”, ma va letto necessariamente dopo l’intera trilogia di Tenebre e Ossa e dopo l’intera dilogia di Sei di Corvi. Facendo diversamente finireste per: 1. Farvi spoiler delle altre due storie; 2. Capirci poco o niente del worldbuilding (compreso di situazione socio-politica attuale) e del Grishaverse.

La storia qui riprende dalla fine di Sei di Corvi, ma troviamo riferimenti super importanti anche e soprattutto alla trilogia di Tenebre e Ossa. Mi è piaciuto veramente molto vedere come l’autrice è riuscita a prendere personaggi da entrambe le storie e riportarli qui con le loro particolarità e problematiche, in dinamiche totalmente nuove, ma che necessariamente devono sempre far capo al passato. Da questo punto di vista direi proprio che è molto incentrato su ciò che è stato prima, e in particolar modo agli strascichi che questo ha portato.

Le descrizioni sono sempre molto accurate e precise, ma con la Bardugo non si hanno dubbi o preoccupazioni in merito: è sempre una garanzia! La narrazione procede in terza persona, ma ogni capitolo è dedicato a un POV diverso, alcuni sicuramente più scorrevoli di altri, ma tutti ugualmente interessanti e importanti, soprattutto per la crescita dei personaggi che in questa storia non è indifferente (nonostante già nelle precedenti ne hanno passate delle belle sti poveri ragazzi – sì, mi sono sentita molto vecchia a dire questa frase, ciao).

L’ambientazione la conosciamo bene, abbiamo avuto modo di approfondirla nei romanzi precedenti, quindi non mi metterò a spiegare il Grishaverse o le lotte e i motivi che ci sono dietro Ravka o Fjerda, se siete a leggere questa recensione sono sicura che sappiate già molto, se non addirittura tutto di queste questioni. Sappiate però che i nostri protagonisti qui non si trovano tutti insieme. Nikolai e Zoya sono insieme a Ravka a far fronte a esperimenti e minacce; mentre Nina è a Fjerda sotto copertura per conto di Nikolai.

I personaggi, come vi dicevo, hanno affrontato una crescita veramente super importante, in particolar modo Nina e sono super contenta di ciò essendomi molto affezionata al suo personaggio. Ammetto che in parecchi suoi POV il mio cuore era in frantumi, la Bardugo è stata veramente super brava a descrivere il suo struggimento. Questo vale anche per Nikolai e Zoya, e dirò solo che aumenta sempre più la voglia di vedere certe coppie realizzarsi.

In fine, non so bene che aspettative avevo quando ho iniziato questo romanzo, anche perché vedo che il 99% delle persone che conosco e che lo ha letto in lingua lo ha anche demolito (rido), quindi sarà che la Bardugo è sempre la Bardugo, sarà che partivo con aspettative meh, ma a me è piaciuto davvero tanto! 4 stelline!

Review Party: Ponte di Anime, Victoria E Schwab

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Ciao lettori, come state? In questa giornata post feste di Halloween e Dia de los Muertos, eccomi a parlarvi dell’ultimo capitolo della trilogia di Cassidy Blake, super bella a mio parere per grandi e piccini. Prima di iniziare voglio ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

È LEI CHE INSEGUE gli spettri, o è il contrario?

Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori.

Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona.

Sarà all’altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 26 Ottobre 2021

Pagine: 352

Prezzo: 15,00

La storia si ripete più o meno sempre con lo stesso ritmo e ordine. Mi è piaciuto un sacco il tema di questo secondo romanzo, più maturo rispetto al precedente (ce lo si aspettava visto che l’intensità dei fantasmi è cresciuta man mano), e soprattutto tutti i riferimenti relativi alla Morte come compagna di vita dei Traversanti.

Le descrizioni sono sempre molto semplici e simpatiche, perfette per smorzare i toni e per il pubblico a cui questa lettura è destinata. L’ho avvertito durante la lettura del secondo, e confermo anche con la lettura di questo che mi infastidiscono le ripetizioni/recap di eventi passati (fatte in modo da permettere ai lettori di capirci qualcosa nel caso in cui si trovassero a leggere i romanzi in ordine casuale) che per me che ho letto tutto in ordine sono soltanto un di più e noioso ed evitabile.

L’ambientazione si sposta ancora, facendoci trovare questa volta a New Orleans, altra città super ricca di storie di fantasmi ed eventi paranormali. La cosa che più amo di questi romanzi, dovete sapere, sono proprio le tante curiosità che si vengono a scoprire durante la lettura su queste città, tant’è che fremo per visitarle tutte!

I personaggi rimangono gli stessi, stavolta ne incontriamo qualche secondario un po’ più particolare e interessante, ma soprattutto ne reincontriamo uno molto apprezzato. Mi sarei aspettata qualche svolta un po’ diversa, ma ho ugualmente apprezzato tutto senza problemi.

In fine, veramente molto molto bello, anche se penso che il primo resti il mio preferito. Meritatissime 5 stelline, ora non mi resta che andare a costringere i miei nipoti a leggere la trilogia!

Review Party: La Corte dei Miracoli, Kester Grant

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Ciao lettori, oggi voglio parlarvi della mia ultima lettura, quindi eccomi con una nuova recensione! Ammetto di essermi buttata a capofitto in questa lettura senza ben sapere a cosa andavo in contro dal momento che non ho mai letto nemmeno la storia da cui è tratto questo retelling, ma mi aveva sempre incuriosita/affascinata sin dall’uscita estera del romanzo.

Trama

Dopo il fallimento della Rivoluzione e l’uccisione di tutti i rivoluzionari, Parigi è una città divisa in due. Accanto al reticolo di viali severi, fiancheggiati da bossi e frequentati dall’aristocrazia, prospera infatti una giungla tenebrosa popolata da sciami di mendicanti, ladri ed emarginati, teatro di crimini e miseria, un luogo oscuro e senza leggi. Qui il potere è gestito dai Miserabili, una formidabile corte di criminali divisi in nove corporazioni, chiamata la Corte dei Miracoli.
Membro della Corporazione dei Ladri, Nina Thénardier può rubare qualunque cosa a chiunque. La ragazza, soprannominata la Gatta Nera, ha sfidato la sorte così tante volte da essere quasi diventata una leggenda tra i Miserabili. Eppure questo non sembra contare molto quando, ancora una volta, la sua strada si incrocia con quella di Lord Kaplan, detto Tigre, feroce capo della Corporazione della Carne. L’uomo ha messo gli occhi sulla sorella della giovane ladra e, si sa, nessuno è mai riuscito a impedirgli di ottenere ciò che vuole. Non ci è mai riuscita la Corte dei Miracoli, come potrebbe farlo Nina, sveglia certo, ma comunque una ragazza, minuta per di più?
Di due cose, però, Tigre non ha tenuto conto. La prima è una regola inviolabile per tutti i Miserabili: mai, mai rubare a una ladra. E la seconda è che, quando si tratta di proteggere chi amano, le gatte sono capaci di mostrare denti e artigli e di diventare decisamente pericolose…

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 12 Ottobre 2021

Pagine: 300

Prezzo: 18,90 euro

La trama è veramente molto interessante, fin dall’inizio, ma ahimè risulta un po’ superficiale in alcuni punti. Ritengo che determinate tematiche e momenti dovevano essere approfonditi, dedicando loro qualche pagina in più. Ho avuto inoltre l’impressione, che mi ha un po’ infastidita, di una trama circolare (parola inventata in questo momento da me, non so se sia valida inserita in questo contesto), ossia che gli stessi avvenimenti che si sono ripetuti più volte, con le stesse dinamiche e motivazione, ma solo qualche piccolo dettaglio a modificare il tutto. Inoltre ho avvertito un po’ come se fosse tutto un po’ troppo semplice, nel senso: c’è azione, e come in tanti romanzi la protagonista sembra Pasqualino passa guai, allo stesso tempo mi ha fatto però un po’ storcere il naso che sia riuscita a uscirsene sempre ammaccata, ma tutto sommato abbastanza pulita, cioè con quello che desiderava lei realizzato.

Le descrizioni sono abbastanza accurate, mai eccessive, proprio come piace a me. Inoltre la narrazione è in prima persona, permettendo a lettore di immedesimarsi al meglio nella protagonista e nelle vicende che si trova affrontare.

L’ambientazione è molto semplice trattandosi di un retelling. Ci troviamo in una Francia post rivoluzione, e i personaggi principali sono gli emarginati della città che hanno trovato il loro modo di farsi forza e andare avanti in un luogo che non li accetta. Tutta la questione relativa alla Corte dei Miracoli e alle corporazioni io l’ho letteralmente AMATA, e avrei un sacco voluto che fosse maggiormente approfondita, così come avrei preferito che avessimo avuto maggiori scorci delle altre Corporazioni. Spero tanto che nei seguiti si saprà di più.

I personaggi sono probabilmente la cosa che ho apprezzato meno. Nina ha una bellissima tenacia, e il senso di protezione verso la sorella è bellissimo, allo stesso tempo però mi ha un po’ infastidito il suo accanimento eccessivo; probabilmente è l’unico personaggio con un minimo di costruzione alle spalle. Ettie può anche non esistere, si può essere ingenui e positivi anche senza essere degli scemi totali. Il principe è un altro scemo ingenuo bloccato nella sua bolla così tanto da non rendersi minimamente conto di ciò che avviene altrove – o anche semplicemente al di fuori di lui – mi ha fatto venire in mente il principe nella serie tv Gli Irregolari di Baker Street; mentre Saint-Just sinceramente non lo capisco molto proprio in generale. L’unico passabile è Montparnasse, nonostante neanche lui sia stato approfondito. La cosa, però, che più di tutte mi ha infastidito è che si è voluto costruire questa sorta di triangolo/quadrilatero amoroso totalmente a caso, ma soprattutto totalmente inesistente; secondo me sarebbe stato meglio non inserire proprio il lato amoroso in questo romanzo, e magari concentrarvisi maggiormente in uno dei prossimi.

In fine, questo romanzo l’ho percepito molto come un “è bravo, ma non si applica” perché trovo la trama un 10/10 mentre lo sviluppo un 3/10, anche se ritengo comunque la lettura abbastanza godibile se non si hanno alte aspettative. Per me sono 3.5 stelline perché comunque mi ha lasciato addosso una forte curiosità sulle evoluzioni della storia.

Review Party: Laura Purcell, Il Filo Avvelenato

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Ciao lettori, come state? Dopo avervi parlato della situazione carceraria dell’epoca di questo romanzo, ora eccomi a parlarvi del romanzo, invece, con una nuovissima recensione! Prima di iniziare vorrei ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Gran Bretagna, prima metà dell’Ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L’incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione. Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell’innocenza.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 21 Settembre 2021

Pagine: 420

Prezzo: 20,00€

La trama, a mio parere, è super interessante, e si sviluppa su due linee: da un lato abbiamo la storia di Dorothea, ricca ereditiera che ha deciso di dedicare anima e corpo a opere benefiche e lo studio della frenologia, tecnica che aiuta a capire carattere e pulsioni di una persona attraverso lo studio del cranio della stessa (entrambe queste sue attività l’hanno portata a incontrare Ruth); dall’altro, invece, troviamo Ruth, ragazza accusata di omicidio e rinchiusa in carcere che racconta praticamente tutta la sua storia, spiegando di essere capace di tessere orditi velenosi e mortali. Entrambe le storie raccontate sono molto interessanti, anche se personalmente mi ha appassionato di più quella di Ruth, con tutte le sventure che le sono capitate.

Le descrizioni sono molto accurate, ma essendoci un susseguirsi di eventi super succoso e interessante non risultano mai eccessive, ma sempre super godibili. Entrambi i racconti sono narrati in prima persona, per cui è super facile immedesimarsi in entrambe le protagoniste, cosa che ho apprezzato veramente moltissimo.

L’ambientazione è molto semplice, ci troviamo in un paesino inglese di inizio ‘800, quindi non credo ci sia particolare bisogno di approfondire il discorso, ma potete sempre recuperare l’articolo sulla prigionia proprio qui!

I personaggi sono molto interessanti e ben caratterizzati. Dotty, come ho già detto, incarna perfettamente l’ideale della ricca ereditiera annoiata, e questa sua passione per la frenologia la rende ancor più particolare. Tutto quello che fa e pensa nei capitoli dedicati a lei, mi ha fatto intuire che anche lei nascondeva qualcosa, e sono super felice di averci azzeccato. Ruth invece è solo povera e ignorante, cresciuta senza conoscere molto non ci si poteva aspettare molto da lei, in più situazioni di vita altamente spiacevoli non hanno fatto altro che accentuare tutto ciò. Non mi va molto di parlare dei personaggi secondari perché in questa storia ritengo sia essenziale conoscerli da se.

In fine, una storia che mi ha realmente tenuta attaccata alle pagine e che mi sento di super consigliare assolutamente. 4,5 stelline

Blog Tour: Il Filo Avvelenato, Laura Purcell – La Prigionia

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Ciao lettori, come state? Vi porto, oggi, un’interessante articolo su la prigionia, in Inghilterra, durante la prima metà dell’Ottocento, tema molto forte e importante ne Il Filo Avvelenato. Prima di iniziare vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Gran Bretagna, prima metà dell’Ottocento. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano. L’incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione. Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell’innocenza.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 21 Settembre 2021

Pagine: 420

Prezzo: 20,00€

Come si intuisce già dalla trama la prigione è un luogo molto importante per le due protagoniste. Dorothea, vi si reca per diverse attività caritatevoli, tanto da essere una delle principali finanziatrici del rinnovo della struttura, e da visitare spesso le sue occupanti per far loro compagnia e dar modo di sfogare le proprie frustrazioni e redimersi. Ruth, invece, è una delle sue occupanti, anche se prima di quel luogo, ha visto realtà ben peggiori e miserabili.

Dalla lettura del romanzo si evince che esistono due tipi di prigioni: quella per debitori, e quella per veri e propri criminali. La prigione per debitori è la più squallida delle due, lì le persone sono destinate a morirci dal momento che devono pagare per poter utilizzare anche i propri effetti personali, vivono in situazioni di sovraffollamento e precarie situazioni igieniche e alimentari; inoltre non c’è divisione tra uomini e donne. La prigione per criminali, invece, è di tutt’altro calibro. Oltre ad esserci due diverse zone per i detenuti maschi e femmine, ognuno di loro ha delle celle private, c’è un’infermeria, una mensa, e la sartoria dove le detenute possono svagarsi attraverso ago e filo. Le detenute sono inoltre tenute a pulire le proprie aree in modo da sviluppare in loro la diligenza e il duro lavoro. Essendo la prima metà dell’Ottocento, inoltre, i motivi per l’incarcerazione possono essere i più svariati, come anche il tentato suicidio.

Parlando di Ruth, vi ho detto che effettivamente lei ha vissuto realtà ben peggiori della galera, ed effettivamente è così. Prima di essere accusata di omicidio, infatti, lavorava come apprendista da una sarta in cui le condizioni di vita erano ben peggiori. Pasti miseri, orari di lavoro assurdi, letti che in realtà erano pagliericci, indumenti che non tenevano caldo, ma soprattutto pene corporali al minimo sbaglio, sì, perché all’epoca per i padroni era consuetudine – addirittura legale – picchiare i propri apprendisti.

Review Party: Ragazza, serpente, spina, Melissa Bashardoust

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Ciao lettori, come state? Eccomi con una nuova recensione, di un’uscita super recente! Come sempre voglio ringraziare Ylenia di Reine des Livres per le opportunità che ci regala organizzando questi eventi, e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

C’era e non c’era una volta − così cominciano sempre le fiabe − una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse.

Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba.

All’approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c’è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno.

Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 05 Ottobre 2021

Pagine: 336

Prezzo: 20,00€

La storia è molto scorrevole, ma ahimè abbastanza prevedibile. Ci sono parecchi cliché e trope visti in parecchi romanzi del genere, ma a differenza degli altri ho notato poca originalità nel rendere il tutto unico e meraviglioso. Non fraintendetemi, mi è piaciuta parecchio, mi ha appassionata e sicuramente consiglierei il romanzo, ma prima di approcciarvi sappiate che, se siete dei lettori forti, probabilmente avete già letto qualcosa di simile; e tanto potete trovare questa storia migliore delle altre, quanto potreste trovarla leggermente inferiore, questo è un parere totalmente soggettivo, e quindi diverso per ognuno di noi.

Le descrizioni sono abbastanza semplici, anche se apprezzo quando sono abbastanza essenziali, ritengo che in questo caso ci sarebbe potuto essere qualche elemento in più ad arricchire il tutto. La narrazione è in terza persona, ma è ugualmente semplice immedesimarsi nella protagonista e provare empatia per lei.

L’ambientazione è interessante, ma avrebbe potuto dare di più, diciamo che non ci ha creduto abbastanza. Per la mitologia/religione del luogo esistono due forze: Creatore e Distruttore, il primo è il padre degli uomini e tutto ciò che è sulla terra, l’altro è il padre dei div, creature diaboliche e mostruose che hanno l’unico compito di creare disordine e distruzione. Tutto è contornato poi da un’ambientazione arabeggiante che, sinceramente, avrei voluto fosse meglio approfondita, così come tutta la questione religiosa.

I personaggi, devo ammettere, non mi hanno fatta impazzire. La protagonista diciamo che ha un carattere con cui io solitamente mi scontro, ma soprattutto non ho amato la scelta dell’autrice di renderla parte della comunità lgbt+, per poi chiamare la sua compagna sempre e in maniera specifica amica; si dovrebbe vedere in realtà se questa particolare scelta sia stata fatta dalla traduttrice, ma sinceramente non credo. Il villain è carino e interessante, ma mi ha ricordato molto, troppo, quello di un altro romanzo/trilogia molto amato in questo periodo. In generale comunque ho trovato alcuni dialoghi e situazioni poco credibili, si cadeva e cascava troppo facilmente nelle mire degli altri, e si diffidava in maniera “scema” e troppo facile di chi invece aveva buone intenzioni.

In fine, questo romanzo per me è stato un po’ una delusione, ma è comunque assolutamente valido, scorrevole e godibile. Più che altro l’ho trovato un po’ superficiale nel trattare determinate situazioni e temi. In sintesi si potrebbe dire che ha buone basi, ma resa poco efficace. Ci sarebbero volute un 100/150 pagine in più di approfondimenti, a mio parere, e sarebbe potuto essere veramente meraviglioso. Attualmente direi 3.5 stelline.

Review Party: I Sette Mariti di Evelyn Hugo, Taylor Jenkins Reid

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Ciao lettori, come state? Oggi sono qui con una nuova recensione totalmente inaspettata. Questo romanzo mi ha incuriosita fin dal primo momento in cui ho sentito parlarne, nonostante ciò non avevo proprio idea di cosa stessi andando in contro nel momento in cui ne ho iniziato la lettura. Prima di iniziare a parlarvene voglio ringraziare, come sempre, Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

Dopo anni vissuti lontano dai riflettori, la ex “divina” di Hollywood Evelyn Hugo, autentica icona della storia del cinema, è finalmente pronta a svelare la sua verità. E anche quella sui suoi sette mariti, naturalmente. Per farlo, sceglie Monique Grant, una reporter semisconosciuta. La più stupefatta è proprio Monique: perché proprio lei? E perché proprio adesso? Si dà il caso che per la giornalista non sia proprio un gran momento: dopo pochi mesi dalle nozze il marito l’ha lasciata, e a trentacinque anni la sua vita professionale sembra già arrivata a un punto morto. L’incarico di scrivere la biografia di Evelyn Hugo potrebbe essere l’occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera. E così, nello splendido appartamento di Manhattan dell’attrice, Monique ascolta affascinata le parole di Evelyn: dagli esordi nella Los Angeles degli anni Cinquanta fino alla decisione di ritirarsi dalle scene trent’anni dopo, passando per i numerosi matrimoni, l’attrice rivela una storia di feroce ambizione, amicizia inattesa, e un grande amore proibito. Monique si sente sempre più vicina alla leggendaria star: a mano a mano che il racconto di Evelyn si avvicina alla conclusione, appare chiaro che le loro vite sono legate in modo drammatico e ineludibile.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 07 Settembre 2021

Pagine: 420

Prezzo: 20,00€

La storia è veramente super interessante e avvincente, ma soprattutto contiene molta più ciccia di quanto ci si aspetterebbe. Non so se è lo stile utilizzato dall’autrice, la forza accattivante di questa trama, o il mio amore per il gossip (o, per essere più onesta, inciuci), ma ammetto che per me è stato super difficile staccarmi dalle pagine durante la lettura. Nonostante siano parecchi i libri che mi appassionano e che amo, non per tutti riesco a dire che è “facile leggerli”, che scorrono l’acqua, anzi ad essere onesta quasi per nessuno visto che solitamente leggo mattonazzi fantasy, I Sette Mariti di Evelyn Hugo, invece, è stato un romanzo che si è letto praticamente da solo.

Le descrizioni sono state molto essenziale, ma per il tipo di storia doveva essere per forza così. Parliamoci chiaro, stiamo parlando della vita di Evelyn Hugo, a nessuno interessa in che modo la tenda si posava sul pavimento, un eccesso di descrizioni avrebbe reso la trama pesante e ridondante, ma soprattutto avrebbe sviato il succo del discorso. La narrazione segue due punti di vista: quello di Evelyn che si racconta, e quello di Monique che scende a patti con la sua vita, quello che non la soddisfa, ma soprattutto il grande mistero della storia di Evelyn Hugo.

L’ambientazione non è un fattore importante di questa storia, l’intervista si svolge a New York, mentre la vita di Evelyn si è svolta tra New York, Los Angeles e la Spagna. I luoghi, in ogni caso, non sono assolutamente importanti per gli avvenimenti che si susseguono. Tutto ciò sarebbe potuto succedere in una città come un’altra.

I personaggi sono il punto chiave di questa storia secondo me. Evelyn è una vera guerriera; ha sempre fatto ciò che necessario per realizzare i suoi sogni e desideri, e ha sempre anteposto la ragione a quello di cui magari aveva bisogno lei o chi le stava intorno. Non voglio soffermarmi a parlare dei diversi mariti che ha avuto, se fossero buoni o meno, ma sulle difficoltà che questi, in senso molto largo, rappresentano; anzi, non difficoltà, ho usato un termine sbagliato perché quello che voglio intendere realmente è che rappresentano ognuno dei temi super importanti che l’autrice ha voluto includere in questa storia (un po’ mi piace pensare a loro come ai sette peccati capitali). Attraverso i suoi mariti Evelyn ci parla di violenza domestica, tradimento (sia fisico che morale), dei diversi tipi di amore che ci possono essere, come quello dell’idea di quella persona – più che della persona stessa. Dei diritti delle donne e della comunità LGBT+, del diritto all’eutanasia, del cancro, dell’AIDS, delle coppie miste e tanto altro.

In fine, ritengo che nonostante parecchi, se non tutti i temi di questo romanzo siano stati già affrontati diverse volte e tutte in maniera diversa, un po’ tutti abbiano bisogno di leggere questo romanzo perché fa bene. Perché non ti parla come i libri di auto aiuto, ma allo stesso tempo ti aiuta a non avere sensi di colpa per le cose inutili e sbagliate, perché ti aiuta a capire che il mondo non ti deve niente e tu non devi niente al mondo e i sensi di colpa sono solo per chi non sa convivere con le proprie scelte e azioni. Assolutamente 5 stelline.

Blog Tou: Unravel the Dusk, Elizabeth Lim – La Società

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Ciao lettori, come state? Oggi sono qui per parlarvi del secondo capitolo di questa trilogia che ho apprezzato veramente tanto! Dato che per questo evento ho partecipato soltanto al blog tour, al più presto vorrei portarvi anche le recensioni dei due romanzi, spero di riuscire a stabilizzarmi un po’ a ottobre e riprendere un po’ la mano e la coerenza, sia con i post su IG che con gli articoli qui sul blog! Ma adesso bando alle ciance, e iniziamo con l’articolo. Colgo solo – un attimo – l’occasione per ringraziare ancora una volta Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per aver fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

MAIA TAMARIN HA GIÀ dimostrato di essere la più abile sarta del paese. Ha sbaragliato gli altri concorrenti nella gara con cui l’imperatore ha scelto il nuovo sarto imperiale. Ha viaggiato fino ai confini del mondo per procurarsi la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle. E con questi tesori ha cucito tre abiti magici, ciascuno degno di una dea. Ma le prove per lei non sono ancora terminate.

Al ritorno dal suo viaggio, il regno è sull’orlo della guerra e Edan, il ragazzo che ama, è sparito. Forse per sempre.

La guerra che impazza non è niente a confronto della battaglia che Maia combatte contro se stessa. Da quando è stata marchiata dal demone Bandur non è più la stessa…

La posta in gioco è più alta che mai, ed è solo questione di tempo prima che Maia si perda completamente. Ma non si fermerà davanti a nulla pur di ritrovare Edan, proteggere la sua famiglia e garantire al suo paese una pace duratura.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 31 Agosto 2021

Pagine: 348

Prezzo: 20,00€

Essendo che l’autrice si è concentrata maggiormente sulla trama, sistema magico e cucito/moda, della società in cui tutto è ambientato non ha parlato più del necessario. Sappiamo che la società è ispirata principalmente da quella della Cina Imperiale, quindi con Imperatore (ma dai), e tutto il seguito tra guardie, eunuchi e nobiltà. Non dimentichiamo inoltre che si tratta di una società di tipo patriarcale, non per niente Maia ha dovuto fingere di essere uomo nel primo romanzo; le donne non potevano fare lavori di rilievo, tant’è che potevano diventare al massimo cucitrici, ma mai delle vere e proprie sarte.

L’imperatore possiede diversi palazzi, nei quali si sposta insieme al mega gruppo della servitù ad ogni stagione. Questa è una cosa super carina, tra abitudini del tempo, che mi ha sempre affascinata e incuriosita, e sono super contenta di aver visto parlare di questo evento anche nel romanzo.

Parte di questa società, anche se non integrante, sono anche gli stregoni (come vi dicevo, l’aspetto fantasy/magico ha forte importanza all’interno di questa storia). Dico parte non integrante perché stiamo parlando sempre di una società altamente superstiziosa, di conseguenza non da tutti gli stregoni sono visti di buon’occhio, anzi, ce ne sono pochi in circolazione, ed essendo un po’ come geni della lampada solo chi ha particolari interessi o mire vi si accosta. Questo anche per il lato oscuro del potere dei maghi, per loro è molto facile cambiare e diventare demoni.

Review Party: L’Impero del Vampiro, Jay Kristoff

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Ciao lettori, come va? Oggi finalmente posso parlarvi del libro che più attendevo in questo 2021, e mi sento super folle ed esaltata a potervene parlare!

Trama

Dall’autore delle “Cronache di Nevernight”, una nuova serie. Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba. Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità. Gabriel de Leon, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte -, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine. Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità. Il Sacro Graal.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 14 Settembre 2021

Pagine: 720

Prezzo: 25,00€

La prima cosa che bisogna sapere su questo romanzo è che probabilmente, se lo leggerai, il tuo primo pensiero a fine lettura sarà: Jay Kristoff è un genio o è un pazzo scriteriato? Beh, io non so rispondervi a questa domanda, ma posso dirvi con certezza che in entrambi i casi io lo amo e lo venero. La storia è molto particolare e intricata, e nonostante i millemila dettagli non ci si perde e sembrano non esserci buchi di trama. Ci sono alcuni salti nel tempo, tra un ipotetico presente (che presente non è visto il tipo di narrazione) e un passato molto lontano, relativo alla giovinezza di Gabriel. Tuttavia non si crea confusione tra le due linee temporali perché prima di passare all’una o all’altra c’è sempre una sorta di recap, cosa che non è che ho apprezzato, di più, anche perché in qualunque linea temporale ci trovassimo la storia mi trascinava così a fondo da perdere la cognizione dell’altra linea temporale, e se non ci fosse stato questo stratagemma molto probabilmente avrei perso qualche pezzo.

Le descrizioni sono molto accurate, anche se devo ammettere mai pesanti, ma anzi super interessanti. La narrazione è molto particolare perché è un po’ come se fosse mista: da un lato in terza persona, il Santo d’Argento che racconta la sua storia a un Vampiro che fa le veci di uno storico; dall’altra Gabe che racconta la sua storia, e quindi noi viviamo tutte le vicende che ha vissuto lui come in una storia in prima persona.

L’ambientazione è un altro elemento che ho super adorato di questa storia. Un Paese basato una religione (vi fa venire in mente qualcosa?), vampiri, e un mondo che non è più lo stesso e ha permesso all’oscurità di prendere il sopravvento. Detto così non sembra, ma il romanzo ai miei occhi è stato un po’ come una gigantesca bestemmia con tutte le scenette e battute, e da grande amante del black humor non ho potuto fare altro che amarlo alla follia. La penna di Kristoff è riconoscibile ovunque, soprattutto grazie alle tante parole “inventate” di cui l’autore è solito servirsi.

I personaggi sono fantastici. Da lettrice pazza e accanita, ma soprattutto da grande amante di Jay Kristoff non potevo non confrontare ogni personaggio che mi capitava davanti con quelli di Nevernight, e nonostante alcuni elementi mi facessero pensare Mia questa sei tu? Ashlinn? Tric? Non posso che dire che il lavoro dell’autore per far sì che questi personaggi siano unici e paragonabili a nessuno è stato eccelso.

In fine, questo romanzo è una maledettissima perla e il lavoro che c’è dietro è innegabile, ma soprattutto folle. Già 700 pagine ci hanno dato ampi elementi per dare forza alla storia di Gabriel de Leon e a renderlo uno stronzo reale, io non oso immaginare cosa possa ancora accadere in altri 2 libri. Zio Jay, cosa diavolo ha partorito la tua mente? Il diavolo ha sussurrato al tuo orecchio? Per questo dici sempre che il diavolo ama i suoi simili? Altrimenti io non me lo spiego. Assolutamente 5 septistelle!

Review Party: Città di Spettri, V. E. Schwab

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Ciao lettori, come state? Per me più o meno da metà settembre è come se fosse già Halloween, quindi letture come questa sono totalmente pane per i miei denti, e sono super felice di aver avuto l’opportunità di fare questa lettura in anteprima grazie all’evento organizzato da Ylenia di Reine des Livres, che ringrazio immensamente.

Trama

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma.

Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana.

Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un’altra ragazza che condivide il suo stesso “dono”, si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 31 Agosto 2021

Pagine: 320

Prezzo: 15,00 euro

La storia è molto interessante, e nonostante sia chiaro dal primo momento che è destinata a un pubblico di ragazzi, resta ugualmente super apprezzabile e accattivante. Si vede dal primo momento che la storia è destinata ad avere più episodi, perché ci sono alcuni buchi che evidentemente saranno riempiti nei volumi successivi della storia, e da questo punto di vista siamo super fortunati perché stanno uscendo tutti presto!

Le descrizioni sono molto essenziali, ma mai superficiali. Perfette per il target del romanzo. La narrazione è in prima persona e segue passo passo i pensieri e le vicende che si trova ad affrontare di Cassidy.

La cosa che più ho amato di questa storia è l’ambientazione. Innanzitutto tutta la questione relativa proprio ai fantasmi, come si riesce a vederli e a comunicare con loro, ma anche e soprattutto il modo in cui la vive Cassidy e tutte le varie scoperte che fa durante il suo soggiorno ad Edimburgo. Per non parlare poi della città stessa e le meraviglie che ci troviamo a visitare insieme a lei, e tutte le curiosità un po’ creepy sulla città più infestata! Ammetto di aver avuto un’immensa tentazione di andarci tipo subito, come sempre quando leggo di qualche luogo reale e specifico.

I personaggi sono anch’essi super interessanti e caratterizzati anche un po’ più del necessario nonostante si tratti, come già detto, di una lettura per ragazzi. Cassidy ha una storia molto particolare, e dei genitori ancor di più. Un migliore amico che è un fantasma e di cui si sa veramente poco. E una nuova amica, che spero sinceramente di ritrovare anche durante le prossime letture!

In fine, ho adorato su tutti i fronti questa lettura, e spero di convincere presto i miei nipoti a recuperare questa lettura che, a mio parere, merita tantissimo. Assolutamente 5 stelline.

Review Party: Streghe in Eterno, Alix E. Harrow

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Ciao lettori, come va? Anche oggi una nuova recensione. Parliamo di Streghe in Eterno di Alix E. Harrow, che, per chi non la conoscesse, è la stessa autrice de Le Diecimila Porte di January, per cui già questo può darvi qualche indizio in merito alla storia, e se questa potrebbe fare o meno al caso vostro. In ogni caso ora ve ne parlo meglio, ma prima vorrei ringraziare Ylenia di Reine des Livres per aver organizzato l’evento e la casa editrice per averci fornito la copia digitale dell’opera.

Trama

“Sono terrorizzata e sono terrificante. Sono spaventata e sono qualcosa da temere.” Nel 1893 non esistono streghe. Un tempo sì, c’erano, negli oscuri giorni selvaggi prima che iniziassero i roghi, ma adesso la stregoneria è solo una questione di graziosi incantesimi e filastrocche e vecchi racconti per bambini. Se le donne vogliono avere una qualsivoglia forma di potere, devono cercarla nell’urna elettorale.

Ma quando le sorelle Eastwood – James Juniper, Agnes Amaranth e Beatrice Belladonna – entrano nell’Associazione per le Donne di New Salem, iniziano a chiedersi se, recuperando antiche parole dimenticate, non sia possibile trasformare quello delle suffragette da un movimento di donne a un movimento di streghe. Inseguite da ombre e morbi, perseguitate da forze che vogliono impedire a una strega di votare – e forse persino di vivere -, le sorelle dovranno immergersi nell’antica magia, tessere nuove alleanze e recuperare il legame che le unisce.

Perché le streghe non esistono, ma esisteranno.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 07 Settembre 2021

Pagine: 576

Prezzo: 24,00€

La storia è super avvincente e particolare. Lo stile della Harrow si percepisce forte e chiaro, e come lo amai durante la lettura del suo primo romanzo, l’ho amato adesso. La cosa bella di quest’autrice, secondo me, è il fatto che riesce a rendere una storia fantastica perfettamente plausibile e accattivante, riesce a mischiare fantasia e realtà in una maniera che io adoro alla follia, permettendo così al lettore di immedesimarsi ancor meglio nei personaggi e nella storia.

Le descrizioni sono molto accurate, ma non risultano mai pesanti. La narrazione è in terza persona, con un capitolo finale in prima. Una cosa che ho adorato è stato l’inizio di ogni capitolo con un incantesimo, incatesimi che sono per lo più filastrocche infantili, ma ancora di più ho adorato che alcune di queste filastrocche le conoscevo anch’io, così come – credo – il 99% dei bimbi di tutto il mondo (italiani di sicuro). Cioè, per dirv, c’è anche zucchero, cannella, ed ogni cosa bella che a me fa venire sempre e solo in mente le superchicche! Grande importanza si da anche alle storie, e alcune tra quelle più importanti ci vengono riportate proprio come dei capitoli a sé.

L’ambientazione è molto semplice, come ho già detto l’autrice tende a mischiare molto realtà e fantasia. Ci troviamo in una città americana di fine ‘800 chiamata New Salem, o anche la città senza peccato, per contrapporsi a Old Salem, la città delle streghe. La magia è un qualcosa alla portata di tutti, ma dopo numerose cacce alle streghe e rimostranze, viene vista di malocchio, se non addirittura bannata dalla società. Ci troviamo anche nel periodo storico delle Suffragette, movimento a cui le nostre protagoniste si uniscono, e poi si ispirano. Ho adorato il modo in cui parecchi personaggi storici siano stati trasmessi al femminile, come le sorelle Grimm, ha dato certamente al romanzo un tocco da manifesto femminista ancora più forte.

I personaggi sono super particolari, interessanti e belli. Amo le differenze, ma anche il modo in cui si completano le tre sorelle. I tre punti di vista con le varie vicende che affrontano, e i pensieri che le perseguitano. Il modo in cui si sono perse e ritrovate. Tutti i retroscena che loro stesse davano per scontato, sbagliandosi di grosso. E cosa che ancora di più ho amato è, non solo che comunque come personaggi ci sono veramente tutti i tipi di freak, ma anche che siano stati inclusi anche tutti i tipi di sessualità. Veramente, non posso che dire Good Job!

In fine, mi sento assolutamente e sicuramente di consigliare questo romanzo, una vera chicca a mio parere. Sicuramente 5 stelline.

Review Party: Oculta, Maya Montaine

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Ciao lettori, come va? Oggi torno con una nuova e succosissima recensione! Raramente i libri secondi in una trilogia sono meglio dei primi, ma questo sicuramente lo è, perciò sono super felice e super esaltata nel parlarvene!

Trama

Sono passati ormai quattro lunghi mesi da quando Finn e il principe Alfie hanno sconfitto l’antico e malvagio potere che minacciava di condurre il regno di Castallan alla rovina. Da allora, entrambi impegnati nelle proprie questioni personali e non, non si sono più visti. Alfie, in qualità di erede al trono di Castallan, è chiamato a occuparsi del delicato vertice con i reali englassiani per negoziare la cessazione delle ostilità e siglare la pace tra i due regni. Finn, da parte sua, sta cercando di godersi l’inedita libertà da Ignacio. Quando, per una serie di avvenimenti inaspettati, fa ritorno a San Cristobal, Finn scopre che, esattamente come sta accadendo a lei, anche per Alfie le cose non sembrano andare nel modo sperato. Il ragazzo, infatti, rischia di vedere vanificati i propri sforzi. A quanto pare, la misteriosa organizzazione responsabile della morte del fratello del principe è tornata nuovamente alla ribalta e il suo nuovo obiettivo sembra essere il fallimento proprio del vertice politico presieduto dal ragazzo. Ancora una volta, perciò, Finn e Alfie saranno costretti a unire le forze per seguire le tracce dell’assassino e preservare così l’unica possibilità che finalmente Castallan ed Englass trovino la pace. Ma saranno in grado di fermare i loro avversari prima che una nuova guerra minacci il loro regno?

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 31 Agosto 2021

Pagine: 384

Prezzo: 19,00€

La trama è molto interessante e accattivante. Il problema/villain del primo romanzo è stato totalmente risolto con la fine di esso, per cui adesso Finn e Alfie si ritrovano ad affrontare situazioni totalmente nuove e inaspettate. Da un lato si può dire che assuma una trama un po’ più politica del precedente, ma in realtà neanche troppo dal momento che l’avventura e le situazioni che porta sono comunque prevalenti.

Le descrizioni non sono eccessive e nemmeno scarne. Io le trovo sinceramente più che adatte per questo tipo di storia, anzi, le preferisco dal momento che, si sa, in generale non sono grande amante delle descrizioni eccessivamente pesanti.

L’ambientazione mi è piaciuta tanto quanto la prima volta che l’ho affrontata, durante la lettura del primo romanzo. Ci troviamo in un Paese, Castallan, dall’ispirazione spagnola/sudamericana in cui la magia è accessibile/fattibile per tutti. Esistono diversi modi per utilizzarla, c’è quella elementale, che tutti utilizzano in base a una predisposizione che hanno; ad esempio Alfie padroneggia l’acqua, Finn la terra e Luka il fuoco. C’è la magia verbale, ossia pronunciare parole un po’ come si fa con gli incantesimi, questo tipo di magia ad esempio non è accessibile a tutti, ma soltanto a chi può economicamente permettersi di studiare; ad esempio Finn non conosce questo tipo di magia. E poi c’è il propio, una qualità magica con cui si nasce, e che quindi non tutti hanno, e che è diverso e unico per ogni persona; volendo tenere come esempio i tre personaggi che ho nominato prima Alfie, Luka e Finn, posso dirvi che Luka è l’unico dei tre a non averne uno. Tuttavia non è sempre stato così semplice poter utilizzare la magia perché in passato Castallan era sotto la guida/soppressione di Englass in cui si crede che soltanto persone ricche e nobili abbiano diritto di utilizzarla, impedendo sia tramite leggi che tramite incantesimi l’utilizzo della magia a chi fa parte di una casta “bassa” se vogliamo. È proprio il rapporto tra Englass e Castallan ad essere il protagonista di questo secondo volume.

I personaggi li ho adorati e apprezzati come la prima volta. Super interessanti e carini, non ci si può non immedesimare e affezionare a loro. Vesper mi ha dato vibes strani durante tutta la lettura, ma un po’ speravo comunque in lei, anche se la rivelazione finale del suo carattere non mi ha sorpreso più di tanto.

In fine, ho apprezzato tantissimo anche questo secondo volume, come dicevo nell’introduzione anche più del primo, e mi sento sicuramente tanto di consigliare questa storia a chiunque. Un’ambientazione super interessante, una storia che cattura e, in questo secondo capitolo un finale super cliffhanger approvatissimo (anche se avevo ben intuito cosa stava per accadere). Assolutamente 5 stelline!

Cinder, Marissa Meyer – Recensione

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Ciao lettori, come va? Dopo un po’ di articoli di @orestekaizel eccomi con una nuova recensione! Oggi voglio parlarvi di Cinder, letto insieme al mio cuore, Larisa de La Scrivania dei Libri.

Trama

In un futuro lontano la Terra è divisa in sei grandi regni. Cinder è una ragazza metà umana e metà cyborg. Non ha ricordi della sua infanzia mentre il suo futuro sembra scritto: il lavoro da meccanico al mercato, una matrigna e delle sorellastre da sopportare, qualsiasi sogno da soffocare. Eppure quando per caso incontra il principe Kaito, erede al trono del regno, qualcosa in lei si accende. Ma può una cyborg sognare una vita normale? Intanto il mondo è invaso da un’epidemia e l’unica ad avere l’antidoto è la splendida ma malefica Regina di Luna: con il suo sguardo magico e letale riesce a controllare le menti. Ma il prezzo da pagare per la salvezza del mondo è troppo alto.

Editore: Mondadori

Data di Pubblicazione: 13 Marzo 2012

Pagine: 394

Prezzo: 16,15 euro

La storia è veramente super bella e interessante. Ho amato il modo in cui sia un retelling molto fedele alla fiaba originale, ma allo stesso tempo sia totalmente nuovo e innovativo. Io sto leggendo questa storia soltanto adesso, ma non dimentichiamo che è comunque un romanzo del 2012, quasi 10 anni fa.

Le descrizioni sono poche, ma buone. La narrazione è in prima persona, secondo il punto di vista di Cinder; ricca di conversazioni l’ho trovata super scorrevole e accattivante: era super difficile per me staccarmi dalle pagine.

L’ambientazione è semplice, ma allo stesso tempo particolare e interessante. Dopo che la Terra è stata scossa da diverse guerre, si è unita sotto il Commonwealth, con base a Nuova Pechino, che regola le dinamiche principali di tutto e i rapporti con la popolazione della Luna, i cosiddetti lunari, i quali si dice abbiano particolari poteri di attrazione/manipolazione verso le altre persone. In tutto ciò è in corso anche un’epidemia inguaribile, e si è alla ricerca di una cura che a quanto pare è proprio nelle mani di questi lunari.

I personaggi sono molto interessanti e ben costruiti, anche se non approfonditi troppo, ma sono sicura che li conosceremo sempre meglio man mano che la storia avanzerà e si conosceranno anche i prossimi. Cinder è veramente interessante e brava, nonostante sia cresciuta come la classica Cenerentola, maltrattata e sfruttata, ha dei forti valori ed è capacissima di distinguere il bene dal male. Il principe Kaito anche è un personaggio molto interessante per questa continua lotta interna tra ciò che vorrebbe fare come persona e ciò che ci si aspetterebbe da lui e dovrebbe fare in quanto Principe del Commonwealth. E poi la Regina della Luna, una villain che mi sta piacendo tantissimo e che trovo super azzeccata, soprattutto in seguito a numerose rivelazioni che avvengono poi alla fine del romanzo.

In fine, Cinder è quella storia che ho sempre rimandato, e di cui mi sto pentendo tantissimo tanto che sto adorando. Sicuramente mi sento di consigliarla vivamente, e non vedo l’ora di leggere il prossimo volume, a settembre! Assolutamente 4.5 stelline.

5 Spokon da non perdere! + 2 Extra

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Ciao gente! Siete stanchi dei soliti shonen? Tranquilli, oggi parleremo di 5 Spokon che sono assolutamente da non perdere! Grazie a questa mini classifica scoprirete il fascino dello sport, e le emozioni che ne fanno parte, anche perché alcuni hanno fatto realmente la storia! Ma ora non perdiamoci in chiacchiere, e partiamo subito alla scoperta dei migliori manga sportivi!

Haikyuu

Trama

Dopo aver assistito a una partita di pallavolo, il giovane Shoyo Hinata si pone come personale obiettivo di diventare “Il piccolo Gigante”, soprannome dato ad un basso ma tenace giocatore della squadra del liceo Karasuno.

A prima vista la pallavolo può sembrare facile e divertente, ma in realtà è molto più complessa di quello che pensate e il nostro protagonista, Hinata Shoyo, lo sa bene, e nonostante la sua statura la ama alla follia. Per lui non è uno sport, ma la sua vita. Questo spokon mi ha sorpreso fin dai primi volumi, e la caratterizzazione dei personaggi primari e non è di altissimo livello. Non vi nego che leggendo questa piccola perla ho avuto le stesse vibes che ebbi quando ho letto il manga migliore sulla pallacanestro (citato più avanti).

Da poco la serie si è conclusa ricevendo un degno finale, fortunatamente, quindi è assolutamente una di quelle serie che non dovete perdere!

Capitan Tsubasa

Trama

Tsubasa Ozora è un ragazzino giapponese con una passione e un talento smisurati per il calcio e che sogna di vincere il mondiale. Insieme alla sua famiglia si trasferisce nella città di Nankatsu, dove si iscrive alla scuola pubblica per l’ultimo anno delle elementari.

Anche se da noi in Italia è conosciuto come Holly e Benji, il lavoro svolto da Yōichi Takahashi è uno dei migliori adattamenti a tema calcistico. Partite infinite e piene di patos, le emozioni vissute insieme a protagonisti ci hanno fatto battere il cuore fin da ragazzini. Tutto questo, accompagnato da un tratto tipicamente shojo, rende Capitan Tsubasa il miglior Spokon a tema calcistico, perché anche lui ha fatto la storia ispirando tantissimi a praticare questo sport!

Fun fact: lo stile shojo tipico di quell’epoca, con mani grandi e gambe lunghe, è stato utilizzato nella speranza di avvicinare più ragazze a questo tipo di letture.

Eyeshield21

Trama

Il protagonista è Sena Kobayakawa, un timido studente che sta per iniziare il primo anno di scuola superiore senza immaginare che questo evento cambierà per sempre la sua vita. Viene infatti reclutato per il club di football americano, uno sport che non conosce ma che ben presto diventerà la sua passione, volente o nolente. Infatti Sena è praticamente costretto dal folle Yoichi Hiruma ad unirsi alla sua squadra. Peccato però che oltre a loro due ci sia solo Ryokan Kurita: dove troveranno gli altri 8 giocatori che servono per partecipare al primo torneo dell’anno?

Se volete un bel manga sul Football americano, non potete perdervi Eyeshield21 una delle opere più leggere, e che non si prende mai sul serio di tutti tempi, ma tranquilli, oltre alle grasse risate, non mancheranno momenti avvincenti e azioni degne di nota. Ho trovato quest’opera perfetta per chi cerca un manga sportivo non troppo impegnativo, insomma è un piccolo gioiellino.

Slum Dunk

Trama

Hanamichi Sakuragi è una matricola del liceo Shohoku ed è sostanzialmente un attaccabrighe che non passa certo inosservato con i suoi capelli rossi fuori dal comune e con la sua altezza. Entrerà nel mondo del basket dopo essersi innamorato di una ragazza che si chiama Haruko, alla quale questo sport piace molto… quindi per conquistarla decide di entrare nella squadra di basket della sua scuola… anche se è totalmente a digiuno di questo sport, di cui non conosce nemmeno le regole! Gli inizi non saranno quindi certo dei più semplici, ma sotto sotto si potrà pian piano scoprire in lui un talento innato per questo sport!

Da molti è definito come il miglior Spokon della storia, un capolavoro sotto ogni aspetto a partire dai disegni di Takehiko Inoue. Quest’opera ha dettato degli standard molto alti nel settore, la sceneggiatura è perfettamente bilanciata fra comicità, e siparietti indimenticabili che vi resteranno impressi nel cuore. Con una trama lineare, ma ben strutturata, e soprattutto tanti insegnamenti di vita, sia per quanto riguarda lo sport in questione (il basket), spiega le regole rendendole interessanti, e ogni partita vi coinvolgerà sia emotivamente che agonisticamente. Sentirete sentimenti come la pressione, la fatica, ma soprattutto l’euforia, tutto grazie al magnifico lavoro svolto sui personaggi. Sono tutti iconici ed ognuno di loro vi conquisterà, soprattutto il rapporto che si crea tra loro. Slum Dunk è una di quelle opere che non deve mancare assolutamente nelle vostre librerie, non è un consiglio, ma un obbligo, dovete leggerlo assolutamente!

Rocky joe

Trama

E’ un vecchio ubriacone, ex pugile, un giorno vedendo Joe battersi in un vicolo capisce subito che quel ragazzo ha la stoffa per diventare un campione. … Si innamora subito di Joe, ma per lui non esiste che la boxe e lei dopo aver aspettato e pazientato a lungo si sposerà con il buon Nishi.

Su Rocky Joe avrei molto da dire. È un opera immensa che ha ispirato milioni di persone, è una di quelle storie di speranza che insegna dei valori importanti. La boxe per Joe è tutto e lo si percepisce durante tutta la lettura del manga. I toni della trama e le ambientazioni vi teletrasporteranno in un Giappone povero dopo il dopoguerra, dove capirete fin da subito gli ideali del protagonista, la sua voglia di riscattarsi e tanto altro. Non sto qui a farvi un pippone enorme su quest’opera perché voglio evitarvi possibili spoiler, ma soprattutto perché Rocky Joe è una di quelle opere che va godute fine in fondo. Anche questo dovete averlo assolutamente in libreria, e va letto senza se e senza ma.

Fun fact: alla morte di un determinato personaggio (non vi dirò quale per non fare spoiler, quindi non andate a cercarlo se non conoscete la storia), è stato fatto un vero e proprio funerale, il primo per un manga.

Piccolo extra: un manga che consiglio ed uno che sconsiglio

Ovviamente il manga che consiglio è Hajime no Ippo

Un manga sempre sulla boxe, ma molto tecnico che, chi come me ha praticato questo sport, non può assolutamente perdere.

Trama

Ippo Makunouchi è uno studente di scuola superiore, costretto ad aiutare sua madre a gestire l’azienda ittica di famiglia, non ha perciò il molto tempo libero che hanno molti suoi coetanei. La sua vita è, inoltre, resa dura da continui episodi di bullismo di cui è vittima.

Quello che sconsiglio invece è Kuroko no Basket, la merda degli Spokon, non augurerei al mio peggior nemico di dire vicino a un lettore di manga sportivi che Kuroko è meglio di opere come Slam Dunk e Real, perché verrete linciati.

Trama: Inesistente fa schifo su tutti i fronti.

Trama reale: Kuroko è un membro del leggendario team di basket delle scuole medie conosciuto come “The Generation of Miracles” (la generazione dei miracoli) e, nonostante sembri che nessuno lo conosca davvero, i principali cinque giocatori della squadra scolastica delle superiori lo considerano il miglior giocatore di basket. Quando questi si unisce alla squadra, tutti restano sorpresi nel constatare che il ragazzo è piccolo, esile e debole… qual è il segreto che lo ha reso così famoso? E grazie a quale abilità riuscirà ad aiutare il suo team?

Con questo è tutto gente, fatemi sapere se leggerete o avete già letto una di queste opere nei commenti, e mi raccomando: niente Kuroko perché per ogni capitolo letto un fan di Slum Dunk muore!

Alla prossima, gente!

La Mossa del Principe, C S Pacat – Recensione

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Ciao lettori! In questi giorni abbiamo lavorato un po’ all’aspetto del blog, anche se ancora nulla è definitivo, perché dove siamo attualmente in vacanza la linea non è granché e ancora non abbiamo potuto fare tutte le modifiche che avevamo in mente. In ogni caso oggi riprendo con la pubblicazione degli articoli, quindi tenete sempre d’occhio il blog!

Trama

Con i loro due paesi sull’orlo di una guerra, Damen e il suo nuovo padrone, Laurent, dovranno lasciarsi alle spalle gli intrighi del palazzo e concentrarsi sulle più ampie forze del campo di battaglia mentre viaggiano verso il confine per scongiurare un complotto fatale.

Costretto a nascondere la sua identità, Damen si sente sempre più attratto dal pericoloso e carismatico Laurent, ma via via che la fiducia nascente tra i due uomini si approfondisce, le scomode verità del passato minacciano di infliggere il colpo mortale al delicato legame che ha cominciato a unirli…

Editore: Triskell

Data di Pubblicazione: 23 Febbraio 2018

Pagine: 328

Prezzo: 12,00 euro

La storia riprende esattamente dove termina il romanzo precedente, ma si nota fin da subito che i toni della narrazione sono totalmente diversi, quasi è difficile credere che i due romanzi siano stati scritti dalla stessa persona, se non fosse per l’immancabile lato erotico di questa storia.

Le descrizioni restano sempre sugli stessi toni. Non sono mai eccessive e stancanti, ma qualche volta sarebbero potute essere giusto un po’ in più. È stato comunque super bello ed interessante vedere come il tutto si è evoluto, e continua ad evolversi, in particolar modo il rapporto tra Damen e Laurent.

L’ambientazione è sempre la stessa, solo che questa volta anziché essere fermi al palazzo di Vere, le vicende prendono una piega totalmente diversa, più politica. Vediamo quindi lo svolgersi della campagna militare, il viaggio intrapreso dai nostri protagonisti per raggiungere il confine tra Vere ed Akielos, e così gli ambienti e la cultura del luogo, approfondendo la conoscenza del posto.

I personaggi sono sempre molto interessanti e speciali. Conosciamo meglio Laurent e Damianos, ma anche molto i personaggi secondari, alcuni super interessanti, altri super bastardi, e indirettamente approfondiamo anche la conoscenza dello zio di Laurent, tramite emissari e trame secondarie. La cosa che ho apprezzato maggiormente in questo volume, è soprattutto il modo in cui evolve il rapporto tra i due protagonisti, veramente inspiegabile il modo in cui cattura e rapisce. Negli ultimi tempi ho serie difficoltà a divorare libri, ma con la trilogia del principe prigioniero mi ha totalmente distrutta, rapita e chiusa.

In fine, ho super adorato, anche più del primo, questo secondo volume di una storia super particolare. Assolutamente 4.5 stelline